Stop al cibo anonimo: firma la petizione di Coldiretti e Campagna Amica

Rimane poco tempo per firmare la petizione “Eat Original”. Si tratta dell’iniziativa dei Cittadini Europei coordinata da Coldiretti e Campagna Amica e promossa in tutta Europa assieme alle principali associazioni di consumatori e organizzazioni agricole.

L’obiettivo della raccolta firme è quello di rendere obbligatoria l’indicazione di origine di tutti i prodotti alimentari circolanti in Europa, al fine di:

  • proteggere la salute dei cittadini
  • prevenire le frodi alimentari
  • garantire il diritto dei consumatori a ricevere informazioni accurate sul cibo che scelgono di acquistare.

L’etichettatura dei prodotti alimentari dovrebbe fornire informazioni coerenti e trasparenti che consentano di compiere scelte informate. Ma, ai sensi della normativa europea vigente, i consumatori possono potenzialmente essere fuorviati e esposti alle frodi alimentari.

Al momento, tutti i prodotti a base di carne, latte, latticini, gli alimenti non trasformati e i prodotti a base di singoli ingredienti (ad esempio farina o zucchero) non hanno l’obbligo di indicare l’origine del prodotto. Il rischio è quindi quello di trovare nel nostro piatto alimenti prodotti con ingredienti di bassa qualità o addirittura tossici, la cui origine è sconosciuta.

Indicazione di origine: i benefici per consumatori e produttori

La completa indicazione del Paese di origine del cibo o degli ingredienti utilizzati negli alimenti è uno strumento utile per prevenire le frodi alimentari e le falsificazioni. Per questo motivo Coldiretti e Campagna Amica hanno chiesto alla Commissione europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati che circolano nell’UE e di introdurre requisiti di tracciabilità più rigorosi al fine di rafforzare la sicurezza alimentare. È una battaglia per i consumatori ma anche per tutti gli agricoltori europei, che spesso vedono le produzioni locali di qualità danneggiate da pratiche commerciali poco trasparenti o addirittura sleali.

Una campagna a favore del vero made in Italy, contro le frodi alimentari

Il nostro Paese ha fatto dell’eccellenza del proprio patrimonio agroalimentare un punto di forza in Europa e nel mondo. L’indicazione obbligatoria di origine permette di riconoscere il vero made in Italy e tutelare il lavoro e i prodotti di qualità dei nostri agricoltori. Per questo Coldiretti è stata portavoce della battaglia per l’etichettatura. Ma non è un problema solo italiano. Si stima che in Europa le frodi alimentari creino danni fino a 12 miliardi di euro all’anno. E il fenomeno si è intensificato negli ultimi decenni.

“Attraverso questa ICE, vogliamo dimostrare che è una questione sulla quale occorre agire subito a livello sovranazionale”, dice Roberto Moncalvo di Coldiretti, rappresentante del Comitato che ha presentato la richiesta alla Commissione Europea. “I consumatori sono dalla nostra parte e la maggioranza ritiene che le attuali etichette siano inadeguate. Le ultime statistiche indicano che il 70% degli europei ha dichiarato di voler sapere da dove proviene il loro cibo e desidera conoscere il Paese specifico – se non addirittura la regione – di produzione. Un dato che ci dice che siamo sulla giusta direzione.”

Etichettatura d’origine: firma la petizione per trasformarla in legge

Per far sì che l’etichettatura d’origine diventi legge, è necessario raccogliere 1.000.000 di firme in tutta Europa. La campagna di Coldiretti ha già raggiunto l’impressionante numero di 850.000 firme: basta veramente poco per arrivare all’obiettivo. Fino al 2 ottobre è possibile sostenerla online all’indirizzo www.eatoriginal.eu, fornendo in totale sicurezza il nominativo, la residenza e i dati della propria carta d’identità.

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Tiziana Landi

Tiziana Landi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. Sono esperta di cucina light e alimentazione sana e all'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.

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