Nutrizione Cibo e Salute Diabete: tutto quello che c’è da sapere

Diabete: tutto quello che c’è da sapere

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Diabete: la guida completa

Il diabete è una malattia metabolica, caratterizzata da un aumento degli zuccheri nel sangue, causato da una difficoltà/impossibilità di gestione metabolica da parte dell’organismo.

I dati più recenti – diffusi dalla Società Italiana di Diabetologia – evidenziano una crescita del numero dei malati in Italia negli ultimi 20 anni: oggi gli italiani che soffrono di questa patologia sono circa 4 milioni.

Un trend negativo causato da diversi fattori, tra cui sia il generale invecchiamento della popolazione, sia lo stile di vita che connota la società moderna. Infatti, l’incremento dell’introito calorico, la sedentarietà e l’obesità, hanno avuto un impatto notevole sull’aumento degli ammalati di diabete. Una corretta alimentazione e una costante attività fisica sono due fattori chiave per la prevenzione e la riduzione del rischio di ammalarsi di diabete.

Conoscere come funzioni questa malattia è importante per poterla prevenire. Capire quali siano le cause dell’aumento o della diminuzione della glicemia (concentrazione di zucchero nel sangue) nella vita di tutti i giorni, ti può aiutare a tenerla sotto controllo!

Cos’è il diabete?

Il diabete mellito (ovvero dolce) è una malattia metabolica cronica, caratterizzata da un’eccessiva quantità di zucchero (glucosio) nel sangue. Questa condizione è causata da un difetto di funzionalità o di produzione, da parte del pancreas, dell’insulina.

L’insulina è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo degli zuccheri. Il suo compito è di regolare il livello di glucosio nell’organismo e, quando il pancreas non riesce a produrla nel modo corretto, si verifica l’iperglicemia, ovvero un eccesso di glucosio nel sangue.

Attualmente si distinguono diverse forme principali di diabete.

Classificazione delle diverse forme di diabete

La classificazione del diabete, messa a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, suddivide questa patologia nelle seguenti categorie:

  •  diabete mellito di tipo 1, chiamato anche diabete giovanile, per la sua predisposizione a svilupparsi durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Rientra nella categoria delle malattie autoimmuni: il sistema immunitario, identificando le cellule del pancreas che producono insulina (cellule Beta) come estranee e dannose, produce anticorpi che le attaccano e le distruggono. Di conseguenza, si riduce la produzione di insulina e si verifica una situazione di eccesso di glucosio nel sangue;
  • diabete mellito di tipo 2, che si verifica quando il pancreas riesce a produrre insulina, ma questa è insufficiente oppure non è utilizzata in modo ottimale dall’organismo, ad esempio per un’insulino-resistenza, dovuta a vari fattori. Il deficit di secrezione di insulina progredisce nel tempo, ma non porta mai a una carenza assoluta dell’ormone;
  • diabete gestazionale o gravidico, diagnosticato per la prima volta durante la gravidanza. Durante i 9 mesi di gestazione, alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina. Si tratta di un processo naturale, però in alcune donne con caratteristiche genetiche particolari, il pancreas non riesce a far fronte a questa richiesta di maggior produzione di insulina, e così la glicemia si alza. Le donne colpite da diabete gestazionale, diventano più predisposte a sviluppare nel tempo il diabete di tipo 2, per cui devono fare particolare attenzione a una corretta alimentazione e a praticare regolare attività fisica;
  • diabete di altro tipo, tra cui rientrano le forme più rare di questa patologia. Tra queste ricordiamo le forme rare geneticamente determinate (MODY, diabete lipoatrofico, diabete neonatale), indotte da da farmaci o sostanze chimiche, forme determinate da infezioni, malattie del pancreas e malattie endocrine.

Esiste poi una forma molto rara, il diabete insipido. È legato a un’alterazione ormonale che causa una diuresi eccessiva (con relativa sete continua), e non ha alcuna correlazione con il glucosio nel sangue.

Classificazione diabete: il gestazionale

Cause e fattori di rischio: cosa provoca il diabete?

In quello di tipo 1, la causa è dovuta a un malfunzionamento del sistema immunitario che, in risposta a uno stimolo di probabile natura virale o comunque infettiva, determina una risposta auto-aggressiva nei confronti del pancreas.

Per il diabete di tipo 2, le cause della malattia sono da riportare a un insieme di fattori, tra cui la famigliarità genetica e i fattori ambientali, insieme a stile di vita e abitudini alimentari.

Vediamo nel dettaglio alcune delle cause più diffuse nell’insorgenza di questa patologia.

