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Latte vaccino: fa bene o fa male?

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Sul latte negli ultimi tempi se ne sono dette e sentite molte. E’ infatti sempre più controverso il dibattito tra sostenitori e detrattori di quella che è diventata una delle bevande più discusse. Nonostante sia certo che sia un’ottima fonte di proteine, di vitamine e di calcio, è spesso al centro di discussioni e polemiche legate ai temi dell’obesità, delle intolleranze e di patologie di vario tipo, anche molto gravi.

Valori nutrizionali

Ma andiamo per gradi…

E’ il primo alimento consumato da ogni piccolo mammifero in virtù del fatto che contiene tutti i nutrienti necessari per il sostentamento.

Questa la sua composizione:

  • acqua (87,5%).
  • Proteine di alto valore biologico (3,3%), cioè ricche di amminoacidi essenziali, ovvero quelli che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare e quindi devono essere assunti con la dieta.
  • Grassi (3,6%).
  • Zuccheri (4,9%).
  • Sali minerali quali il potassio, lo zinco e il calcio.
  • Vitamine quali la A, la D e quelle del gruppo B.

Il latte intero fornisce 64 kcal ogni 100 grammi, quello parzialmente scremato (1,8% di grassi) 46 kcal, quello  scremato 36 kcal.

Fondamentale per la crescita delle ossa e dei denti nei bambini ma anche per gli anziani che riescono a masticare poco e hanno bisogno delle giuste proteine e di un adeguato apporto calorico. Già, perché si può berlo durante tutto l’arco della vita…

Latte: miti da sfatare

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera demonizzazione e quindi ad un’esclusione talvolta radicale dalle nostre diete. Ma quali sono le cause che hanno fatto sì che il latte venisse bandito dalla nostra alimentazione?

Innanzitutto è credenza comune che faccia ingrassare. Ma è davvero così?

L’abbiamo chiesto al nutrizionista di Melarossa Luca Piretta

Qual’ è la quantità giornaliera giusta?

Prima di tutto, non c’è differenza tra chi è a dieta e chi non segue alcun tipo di regime ipocalorico: la quantità  assunta può essere la stessa. Diversa la quantità di formaggi, che deve essere più contenuta per chi sta a dieta (50 gr di formaggi stagionati al giorno) perché l’apporto calorico è proporzionalmente molto più elevato.

Non esiste una quantità raccomandata perché dipende dalla presenza degli altri derivati del latte nell’alimentazione quotidiana. Si può dire che 200 ml al giorno sia una buona base di partenza. E’ importante garantire nell’arco della giornata una quota di calcio adeguata, per la quale esistono delle quantità raccomandate dai LARN (Livelli di riferimento per la popolazione italiana per l’assunzione dei nutrienti).

Quantità di calcio raccomandate per ogni fascia di età:

valori nutrizionali del latte e contenuto di calcio

Molti lettori di Melarossa ci chiedono: se bevo una tazza di latte al mattino, quanto yogurt o formaggio posso mangiare durante la giornata? Oltre alla tazza di latte si può tranquillamente assumere uno yogurt oppure 100 gr di formaggi freschi o 70 gr di formaggi stagionati.

Intero, parzialmente scremato e scremato?

Non si deve aver paura del latte intero se il consumo è quello di una tazza al giorno. Se le quantità aumentano allora conviene preferire il latte parzialmente scremato per contenere l’apporto di grassi. E’ fondamentale valutare anche cosa si mangia nel resto della giornata, in particolare in termini di grassi animali, per fare in modo che nel complesso la dieta sia bilanciata.

Latte e tumori

Per anni l’assunzione di latte è stata associata al rischio di sviluppare alcuni tumori, anche se tutti gli studi scientifici hanno dichiarato falsa questa affermazione. La realtà è diversa: ci sono una serie di studi di società scientifiche oncologiche che hanno evidenziato come nel caso del tumore del colon retto o della vescica, la presenza del calcio nel latte sia considerato addirittura un fattore protettivo. Gli studi che hanno associato il latte al tumore della prostata erano legati a un consumo esagerato di questo alimento. Quindi non c’è nessun rapporto tra un’assunzione moderata e corretta di latte e l’insorgenza di questo tipo di tumori.

Ci sono invece altri studi per quanto riguarda il tumore al seno: in chi ha avuto questa patologia, le indicazioni riferiscono di evitare il latte perché la presenza di estrogeni e di altri fattori potrebbe rappresentare un fattore di rischio di recidiva.

Latte vaccino e intolleranze

Reale e diffuso è invece il problema dell’intolleranza al lattosio. Quando nasciamo abbiamo le lattasi, che sono degli enzimi che scindono il lattosio, lo zucchero contenuto nel latte: queste, nel tempo, tendono a ridursi. Accade così che nell’età adulta, se per un periodo non si beve il latte, le lattasi, che sono un enzima indotto dall’alimento, si riducono. Quando l’adulto, dopo un lungo periodo di astinenza, beve nuovamente il latte è possibile che soffra di fastidi come  gonfiore e dolore addominale. Esistono però in commercio dei latti a scarso contenuto di lattosio che nella maggioranza dei casi possono essere tranquillamente assunti risolvendo così il problema della riduzione delle lattasi.

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