Tampon Tax: no all’abbassamento dell’Iva su assorbenti e pannolini

Nessun taglio dell’Iva su assorbenti, pannolini e altri prodotti igienici. La cosiddetta Tampon Tax (o Pink Tax) è stata bocciata dal Parlamento italiano. La Camera ieri ha respinto l’emendamento, con 253 voti contro e 189 a favore, fra le critiche di opposizioni e attivisti.

Cos’è la Tampon Tax

Gli assorbenti e i prodotti igienici femminili, ma anche i pannolini, in Italia sono ancora tassati al 22% (IVA). In pratica, rientrano ancora nella fascia dei beni considerati di lusso, al pari di articoli di abbigliamento, sigarette, vino e altri prodotti.

La Tampon tax ha scatenato in tutto il mondo un acceso dibattito che ha portato i governi a prendere provvedimenti per la sua eliminazione o riduzione. Ma non è così per l’Italia, dove la tassa ricade interamente sul consumatore finale ed è tuttora una delle più alte in Europa.

I 5 stelle avevano annunciato un emendamento alla manovra per ridurre l’Iva al 5% su prodotti “per la protezione dell’igiene femminile, dei neonati, dei disabili e degli anziani”. Ma la richiesta di modifica è stata accantonata. “Le questioni che riguardano la fiscalità”, si è giustificata la sottosegretaria al Mef Laura Castelli, “a volte chiedono un po’ più di tempo. Questo Parlamento e il governo sono d’accordo nel merito ma il problema è l’infrazione sulla riduzione di una aliquota Iva”. In sostanza, dicono dal governo, “Verrebbero meno milioni alle casse dello stato“. A mettere il veto è stata la presidente della commissione bilancio della camera, Carla Ruocco. Ha spiegato che il costo di un abbassamento dell’Iva al 10% sarebbe di 212 milioni. Sarebbe invece arrivato a oltre 300 milioni con la soglia al 5%.

La Tampon Tax all’estero

L’alleggerimento della pressione fiscale su prodotti di prima necessità per l’igiene femminile sarebbe stato un traguardo importante in Italia. All’estero, infatti, hanno applicato la riduzione già da tempo. La Francia l’ha ridotta al 5,5%, in Portogallo, in Olanda e Belgio è al 6%, in Spagna al 10%. Ma anche l’Inghilterra l’ha portata al 5%, mentre Irlanda e Canada l’hanno abolita.

L’Italia ha avuto la possibilità di attuare una misura di equità sociale evitando il paradosso che un bene di prima necessità venga trattato come un bene di lusso: gli assorbenti, per intenderci, sono tassati quanto i gioielli. Mentre le lamette da barba rientrano nei beni di prima necessità. “Oggi i 5 Stelle hanno perso l’ennesima occasione per dimostrarsi autentici e non virtuali difensori delle pari opportunità“, ha commentato la deputata Pd, Enza Bruno Bossio.

Fonte: Euronews

Francesca Fiore

Francesca Fiore

Esperta di gastronomia, ho conseguito il master in comunicazione e giornalismo gastronomico presso il Gambero Rosso, Città del gusto di Roma. Giornalista dal 2015, mi occupo soprattutto di nutrizione, prodotti e produzioni di nicchia, produzione di cibo sostenibile.

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