I fattori genetici e ambientali

Il mondo scientifico è concorde nel ritenere che il diabete – sia di tipo 1 sia di tipo 2 – non sia ereditario. Però, è chiaro che alcune persone nascono con una predisposizione maggiore allo sviluppo della malattia.

Se in famiglia hai casi di malati di diabete, questo non vuol dire che ti ammalerai anche tu, però, dal momento che la famigliarità ha il suo peso, è importante che tu ne tenga conto e conduca uno stile di vita sano.

La maggior parte degli studi scientifici sta inoltre mettendo in correlazione i fattori genetici con quelli ambientali, che sembrerebbero avere un’influenza importante nell’insorgenza di questa patologia. Cosa significa questo? Che oltre alla famigliarità, qualcosa nell’ambiente contribuisce a scatenare il diabete.

Ad esempio, una condizione favorente è il freddo (forse perché favorisce la diffusione di patologie virali). Si è notato che il diabete di tipo 1 si sviluppa più spesso d’inverno che in estate.

Oppure lo svezzamento precoce: si è rilevata una minor frequenza della malattia in chi viene allattato al seno o viene svezzato più tardi.

Le abitudini alimentari: il peso dei grassi saturi

Il diabete è da sempre associato a un consumo eccessivo di zuccheri. Non ci sono dubbi che avere un’alimentazione troppo ricca di zucchero non faccia bene: aumenta il rischio di resistenza all’insulina ed è causa di sovrappeso, situazione che può stimolare possibili scompensi metabolici.

Ciò che però molti non sanno, è che un fattore di rischio molto importante per lo sviluppo del diabete di tipo 2, è il consumo eccessivo di grassi. In particolare, ciò che davvero accresce la possibilità di contrarre questa malattia, è una dieta eccessivamente ricca di grassi saturi.

Quando il nostro organismo riceve grassi saturi in eccesso, si permette loro di interagire con recettori cellulari che possono dar luogo a lipotossicità e stress ossidativo. In poche parole, si genera un danno cellulare.

Tra le cellule facilmente colpite da stress ossidativo ci sono le cellule beta del pancreas, ovvero le cellule deputate alla produzione di insulina.

L’insulino-resistenza

L’insulino-resistenza è una condizione caratterizzata dalla diminuzione degli effetti biologici dell’insulina.

In altre parole, ciò che accade è che le cellule del nostro organismo diventano insensibili all’azione dell’insulina, dando luogo a un’iperglicemia persistente. La conseguenza è che il pancreas viene stimolato a secernere quantità sempre maggiori di insulina, determinando così l’iperinsulinemia.

Nella fase iniziale di questa condizione, la maggior produzione di insulina riesce a compensare la resistenza delle cellule, mantenendo così i livelli di glicemia nella norma. Purtroppo, nello stadio avanzato, le cellule del pancreas che producono l’insulina non riescono ad adeguarsi, con la conseguenza di un aumento della glicemia post prandiale.

Possiamo quindi considerare l’insulino-resistenza come l’anticamera del diabete: una corretta diagnosi è importante per scongiurare l’insorgenza della malattia. Ci sono condizioni transitorie che possono favorire la resistenza all’insulina, quali le infezioni, le infiammazioni, l’aumento di peso, la gravidanza e l’uso di alcuni farmaci come il cortisone.

Tutti i sintomi del diabete

I sintomi

Il diabete è una malattia subdola per certi versi, in quanto alcuni dei sintomi compaiono quando la malattia è già presente da anni.

Nei casi acuti i sintomi classici sono:

  • stanchezza;
  • aumento della sete;
  • aumento della diuresi;
  • perdita di peso, a volte concomitante con aumento dell’appetito;
  • dolori addominali;
  • danni ai vasi sanguigni.

Che effetti fisici provoca?

La condizione di iperglicemia che si verifica nel diabete, tende negli anni a causare danni a reni, cuore, occhi e sistema nervoso. Queste complicanze, possono comparire più precocemente nella storia naturale della malattia, se la glicemia non viene tenuta sotto controllo con una corretta alimentazione e uno stile di vita sano.

Inoltre, questa malattia può favorire l’innalzamento dei valori di pressione arteriosa, con conseguente irrigidimento delle arterie (arteriosclerosi), causa di malattie cardiocircolatorie.

Vediamo nel dettaglio quali danni può subire il tuo organismo a causa delle complicanze del diabete.

Diabete e insufficienza renale

Questa malattia danneggia i vasi sanguigni dei reni, causando un deterioramento della sua funzionalità, che si traduce inizialmente con la presenza di albumina nelle urine (nefropatia diabetica).

