Belgrado, viaggio nella storia

Arte, architettura e sapori di una capitale europea che, dopo la guerra, sta lentamente ritrovando la normalità: questa è Belgrado.

Questa volta vi invitiamo a conoscere una capitale importante nella storia europea, soprattutto in quella più recente. Giusto 15 anni fa erano in corso i bombardamenti della Nato che riportarono alla ragione, in modo purtroppo cruento e distruttivo, il regime di Slobodan Milosevic. Da allora alcuni edifici recano ancora ben visibili i segni delle bombe, ma il resto della città è tornato quasi alla normalità. La Serbia si sta avvicinando all’Unione Europea. La capitale sta rimettendo in funzione i propri musei, che al momento sono in parte chiusi proprio per ristrutturazione.

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L’arte a Belgrado

Nel centro di Belgrado ha aperto da poco un piccolo ma elegante museo di arte moderna e contemporanea, il primo aperto da un privato. Lo Zepter raccoglie l’arte serba (allora anche jugoslava) dalla seconda metà del Novecento a oggi. Si trova nella via commerciale più affollata ed elegante, la Knez Mihailova al numero 42. A poche decine di metri in linea d’aria, un altro museo interessante, quello etnografico. Un po’ vetusto dal punto di vista organizzativo, ma ben strutturato e con le indicazioni anche in inglese. Mostra costumi tradizionali, modellini di antiche abitazioni, mobili d’epoca e altri oggetti della vita quotidiana in varie regioni della Serbia.

La terza raccolta visitabile è sempre a poche decine di metri in linea d’aria dallo Zepter, in una villa abitata nell’Ottocento dalla principessa Ljubica Obrenovic.  Fate ancora qualche metro e vi trovate nella coeva cattedrale ortodossa di Belgrado, dedicata a San Michele Arcangelo, la cui torre campanaria cuspidata si vede a grande distanza. Mai quanto l’altra importante chiesa ortodossa di Belgrado, situata un po’ agli antipodi, in una zona dove spicca per la sua mole imponente. Mi riferisco alla incompiuta (dopo oltre un secolo, un po’ come la Sagrada Familia barcellonese di Gaudì) chiesa di San Sava, il più grande tempio ortodosso al mondo.

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Rare le chiese cattoliche, una sola la sinagoga. Nella Belgrado turca erano invece quasi trecento le moschee, che per ovvi motivi sono via via scomparse, anche se a pochi metri dal centro se ne trova ancora una, settecentesca. È attiva e corredata da una scuola islamica e da qualche negozio di cibi halal: è la moschea Bajrakli, in via Jevremova 11.

Per chi abbia seguito la storia recente dell’Europa, è certamente da vedere il Mausoleo dove è sepolto il fondatore della ormai dissolta Federazione Jugoslava. Il complesso, situato alla periferia di Belgrado in una bella zona di parchi, è formato dalle tombe del Maresciallo Josip Broz detto Tito e della moglie. Inoltre, c’è un museo storico e da una raccolta etnografica realizzata con i regali offerti al capo dello stato jugoslavo dalle  repubbliche della Federazione e dalle delegazioni di tutto il mondo.

Il Castello di Belgrado

Andando ancora un po’ indietro nel tempo, le vicende storiche degli ultimi sei o sette secoli  hanno regalato alla città un bellissimo e vastissimo castello, corredato di ampie zone verdi sia al suo interno che all’esterno. L’area della Fortezza rappresenta per la capitale serba il polmone verde, quello che Villa Borghese è per Roma o il Central Park per New York. Insomma, è ill luogo ideale per portare i bambini a giocare o per dare appuntamento alla fidanzata. Ma la Fortezza è anche il riferimento per i nazionalisti, che possono ammirare il Museo Militare ospitato in alcuni bastioni, e perfino per i fedeli della Chiesa ortodossa che, sulle pendici del colle, scendendo dal castello verso il Danubio, trovano due chiese affiancate.

Una passeggiata sul lungofiume

Affacciandosi dai bastioni del castello di Belgrado, la prima cosa che si ammira è il lungofiume. Una zona nella quale, al primo accenno di bel tempo, i belgradesi si riversano con piacere. Il motivo è semplice: una lunga pista ciclabile, la possibilità di mangiare nei locali galleggianti, di frequentare campi da tennis e altri impianti sportivi. Non solo, ma oltre che dal Danubio Belgrado è bagnata dalla Sava, che nel primo confluisce, rendendo ancor più spettacolari le vedute del fiume, sia dalla riva che dall’alto dei bastioni.

A un certo punto del percorso lungo il fiume, vedrete delle vecchie installazioni portuali. Era il porto fluviale, ora in via di rapido cambiamento. L’approdo per le navi che effettuano crociere lungo il Danubio è stato rimodernato, mentre i vecchi magazzini, dopo anni di abbandono, sono ora quasi tutti stati riconvertiti in ristoranti alla moda, per lo più di cucina italiana o spagnola. Se invece volete fare un salto sull’altra riva, a vedere i grattacieli di Novi Beograd o, ancora un po’ oltre, le decine di ristoranti sul lungofiume di Zemun, vi conviene prendere un taxi (economico) o un autobus (ancora più economico).

Anche in questo caso, la cosa è più semplice del previsto e dimostra l’efficienza del trasporto pubblico, decisamente superiore alla media italiana pur costando la metà.  Anche vitto e alloggio, del resto, sono a buon mercato, e hanno fatto di Belgrado una meta di turismo giovanile e low cost.

Hotel, ristoranti e locali di Belgrado

Gli alberghi di Belgrado sono buoni e non troppo cari. Oltre al Moskva, l’ultramoderno e modaiolo Square 9, oppure il Life Design, fornito di una piccola ma piacevole spa. Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta, sia come prezzi che per il tipo di pietanze. Se preferite provare qualche piatto locale classico, potete provare un’ antica kavarna a due passi dalla cattedrale ortodossa e dal Palazzo della Principessa Ljubica.

belgrado, i ristoranti

Ottima, sul versante tradizionale e ipercalorico, anche la trattoria Jevrem, sulla centrale via Jevremova al numero 36. Si entra nel palazzo e si sale in un ampio appartamento-ristorante al primo piano. Anche in questo caso, come nel precedente, il conto è molto contenuto, sui 15-20 euro.

Fra i locali più alla moda, si va dal Tribeca di Kralja Petra 20 al giovanilista e vivacissimo Smokvica, fino a un altro curiosissimo appartamento trasformato in ristorante vegetariano, il Radost Fina Kuhinjica. Infine, il Supermarket nella Visniceva al 10. Un locale di design, molto alla moda, che realizza in un piccolo spazio il concetto che il nostro Eataly sta diffondendo in tutto il mondo. Sulle pareti scaffali pieni di vini, oli e pacchi di pasta in vendita. Al centro, un lungo bancone per il bar e una piccola cucina che serve pasti caldi e ben fatti, a un pubblico disposto a spendere qualcosa in più, anche per usufruire del wifi o dei giornali a disposizione.

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Luisa Sodano

Luisa Sodano

Medico, esperta di viaggi e cibo, con focus gli aspetti culturali e gastronomici. Collaboro con Melarossa per la rubrica "Viaggi e Assaggi".