Categorie: Terapie Naturali

Luppolo: cos’è, proprietà, benefici, usi in cucina e bellezza, produzione della birra

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Il nome botanico del luppolo comune è Humulus lupulus, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Cannabaceae. La pianta cresce allo stato selvatico fino ai 1200 metri sul livello del mare e predilige le aree adiacenti ai corsi d’acqua, nei pressi delle siepi e dei margini boschivi.

Oltre a costituire l’ingrediente elettivo di prestigiose birre, il luppolo è un’eccellente pianta officinale ed aromatica. Inoltre, in fitoterapia si impiega prevalentemente per trattare affezioni batteriche, stati d’ansia, insonnia e disturbi legati alla menopausa.

Ma i getti giovani del luppolo selvatico si utilizzano anche per  impreziosire prelibatezze culinarie, quali: risotti, minestre e torte salate.

Luppolo: che cos’è

Il luppolo comune è una pianta erbacea e perenne facente parte della famiglia delle Cannabaceae.

L’apparato radicale è costituito sia da rizomi che da radici vere e proprie. I rizomi si sviluppano a circa 20-30 cm in profondità dal suolo. Si presentano succosi e di grosse dimensioni ed ospitano gemme e radichette.

Le radici scavano nel terreno fino a circa 1 metro e mezzo e si espandono lateralmente fino a 3 metri. Inoltre, diventano legnose con il trascorrere degli anni e sono prive di gemme.

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Note olfattive e gustative

Le infiorescenze del luppolo sono ricche di oli essenziali che conferiscono diversificate sensazioni olfattive in base al luogo di coltivazione.

I luppoli nobili coltivati, sin dall’antichità, in Germania e nel Regno Unito presentano delle note tipicamente resinose e balsamiche che rimandano alle radici legnose.

Invece, i luppoli di seconda generazione che si prestano ad essere coltivati negli Usa, in Australia e nella Nuova Zelanda possiedono una profumazione fruttata e  tropicale.

E’ l’ingrediente elettivo della birra che, oltre a conferire alla bevanda quel sapore tipicamente amarognolo, è un ottimo conservante naturale dalle proprietà antibatteriche.

Principali costituenti chimici del luppolo

  • Resine (sostanze amare) 15-25% α -acidi (es. α  umulene), e-acidi (crapuloni), ululone (2-10%)  crapulone (2-6%) e derivati.
  • Olio essenziale (0,3 – 1,0%): monoterpeni, sesquiterpeni (β cariofillene, farnesene, umulene e  β mircene).
  • Flavonoidi: xantumolo, kaempferolo, rutina.
  • Fitoestrogeni.
  • Tannini.
  • Terpeni: diterpenoidi, triterpenoidi.

Proprietà e benefici del luppolo

La droga è costituita dagli strobili delle infiorescenze femminili della specie Humulus lupulus.

Antibatterico naturale

L’olio essenziale di luppolo è in grado di inibire lo sviluppo dei seguenti agenti patogeni:

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  • Staphylococcus aureus. Batterio gram-positivo presente sulla cute e sulle mucose che colpisce in particolare le persone immunodepresse, causando polmonite, impetigine ed endocardite.
  • Bacillus subtilis. Microrganismo gram-positivo noto come bacillo del fieno o dei pascoli. Lo si trova generalmente sul suolo pertanto può contaminare i generi alimentari e causare intossicazioni.
  • Trichophyton mentagrophytes var. interdigitale. Un fungo parassita degli uomini e degli animali, responsabile della dermatofitosi: un’infezione micotica che colpisce cute e unghie.

Un estratto a base di strobili di luppolo si è dimostrato efficace nell’inibire la crescita del batterio Helicobacter pylori. E’ un microrganismo patogeno che colpisce la mucosa gastrica provocando infezioni del tratto digerente.

Invece, una terapia a base di decotto di luppolo è in grado di bloccare lo sviluppo del mycobacterium tuberculosis. E’ il bacillo responsabile della tubercolosi.