Negli stadi più avanzati di diabete, la funzionalità dei reni può diminuire ulteriormente, rendendo difficile la purificazione del sangue e determinando uno stato cronico di intossicazione, che caratterizza l’insufficienza renale cronica che può richiedere l’impiego della dialisi. Il danno neuronale, spesso associato al diabete, si può ripercuotere anche sull’apparato urinario, ostacolando la regolare trasmissione degli impulsi nervosi che normalmente stimolano lo svuotamento vescicale.

Cuore e vasi sanguigni

Una situazione di iperglicemia, può danneggiare i vasi sanguigni, portando complicanze cardiovascolari e rischi per il cuore.

Ipertensione, irrigidimento delle arterie e colesterolo elevato, sono tutte situazioni che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e ictus, che rappresentano la causa più frequente di decesso nei soggetti diabetici.

Complicanze del diabete sul sistema nervoso

Anche le cellule nervose vengono danneggiate dall’iperglicemia, al punto da causare una neuropatia. Come già spiegato, si tratta di un’alterazione nervosa che impedisce al sistema nervoso di inviare correttamente i segnali al corpo.

I danni di tipo nervoso colpiscono principalmente mani e piedi (piede diabetico), ma possono coinvolgere anche altri organi, quali vescica, tratto digerente e organi sessuali (disfunzione erettile).

Piede diabetico

Dopo molti anni di malattia, i diabetici sviluppano alterazioni nervose (neuropatie) e vascolari (vasculopatie), responsabili del piede diabetico.

Provoca insensibilità o perdita della capacità di sentire dolore e percepire cambi di temperatura nei piedi. Così, un diabetico può non accorgersi di tagli, ustioni, congelamento e altro. Questa situazione, combinata con la cattiva circolazione dovuta alla vasculopatiapuò far sì che un piccolo graffio provochi danni enormi, portano addirittura alla cancrena.

Ecco perché si tratta di una complicanza cronica molto temuta: causa la formazione di ulcere che possono portare all’amputazione e mettere in pericolo la vita della persona.

Occhi e vista

I pazienti diabetici, rischiano di sviluppare diverse patologie degli occhi, tra cui glaucoma, cataratta e retinopatia. Si tratta di malattie che possono portare alla cecità.

La retinopatia è la più diffusa tra i malati di diabete, ed è causata da una lesione dei vasi sanguigni della retina.

Perdita di peso

Quando si verificano situazioni in cui l’insulina è carente o assente, le cellule del nostro corpo non possono utilizzare il glucosio nel sangue come fonte di energia.

In questo caso, le cellule suppliscono a questa mancanza, utilizzando fonti energetiche alternative, come le proteine muscolari e i grassi di deposito. Ecco perché in alcuni casi, nei malati di diabete, si assiste a una perdita di peso.

Diabete: diagnosi e test

Diagnosi

Per diagnosticare il diabete, è necessario effettuare delle analisi del sangue.

I test principali per riscontrare la patologia sono:

  • misurazione della glicemia al mattino dopo almeno 8 ore di digiuno. Valori uguali o superiori a 126 mg/dl in due giornate differenti, possono indicare la presenza di diabete. Una glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 viene definita “alterata glicemia a digiuno”;
  • per effettuare una valutazione media della glicemia in un periodo di 2/3 mesi, si misura l’emoglobina glicata (HbA1c). La presenza della patologia viene riscontrata quando i valori sono maggiori di 6,5%;
  • test da carico glucidico. Dopo aver bevuto una bevanda con un contenuto di glucosio di 75 grammi, si misura la glicemia a distanza di due ore. Valori uguali o superiori a 200 mg/dl, indicano la presenza di diabete. Valori compresi tra 140 e 199 configurano il quadro di “intolleranza al glucosio”.

Emoglobina glicata: cos’è e perché è utile nelle diagnosi

L’emoglobina glicata è una glicoproteina, che viene usata per determinare la concentrazione media del glucosio nel sangue per un lungo periodo di tempo.

Essendo un test che mostra la media della quantità di zucchero presente nel sangue di una persona negli ultimi 2/3 mesi, è un parametro di controllo molto utile, perché può rivelare una condizione di diabete anche in presenza di una glicemia a digiuno normale. Rappresenta il test di elezione per verificare il livello di osservanza della dieta da parte di un individuo diabetico.

È un esame molto semplice, che dovrebbero effettuare tutti i diabetici almeno 2 volte l’anno. Viene eseguito presso un qualunque laboratorio di analisi, attraverso un prelievo di piccole quantità di sangue.

Valori di riferimento della glicemia

Un controllo stretto e accurato della glicemia (concentrazione degli zuccheri nel sangue), è molto importante per prevenire ed evitare le complicanze croniche del diabete.

