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Coronavirus: attuali terapie e prevenzione. I consigli dello pneumologo

Coronavirus: come possiamo prevenire il contagio? Ci sono altre misure importanti da adottare, oltre al distanziamento sociale? Gli integratori vitaminici per rinforzare il sistema immunitario sono utili? Quali sono le terapie più efficaci? Il dottor Luigi Temperilli, specialista in ematologia e pneumologia, risponde alle domande dei lettori di Melarossa sull’emergenza Covid-19 in una video intervista con Alessandra Parretta della redazione.

La malattia da Coronavirus può presentarsi con sintomi molto variabili e in forme più o meno gravi. Questa differenza dipende dalla carica virale, ma anche dalla risposta del sistema immunitario, che può scatenare una sindrome infiammatoria che è alla base degli esiti più seri, come la polmonite o l’ARDS, ovvero la sindrome da distress respiratorio acuto. Anche l’età e la presenza di patologie che aggravano il quadro clinico possono determinare un decorso con conseguenze più serie.

Il dottor Temperilli ci spiega come il sistema immunitario reagisce all’infezione e se ci sono delle strategie per rinforzare le nostre difese. E in caso di sintomi? Il consiglio è: mai ricorrere a cure fai da te, ma rivolgersi sempre al proprio medico che saprà suggerire l’approccio migliore e monitorare l’andamento della malattia.

Guarda l’intervista al dottor Temperilli e scopri come prevenire l’infezione da Coronavirus e quali sono le terapie più efficaci.

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Se vuoi approfondire l’argomento, guarda anche l’intervista in cui lo pneumologo spiega come puoi riconoscere i veri sintomi del Covid-19 e controllare facilmente a casa se il tuo respiro è regolare o hai l’affanno.

Perché in tanti casi il Coronavirus si manifesta in forme molto serie?

Il modo in cui il nostro sistema immunitario reagisce all’incontro con il Coronavirus può essere molto variabile. Il virus è lo stesso, ma la risposta immunitaria può cambiare da paziente a paziente. E’ stato osservato, per esempio, che pazienti con una viremia bassa, cioè poco virus, hanno una malattia lieve e dopo 10 giorni, nel 90% dei casi, un tampone negativo, quindi non sono più infettivi.

I pazienti in cui invece è stata riscontrata una presenza del virus molto più elevata, fino a 60 volte maggiore, sviluppano la malattia in forma molto più grave. E, soprattutto, dopo 10 giorni risultano ancora positivi al tampone. Ad una carica virale elevata corrisponde quindi una malattia più prolungata, con la negatività che arriva dopo molto più tempo, anche dopo 30 giorni.

La risposta immunitaria può determinare sintomi più gravi e complicanze?

In alcuni casi la gravità della malattia è determinata da un’iper-risposta del sistema immunitario.

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Nell’85% dei casi l’infezione da Coronavirus si manifesta con pochi sintomi, di natura lieve. Alcune volte, però, in presenza di infezione polmonare, i leucociti bianchi si accumulano nei capillari polmonari e producono citochine infiammatorie in misura maggiore rispetto a quanto accade nella normale risposta infiammatoria. Questo determina una maggiore vasodilatazione dei capillari polmonari e scatena una grossa sindrome infiammatoria. Dato che i capillari polmonari diventano più permeabili, il liquido infiammatorio riesce a penetrare negli interstizi tra gli alveoli e crea una difficoltà nello scambio di ossigeno tra il sangue e l’ambiente esterno, cioè l’area alveolare. Questo meccanismo è all’origine della polmonite che si manifesta nei pazienti più gravi. Purtroppo questo processo può scatenare anche fenomeni di tipo trombotico all’interno del polmone. Ecco perché in alcuni pazienti si riscontrano anche problemi di ventilazione, perché un organo che di solito è molto elastico diventa, a causa di queste microtrombosi, molto rigido. L’epilogo può essere una grave complicanza polmonare come l’ARDS, ovvero la sindrome da distress respiratorio acuto.

E’ utile assumere integratori vitaminici per rinforzare il sistema immunitario?

Certamente un buon assetto vitaminico dell’organismo non è mai sbagliato, ma non possiamo affermare, perché non abbiamo evidenze in merito, che l’assunzione di integratori vitaminici possa favorire una più equilibrata risposta immunitaria. Non dimentichiamo che la maggiore letalità del Coronavirus si manifesta all’aumentare dell’età oppure in pazienti con patologie cardiovascolari. In questi pazienti, il tasso di letalità è più elevato, intorno al 10,5%, e la malattia può presentarsi nelle forme più gravi. Più a rischio sono anche i pazienti diabetici, ipertesi o con una pneumopatia preesistente.

In presenza di sintomi, è utile assumere farmaci autonomamente o meglio consultare il medico?

E’ sempre preferibile consultare il medico di famiglia, con cui, anzi, è bene mantenere uno stretto rapporto. Questo lo mette in condizione di cogliere tempestivamente ogni variazione che possa essere il segnale di un possibile peggioramento, quindi è importante aggiornarlo sull’evoluzione dei sintomi.

Oltre al distanziamento sociale, quali sono le altre misure per prevenire la diffusione del virus?

Le misure di distanziamento sociale, l’abitudine di lavarsi le mani bene e spesso e di indossare la mascherina, così come l’aerazione degli ambienti, sono tutti accorgimenti importanti. Sappiamo che le particelle di saliva che vengono emesse con la tosse, con gli starnuti o semplicemente parlando, le cosiddette droplet, hanno dimensioni diverse: quelle di 10 micron sono le più pericolose perché hanno una carica virale molto elevata. Hanno però il vantaggio di depositarsi velocemente a terra, in circa 20 minuti, quindi non restano in circolazione nell’ambiente. Ci sono però anche delle microdroplets, ovvero particelle inferiori ai 4-5 micron, che per la loro leggerezza potrebbero persistere nell’aria e diffondere il virus molto più di una gocciolina di dimensioni maggiori. E’ possibile che le droplets così piccole non abbiano una carica virale sufficiente a scatenare una malattia, ma non ne siamo certi. Queste goccioline persistono negli ambienti chiusi, che quindi dovrebbero essere areati ogni ora / ora e mezza.

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Per quanto riguarda i condotti di aerazione, sappiamo che il virus sopravvive sui materiali plastici anche per 3-4 giorni, ma trattandosi di un virus che si trasmette soprattutto da persona a persona, è difficile affermare con certezza che possa persistere al loro interno. E’ comunque importante fare una pulizia dei condotti all’inizio dell’estate, oltre ad una sanificazione degli ambienti di lavoro.

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Tiziana Landi

Tiziana Landi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. Sono esperta di cucina light e alimentazione sana e all'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.

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