Lifestyle Genitori e Figli Aerosol: quando serve e come farlo correttamente

Aerosol: quando serve e come farlo correttamente

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aerosol quando serve e come farlo

Tosse, raffreddore, mal d’orecchio, catarro: malanni di stagione che, all’inizio della scuola, mietono vittime à gogo tra i nostri bambini. Certe di rendere un buon servizio ai nostri figli e convinte di accelerare i tempi di guarigione, tutti ricorriamo all’aerosol, il mitico dispositivo medico presente praticamente in tutte le case. Ma siamo sicuri che l’aerosol sia la soluzione corretta per risolvere e curare i classici mali di stagione? La risposta da parte degli esperti è decisa e dimostrabile: il dispositivo è utilizzato in modo improprio e senza alcuna evidenza scientifica. L’amato apparecchio nebulizzatore è inutile se viene utilizzato per la cura delle alte vie respiratorie, ovvero per quei disturbi che molto spesso si risolvono da sé. Basta avere un pò di pazienza e rispettare il naturale decorso della patologia…

Ma allora, come dobbiamo regolarci?

Aerosol: quando serve

I pediatri spiegano che l’utilizzo dell’aerosol è invece importante ed utile nei casi di:

  • bronchiolite.
  • Bronchite asmatica.
  • Laringite.
  • Laringite ipoglottica, con tosse “a foca”.

Aerosol: quando non serve

Questi i casi in cui è assolutamente sconsigliato l’aerosol:

  • rinofaringite.
  • Faringo/tonsillite.
  • Otite media acuta.

Per lenire i disturbi e i sintomi connessi a queste semplici patologie non serve l’aerosol. Quello che bisogna fare è rispettare, quotidianamente, queste 6 semplici regole:

  1. invitare il bambino a bere di frequente.
  2. Effettuare lavaggi nasali per eliminare muco e catarro. Con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati), fai passare il liquido da una narice all’altra in modo da evitare la colonizzazione batterica nasale.
  3. Umidificare adeguatamente gli ambienti (45-55%).
  4. Monitorare la temperatura in casa (che non dovrebbe superare i 20°).
  5. Lavare spesso le mani.
  6. Usare solo fazzoletti di carta.

Cortisone e soluzione fisiologia

Il problema dell’utilizzo sbagliato dell’aerosol deriva anche dal fatto che per le affezioni della alte vie respiratorie vi è la consuetudine sbagliata di utilizzare nel nebulizzatore farmaci a base di cortisone. E sono proprio questi ultimi che sono finiti nel mirino dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP). Tra le pratiche errate  al primo posto c’è “l’uso abituale di cortisonici inalatori nelle flogosi (infiammazioni) delle prime vie respiratorie dei bambini”. Se prolungata nel tempo, può essere associata anche ad effetti collaterali come il mughetto in bocca (micosi dovuta alla Candida).   Non solo, il cortisone indebolisce il sistema immunitario, e provoca l’irritazione delle mucose della gola o delle mucose delle cavità nasali, con sanguinamenti o possibile peggioramento del raffreddore. Un’ulteriore ricerca conferma inoltre che nel trattamento dei malanni stagionali, l’efficacia dei farmaci cortisonici si è rivelata pari a quella della soluzione fisiologica, ovvero acqua purificata e sale allo 0,9%.

aerosol quando serve e come farlo

Come fare correttamente l’aerosol

Antonio Boccazzi, medico pediatra e dirigente alla Clinica De Marchi di Milano, ci avverte che “fare bene un aerosol non è una cosa così semplice e immediata. Innanzitutto, perché serva a qualcosa, il bambino deve essere tranquillo, se è agitato o piange l’utilità della pratica è pari a zero. La macchinetta va pulita bene, con acqua calda dopo ogni utilizzo, asciugata e messa via. Se lo strumento non viene pulito, si rischia di fare ventilazioni che portano con sé un carico di germi. Nei bambini piccoli va usata una mascherina che sia adatta alla conformazione del viso, per evitare che vada tutto a finire negli occhi. E nella prima infanzia non deve essere assolutamente usato l’aerosol a ultrasuoni”.

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