L’attività antibatterica, riconosciuta al luppolo, è esercitata dal lupolone e dell’umulone presenti nella pianta officinale.

Attività antiedemigena

L’applicazione topica di un estratto in metanolo di luppolo è in grado di arrestare l’infiammazione che provoca l’edema all’orecchio. Tale proprietà è ascrivibile all’umulone: un composto chimico presente nella resina del luppolo.

Un potente estrogeno

Il luppolo è ricco di due principi attivi: l’umulone e il lupolone che conferiscono alla birra, il caratteristico sapore amarognolo. Non solo, preservano la bevanda dall’attacco di batteri e muffe.

La lupolina, contenuta nei coni del luppolo, produce flavonoidi prenilati: sostanze ricche di proprietà benefiche per l’organismo umano. In particolare hanno un’importante attività estrogenica.

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Gli estrogeni sono ormoni imputati nella regolamentazione del sistema riproduttivo e di quello nervoso centrale. Inoltre, sono coinvolti nel controllo della corretta densità ossea, nella ritenzione idrica e nella coagulazione del sangue.

Diversi sintomi legati alla menopausa possono essere trattati con integratori a base di piante officinali, quali il luppolo. Gli estratti di luppolo sono ricchi di flavonoidi prenilati che hanno una benefica azione terapeutica sulle donne in menopausa.

In seguito all’assunzione di preparati a base di luppolo si sono verificate concentrazioni di flavanoni nel plasma equiparabili agli estrogeni presenti nel fluido follicolare. Pertanto si sconsiglia un consumo eccessivo di rimedi a base di estrogeni perché possono incidere negativamente sul sistema riproduttivo femminile.

Funzione protettiva sul sistema cardiovascolare

La ricca concentrazione di fitoestrogeni nel luppolo previene il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, bloccando l’aggregazione e l’adesione piastrinica.

Ad alcune donne in postmenopausa è stato somministrato un rimedio a base di erbe, compreso il luppolo, per un periodo di 12 mesi per valutarne l’efficacia antiaterosclerotica.

Al termine del trattamento si è registrato non solo un effetto positivo sulle arterie carotidi comuni ma il rimedio era stato in grado di arrestare efficacemente lo sviluppo delle placche aterosclerotiche.

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Sedativo del sistema nervoso

Il luppolo ha proprietà neuroattive, agisce sia come sedativo che come ipnotico. I flavonoidi xantumolo e isoxanthohumol, presenti nel luppolo, sono in grado di regolamentare positivamente le risposte indotte dal GABA ai recettori GABAA.

L’acido GammaAmminoButirrico (GABA) consiste in un neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello e prodotto dall’acido glutammico. Quindi, può aiutare ad alleviare stati di ansia, stress ed insonnia.

L’impiego del luppolo come sedativo e regolarizzatore del sistema nervoso risale ai tempi della prima guerra mondiale, difatti trovava impiego nel trattamento dell’angoscia da guerra.

Inoltre, studi dimostrano che le persone affette da disturbi del sonno dovuti a turni di lavoro notturni o a rotazione riescano a ridurre le tempistiche richieste per l’addormentamento dopo aver assunto un rimedio a base di luppolo.

Attività antinfiammatoria

I flavonoidi esercitano una potente azione antiflogistica. In particolare allo xantumolo è riconosciuta una preziosa proprietà antinfiammatoria.

I processi antinfiammatori sono indotti dalla funzione esercitata dalla cicloossigenasi sulle prostaglandine. La cicloossigenasi è un enzima ossigeno-dipendente deputato alla sintesi delle prostaglandine: molecole che regolano i processi infiammatori, la soglia del dolore e la febbre.

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Lo xantumolo e l’umulone esercitano un‘importante funzione antiflogistica bloccando la sintesi endogena della prostaglandina.

Il luppolo in cosmetica

Grazie all’elevata presenza di aminoacidi e fitormoni, il luppolo è in grado di promuovere l’attività metabolica cellulare del cuoio capelluto. Garantisce una straordinaria rigenerazione cutanea e promuove la neo formazione dei bulbi. Tali proprietà risultano particolarmente efficaci per la crescita dei capelli.

