Viaggi e assaggi: Natal

Una delle tante facce del Brasile più autentico: è Natal. Spiagge paradisiache e una cucina sana fatta di pesce e frutti tropicali. Non è famosa né dal punto di vista calcistico né da quello musicale, non vanta scuole di samba di livello mondiale né le ardite architetture novecentesche firmate da Oscar Niemeyer a Brasilia.
Eppure è un luogo ideale per conoscere una delle tante facce del Brasile “vero”, una città che rappresenta il suo paese in modo né troppo idealizzato né, viceversa, troppo violento.

Cosa vedere a Natal

Parliamo di Natal. Una grande città di quasi ottocentomila abitanti, anche se per gli standard brasiliani potrebbe essere considerata un paesone, a confronto con megalopoli come Rio de Janeiro o San Paolo. Insomma, andare a Natal è meno impegnativo, anche se richiede la stessa prudenza negli spostamenti che si dovrebbe adottare nelle grandi città brasiliane. Non uscire a piedi la sera, non portare oggetti di valore e non muoversi mai da soli, per esempio.

Di giorno, invece, il posto è piacevole e non troppo affollato, a meno che non decidiate di andarci proprio nei giorni del Carnevale. I voli diretti dall’Italia consentono un viaggio non troppo lungo né faticoso, e quindi questo può essere un punto di partenza per la scoperta del Brasile.

Le bellezze selvagge del territorio

Natal e il suo stato si trovano sull’angolo del continente, quindi nel punto dell’America meridionale più vicino all’Europa e all’Africa. Il celebre Capo di San Rocco, scoperto cinque secoli fa da Vespucci,  è una delle mete raggiungibili dalla capitale. Ci sono le comunità di indios, i percorsi da fare in fuoristrada con zattere e chiatte che consentono il guado, i traghetti e le lagune. Non mancano i latifondi sterminati, con colture di canna da zucchero dalle quali nascono anche i famosi biocarburanti che fanno da propellente alla crescita economica del paese. Tra l’altro, il Brasile ha anche il petrolio, e proprio il Rio Grande del Nord è il secondo produttore fra gli stati della federazione.

Prima del petrolio, come fatturato, viene proprio il turismo, grazie a un mix di grande fascino. Spiagge lunghe e vivacissime, ma anche litorali semideserti di una bellezza incredibile. E poi dune sabbiose da percorrere con jeep e dune buggy, le esibizioni di capoeira, la spettacolare Fortezza dei re Magi. L’artigianato è interessante, così come la cucina. Come nel resto del Brasile offre sul versante salutistico tanta frutta tropicale e tanto pesce, per compensare e dare un’alternativa ai molti piatti di carne innaffiati da cocktail deliziosi quanto ricchi di alcol e calorie. Una tentazione a cui è difficile sottrarsi, anche se – volendo – si può andare avanti per giorni con mango, papaya e gamberi, deliziosi ed economicissimi.

Un ottimo modo, insomma, per cominciare una marcia di avvicinamento al paese che fra un anno e mezzo ospiterà i Mondiali di calcio e fra meno di quattro, a Rio, le Olimpiadi.

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Luisa Sodano

Luisa Sodano

Medico, esperta di viaggi e cibo, con focus gli aspetti culturali e gastronomici. Collaboro con Melarossa per la rubrica "Viaggi e Assaggi".