Nelle persone non diabetiche, la glicemia a digiuno è generalmente compresa tra i 60 e i 99 mg/dl. Questo intervallo può salire dopo i pasti, arrivando fino a 130-159 mg/dl (< 160 mg/dl), a seconda della quantità di carboidrati (zuccheri) assunta con la dieta.

Si verifica una condizione di iperglicemia, che che indica la presenza di diabete quando i valori dello zucchero nel sangue sono come segue:

  • glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 mg/dl*;
  • glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl dopo 2 ore dal test da carico;
  • glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata (rilievo occasionale).

*mg/dl significa milligrammi di glucosio in 100 millilitri di sangue.

Trattamento e cura del diabete

Trattamento del diabete

L’obiettivo di miglioramento è uguale sia per i malati di diabete di tipo 1 sia per quelli di tipo 2: riportare i livelli troppo elevati di glucosio ematico entro i valori di glicemia considerati normali.

Diversi sono i trattamenti. Per curare quello di tipo 1, è necessario sottoporsi a una terapia ormonale sostitutiva a base di insulina sintetica, somministrata tramite iniezioni sottocutanee. È fondamentale, insieme a un corretto stile di vita, per permettere ai pazienti diabetici di condurre una vita normale ed evitare complicanze gravi.

Nel diabete di tipo 2, non si prevede una terapia a base di insulina, ma solo il rispetto di una dieta adeguata, la pratica di una regolare attività fisica e la perdita dell’eventuale sovrappeso.

Successivamente, si possono impiegare farmaci definiti ipoglicemizzanti orali, dei quali esistono varie formulazioni chimiche, alcune di recente generazione molto efficaci. Infine, in casi avanzati può essere necessario anche l’utilizzo dell’insulina.

Diabete e dieta: controllare l’indice glicemico

Anche se sei diabetico, è possibile condurre una vita serena e senza eccessive privazioni, convivendo con la malattia.

Per farlo, insieme a una regolare attività fisica, il punto chiave è seguire un’alimentazione sana e controllata. Limitare il consumo di zuccheri (in particolare quelli semplici) e grassi saturi è la prima regola, seguita da una regolarità nei pasti e da una dieta quotidiana ricca di fibre. Infatti, gli alimenti con zuccheri e amidi, senza fibre vengono assorbiti più velocemente, facendo alzare la glicemia.

Inoltre, riveste una grande importanza anche considerare l’indice glicemico dei cibi che porti in tavola. Con indice glicemico, si intende la capacità di un determinato alimento che contiene zuccheri di innalzare la glicemia, a seguito della sua assunzione. Non tutti gli alimenti che contengono la stessa quantità di zuccheri la innalzano in egual misura, (questa capacità dipende anche dalle diverse metodologie di cottura e dagli abbinamenti), e pertanto questo è molto importante che sia a conoscenza di un diabetico, al fine di poter regolare le sue scelte alimentari. 

Ad esempio, riso e pasta ne hanno più o meno lo stesso contenuto, ma gli amidi del riso si assorbono più facilmente, facendo salire l’indice glicemico.

Se vuoi scoprire come costruire una dieta quotidiana anti-diabete, leggi il nostro articolo con i consigli del nutrizionista.

La lista dei cibi migliori per combattere il diabete

Abbiamo spiegato come sia fondamentale per un diabetico fare attenzione alla propria alimentazione.

Ci sono poi alcuni cibi particolarmente consigliati, che non dovrebbero mai mancare nella dieta di chi soffre di questa malattia. Puoi scoprire quali, leggendo il nostro articolo sui cibi che ti aiutano a combattere il diabete!

Diabete e attività fisica

Attività fisica e diabete

Uno dei migliori strumenti di prevenzione e controllo del diabete è l’attività fisica.

Lo sport è un fondamentale alleato di chi soffre di questa patologia, in quanto contribuisce alla perdita di peso, riduce la glicemia nel sangue consumando il glucosio immagazzinato nell’organismo e riduce i fattori di rischio delle complicanze più serie del diabete.

Se sei diabetico, puoi trovare tutti i suggerimenti per una corretta attività fisica in questo articolo.

I falsi miti sul diabete e la glicemia

Una malattia a così vasta diffusione come il diabete, si porta dietro tutta una serie di informazioni e notizie, non sempre veritiere.

Basti pensare a come generalmente si creda che l’unico problema per il diabete siano gli zuccheri. Ricorda sempre che, se soffri di questa patologia, in caso di dubbio devi rivolgerti al tuo medico di fiducia, per evitare conseguenze anche gravi. Intanto, puoi scoprire i 7 falsi miti più diffusi sul diabete e la glicemia alta, leggendo il nostro articolo!

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