Inoltre, la pianta della birra costituisce un vero e proprio elisir di bellezza in quanto rivitalizza le pelli mature e al contempo dona turgore e luminosità.

Tale azione è imputabile alle proteine e agli antiossidanti presenti nella pianta officinale. Tali sostanze sono in grado di prendersi cura delle fibre del collagene proteggendole dai danni provocati dai radicali liberi, conservando la funzione e la struttura del tessuto connettivo.

Modalità d’uso terapeutico del luppolo

Gli strobili di luppolo si impiegano in erboristeria sotto forma di estratto secco per preparare infusi e decotti. In alternativa è possibile somministrare la tintura madre, nella formulazione in gocce.

Ad uso esterno si possono realizzare impacchi nutrienti per la pelle o si può beneficiare di un bagno caldo rilassante aggiungendo le infiorescenze nell’acqua della vasca.

In cosmetica, il luppolo si aggiunge a creme e lozioni per il corpo e viso, con funzione idratante.

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Uso interno

Infuso di luppolo per favorire il sonno

Lasciare bollire 200 ml di acqua in un pentolino, dopodiché aggiungere 500 mg di fiori di luppolo. Coprire il rimedio con un coperchio e attendere circa una quindicina di minuti. Filtrare il composto.

Si consiglia di assumerlo dopo i pasti principali, da due a tre volte al giorno.

Tisana contro l’ansia a base di erbe officinali

Ingredienti:

  • Strobilo di luppolo: 20 g
  • Fiori essiccati di biancospino: 20 g
  • Infiorescenze di arancio dolce: 20 g
  • Foglie di melissa: 20 g
  • Radice di valeriana: 20 g.

Procedimento: portare ad ebollizione 250 ml di acqua, aggiungere il quantitativo indicato delle droghe e lasciare in infusione per circa 5 minuti.

Dopodiché filtrare e consumare il rimedio. Assumere una tisana al mattino per affrontare la giornata con maggiore tranquillità e una la sera per favorire il riposo notturno.

Decotto per emicrania

Indicato soprattutto quando il mal di testa è causato da tensione alla muscolatura del collo.

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Aggiungere in un pentolino 250 ml di acqua e una volta raggiunta l’ebollizione aggiungere un cucchiaino da tè di strobili di luppolo essiccati.

Lasciare il composto sulla fiamma per circa cinque minuti. Dopodiché spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il rimedio. Quando si intiepidisce, filtrare e consumare una o due tazze al giorno al momento del bisogno.

Tintura madre di luppolo

Indicazioni terapeutiche: restituisce calma e tranquillità, garantendo uno stato di rilassamento e un sonno ristoratore. Inoltre, promuove la digestione qualora sia lenta e difficoltosa e dona una sensazione di benessere alle donne in menopausa e durante il ciclo mestruale.

Posologia: assumere 60 gocce 2 volte al giorno, per una razione giornaliera totale di 120 gocce, in poca acqua.

Un ciclo di trattamento completo richiede almeno un mese di assunzione, pari a due confezioni di prodotto.

Uso esterno

Lozione idratante ai coni di luppolo

Aggiungere 60 g di luppolo in un litro di acqua bollente. Lasciare riposare il composto per raffreddarlo e filtrare.

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La lozione idratante si applica con una garza imbevuta direttamente sulla pelle del viso e del corpo.

In alternativa può essere impiegata come rimedio antiseborroico per le cure del cuoio capelluto. Per beneficiare di questa proprietà risciacquare i capelli con l’infuso o frizionarlo dopo aver effettuato lo shampoo.

Impacchi al luppolo

Si utilizza il decotto realizzato secondo il procedimento indicato. Si effettuano degli impacchi da applicare sul viso per contrastare irritazioni cutanee e nutrire in profondità la pelle.

Per poter beneficiare di tali proprietà è possibile preparare  una soluzione, mettendo in infusione 60 grammi di luppolo in un litro di acqua bollente.

