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Ora solare: tutti i segreti per affrontare al meglio il cambiamento

Torna questo fine settimana l’ora solare. Le lancette si spostano indietro di un’ora, come sempre in autunno.

Ma potrebbe essere l’ultima volta, già la Francia quest’anno ha rinunciato, mentre gli altri paesi dell’Ue dovranno decidere, entro aprile 2021, se mantenere l’ora solare, quella legale o l’alternanza.

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L’ora solare: quando viene deciso il cambio

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre ritorna l’ora solare: si dormirà un’ora in più, ma farà buio prima. Sono decenni che, ogni sei mesi, spostiamo le lancette degli orologi. In Italia l’ora legale è nata come misura di guerra nel 1916.

Abolita dal 1940 al 1948, è stata ripristinata diverse volte. L’alternanza è stata adottata definitivamente con la legge numero 503 del 1965 e applicata per la prima volta nel 1966.

L’Italia manterrà l’alternanza?

Dal 1996 tutti i Paesi dell’Unione Europea – oltre alla Svizzera e ai Paesi dell’est Europa – adottano lo stesso calendario per l’ora legale. Nell’estate 2018 il parlamento europeo ha approvato l’abolizione dell’obbligo per gli Stati membri di passare da un’ora all’altra ogni sei mesi.

Ogni Stato è quindi libero di decidere entro aprile 2021 se mantenere l’ora legale, quella solare o continuare ad alternarle. L’Italia vorrebbe mantenere l’alternanza, soprattutto per ragioni economiche.

Infatti, grazie all’ora legale si accendono le luci un’ora dopo, con un risparmio energetico non indifferente.

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L’ora legale: i vantaggi

L’ora legale è stata introdotta proprio per consentire un minore utilizzo dell’illuminazione elettrica.

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Secondo i dati forniti da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, il risparmio generato dall’adozione dell’ora legale è consistente. In particolare, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2012, ha superato i 6 miliardi di kilowattora con una riduzione della spesa pari a 900 milioni di euro.

Ritorno all’ora solare: gli effetti sulla nostra vita quotidiana

In sostanza, con il cambio di ora autunnale si va a dormire un’ora prima e quindi si potrebbero avere difficoltà ad addormentarsi. Una situazione che danneggia chi già soffre di insonnia.

Ma esistono anche altri effetti collaterali negativi.

Infatti, il ritorno all’ora solare si può tradurre in:

  • stanchezza
  • sonnolenza durante il giorno
  • cali di concentrazione ed efficienza
  • cattivo umore.

Lo sfasamento dei ritmi sonno-veglia può avere strascichi negativi che si possono protrarre per giorni. Infatti, l’organismo deve abituarsi alle nuove abitudini, ai nuovi orari dei pasti, ad addormentarsi e svegliarsi 60 minuti prima.

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Cambio dell’ora: come affrontarlo al meglio

Per affrontare al meglio il passaggio all’ora solare, per qualche giorno si potrebbero ritardare di 15 o 30 minuti gli orari dei pasti. Allo stesso modo il passaggio graduale al riposo notturno attenuerebbe le difficoltà ad addormentarsi.  

Anche a tavola è bene stare attenti e seguire corrette abitudini come:

  • mangiare leggero, soprattutto la sera
  • evitare alimenti e bevande eccitanti come tè, caffè, alcol, cioccolata, ma anche cavoli e formaggi stagionati
  • preferire cibi che favoriscono il sonno e il rilassamento come riso, pasta, noci, nocciole, mandorle, avena, kiwi, banane.

Infine, aiuta a riprendere il giusto ritmo anche l’attività sportiva perché il rilascio delle endorfine contrasta il cattivo umore e l’irritabilità.

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Maria Luisa Prete

Maria Luisa Prete

Laureata in Scienze della comunicazione, dal 2007 sono giornalista pubblicista. Ho collaborato con Repubblica, scrivendo, tra le altre, per le rubrica Sapori e Salute. Per Melarossa mi occupo delle news riguardanti alimentazione e benessere

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