Attendere che il rimedio si raffreddi e realizzare degli impacchi da applicare sul viso, lasciandoli in posa per una decina di minuti. Ripetere tale routine di bellezza quotidianamente sino alla remissione della problematica.

In alternativa si possono effettuare degli impacchi caldi per contrastare i reumatismi. Applicare il rimedio sulla zona sofferente e lasciare che agisca per circa un’oretta. Il trattamento va protratto sino alla remissione della sintomatologia.

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Un bagno rilassante

Aggiungere i fiori nell’acqua della vasca per godere di un bagno rilassante. L’atmosfera distensiva è creata anche dall’aroma sprigionato dalle infiorescenze del luppolo.

Rimedio contro l’insonnia

Mettere dei fiori di luppolo sotto il cuscino e nelle fodere per favorire il riposo notturno.

Maschera all’argilla e luppolo per capelli grassi

Questa maschera è un sebo-regolatore del cuoio capelluto.

Ingredienti

  • Argilla naturale: 5 bicchieri
  • Acqua: un litro
  • Luppolo: 60 g.

Procedimento: aggiungere ad un litro d’acqua, 60 g di luppolo e portare il composto ad ebollizione. Lasciare raffreddare e unire l’argilla amalgamando il tutto delicatamente fin quando non avrà una consistenza cremosa.

Applicare la maschera sulla lunghezza della chioma e massaggiare in profondità il cuoio capelluto. Attendere una quindicina di minuti e risciacquare con acqua tiepida.

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Controindicazioni ed effetti collaterali del luppolo

L’assunzione di rimedi a base di strobili di luppolo è controindicata in caso sussista un’ipersensibilità ad una delle componenti attive presenti nella pianta. In alcune persone si potrebbero manifestare sonnolenza e vertigini.

Inoltre, le donne che assumono integratori a base di luppolo hanno riferito il sopraggiungere di modifiche al flusso mestruale in seguito al trattamento.

Si raccomanda di evitare una somministrazione contestuale di rimedi a base di luppolo con farmaci metabolizzanti in quanto gli strobili del luppolo bloccano l’attività dell’enzima citocromo P450. Quest’emoproteina è implicata nel processo di ossidazione e di rimozione di sostanze endogene.

Nonostante non vi siano informazioni scientifiche che dimostrino la sussistenza di una interazione tra consumo di luppolo e stato di gravidanza o allattamento, per precauzione si consiglia di astenersi dall’assunzione.

Il luppolo può aggravare uno stato depressivo preesistente, pertanto si raccomanda di evitare la somministrazione in soggetti affetti da tale patologia.

Le persone che presentano una sensibilità marcata agli ormoni estrogeni perché colpite da tumore al seno o endometriosi dovrebbero evitare di consumare rimedi a base di luppolo.

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Infine, l’effetto sedativo rilasciato dalla pianta officinale potrebbe provocare un’eccessiva sonnolenza se somministrato insieme all’anestesia, in vista di un intervento chirurgico.

Quindi, si consiglia di interrompere l’assunzione di luppolo almeno due settimane prima dell’intervento programmato.

Luppolo in cucina

Il luppolo utilizzato nell’arte culinaria è conosciuto come bruscandolo o asparagina selvatica per la somiglianza morfologica con gli asparagi. A differenza di questi ultimi possiede un sapore più delicato.

Si tratta del luppolo selvatico, un’erba che si sviluppa spontaneamente nei boschi del nostro territorio. Lo si trova principalmente nei pressi dei rovi di more e lungo le strade sterrate.

In cucina si usano i germogli che conferiscono alle pietanze un gusto particolare, che presenta sia note amarognole che dolci.

Nel periodo primaverile si può procedere con la raccolta del luppolo selvatico. I tratti distintivi del bruscandolo sono: il fusto cavo che si presenta in superficie verde con delle striature rossastre, la peluria che riveste l’intera piantina e la tendenza ad avvolgersi ad altre piante in senso antiorario.

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Le foglie dentellate sono di un verde vivace, la punta del fogliame è tribolata e ricorda quella della vite.

I germogli primaverili si sfruttano in cucina per arricchire minestre, gnocchi, crespelle, torte salate e risotti.

Risultano piacevoli al palato anche lessati e conditi con un filo di olio, sale e pepe. In alternativa si possono realizzare delle gustose frittate con l’aggiunta di altre erbe spontanee aromatiche.

Consigli per gli acquisti

Il luppolo in taglio tisana e la tintura madre si possono trovare presso il proprio erborista di fiducia o rivenditori online specializzati. Il luppolo per birra è possibile acquistarlo presso i negozi deputati al rifornimento di materie prime per la produzione della bevanda alcolica.

Prediligere sempre prodotti erboristici biologici e naturali al 100%.

Conservare il rimedio in taglio tisana in appositi contenitori a chiusura ermetica, lontano da fonti di calore e di luce.

Il prezzo di un chilo di luppolo, venduto ai birrifici, presenta un costo variabile che va da un minimo di 15 euro ad un massimo di 100 euro, per le specie pregiate.

Il luppolo nella produzione della birra

Nel processo di fabbricazione della birra si utilizzano gli strobili essiccati della ‘pianta femmina’ del luppolo. Nella parte più interna del cono sono presenti dei tricomi ghiandolari sferici contenenti una particolare resina gialla dal sapore amarognolo. Questa sostanza è conosciuta come luppolina e conferisce alla birra le sue tipiche note aromatiche.

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In seguito all’essicazione, le infiorescenze si sminuzzano e si comprimono per ottenere due formati differenti:

  • quadratini costituiti dalle foglie, chiamati plug
  • compresse di piccole dimensioni costituite da luppolo tritato: pellet.

Il luppolo si impiega durante il processo di bollitura del mosto conferendo alla birra il caratteristico sentore amarognolo. Talvolta si fa ricorso ad un processo peculiare denominato dry hopping che consiste nel lasciare in infusione il luppolo durante la fermentazione della birra.

In natura esistono diverse tipologie di luppolo che si contraddistinguono sia per le zone di coltivazione che per le caratteristiche organolettiche.

La specie maggiormente diffusa è il Brewers Gold che è divenuto oggetto di coltivazione in ogni parte del mondo. Seguito dal Tettnang, impiegato prevalentemente nelle regioni della Renania e del Baden, contraddistinto da un sapore particolarmente aromatico. A Monaco di Baviera si utilizza il luppolo Hallertau Millerfruh dalle note floreali, coltivato anche negli Stati Uniti.

In Boemia si usa il Saaz conosciuto come luppolo rosso che conferisce al palato delle note rinfrescanti. In Gran Bretagna troviamo due tipi di luppoli: il Fuggle ed il Golding Canterbury. Il primo è nativo della contea del Kent e presenta un gusto particolarmente amarognolo con delle sfumature fruttate. Il secondo invece conferisce alla bevanda un sapore ruvido e citrino.

Botanica

La parte sotterranea della pianta possiede un ciclo vitale perenne. A differenza dell’apparato epigeo che tende a deperire con il sopraggiungere della stagione invernale.

Il fusto ha una consistenza cava, priva di viticci e si erge in altezza fino agli 8 metri. Tende ad attorcigliarsi attorno ad ogni supporto adiacente per mezzo di tricomi uncinati, disposti ai margini dello stelo.

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Le foglie sono a forma di cuore, picciolate e con margine dentato. La pagina superiore è resinosa e presenta una consista piuttosto ruvida. Sul fogliame ci sono delle ghiandole resinifere produttrici di luppolina.

Il luppolo è annoverato tra le specie dioiche in quanto possiede sia inflorescenze femminili che maschili. Le prime sono caratterizzate da fiori di forma ovoidale costituite da un rachide centrale, due brattee tinteggiate di un giallo verdognolo ed una consistenza coriacea. I fiori femminili possiedono anche delle bratteole ricche di tricomi ghiandolari sferici. All’interno di queste è presente una resina gialla amara, chiamata luppolina, comprensiva di oli ed acidi organici che conferiscono alla pianta il caratteristico sapore.

I fiori maschili si manifestano con una conformazione a pannocchia pendula e tepali giallo verdastri. All’interno delle antere sono comprese delle ghiandole resinose. I fiori maschili fioriscono nel periodo estivo e producono del polline che verrà trasportato dal vento.

Le piante femminili contengono una maggiore quantità di resina rispetto a quelle maschili.

Esigenze climatiche e pedologiche

Il luppolo si sviluppa spontaneamente nelle aree temperate dell’emisfero settentrionale. Il suo habitat ideale si espande dalle zone pianeggianti di fondovalle sino ai 1200 metri s.l.m.

La pianta predilige i luoghi freddi e mal tollera l’umidità e il vento. Si sviluppa prevalentemente nelle aree adiacenti ai corsi d’acqua, siepi e margini boschivi.

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Il terreno idoneo ad uno sviluppo rigoglioso dell’arbusto dev’essere fertile, profondo e caratterizzato da un pH leggermente acido. Inoltre, la pianta richiede un buon drenaggio e un terreno sciolto in modo da consentire alle radici di svilupparsi in profondità.

I suoli argillosi provocano asfissia alle radici ed all’assorbimento di microelementi presenti nei terreni basici. L’esposizione del luppolo ad alte temperature e a zone soggette alla siccità provoca la caduta dei fiori e dei coni. Pertanto in tali zone si raccomanda di irrigare costantemente in modo da garantire un grado di umidità ottimale del terreno.

Luppolo: coltivazione

E’ necessario procedere all’aratura e ad una buona lavorazione del suolo prima di procedere all’impianto del luppolo, in modo tale da garantire una zona di semina sciolta e leggera. Nella fase di preparazione del terreno bisogna incorporare una ricca letamazione di fondo, a circa 20 cm dal suolo.

Si consiglia di effettuare delle baulature o porche rialzate, realizzando delle collinette alte una trentina di centimetri. Con questo metodo, qualora la pianta fosse esposta a forti piogge, l’acqua in eccesso si riversa nell’interfila e il rizoma si protegge dall’eccesso di umidità.

La messa a dimora del luppolo si effettua in primavera, tra marzo e aprile. Il metodo elettivo consiste nell’interrare i germogli verso l’alto e ricoprirli con un sottile strato di terra. In seguito all’impianto, il terreno va irrigato quotidianamente in modo tale da evitare che le radici si secchino.

La riproduzione per seme è possibile solo se si dispone di piante sia femminili che maschili al fine di garantire l’impollinazione. Solitamente si predilige la propagazione per talea delle piante femminili. Tale metodo consente di preservare il patrimonio genetico della pianta madre.

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Tecnica di riproduzione

La tecnica di riproduzione più semplice è quella della partizione per cespo che avviene prelevando un pollone basale dalla pianta madre.

Bisogna tener conto che le piante di luppolo raggiungono in lunghezza anche i 9 metri, per tale ragione si effettuano filari distanti tre metri e le piantine si dispongono ogni 100 cm.

Il filare dev’essere munito di supporti adatti a sostenere le specie rampicanti e al contempo deve consentire una migliore circolazione dell’aria e dell’illuminazione, oltre ad una facilità nel raccolto.

Richiede una buona concimazione se si vuole ottenere una coltivazione rigogliosa.

E’ necessario disporre di un impianto a goccia all’interno del luppoleto al fine di garantire una corretta irrigazione del terreno, in quanto la pianta non tollera la siccità. 

Fonti
  1. OMS Monografie di piante medicinali volume 3.
  2. Researchgate.
  3. ITIS Integrated Taxonomic Information System – Report.
  4. Pubmed.

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Claudia Tartaglia

Diplomanda in naturopatia, esperta in erboristeria, alimentazione naturale, aromaterapia, oligoelementi, autoguarigione, tecniche di rilassamento e medicina ayurvedica. Nutre una forte passione per la medicina non convenzionale e la sua divulgazione.

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