Natale, no alla pigrizia: 2 settimane di inattività indeboliscono muscoli e cuore e fanno aumentare il grasso

Feste di Natale: rilassarsi va bene, ma occhio a non farsi prendere troppo dalla pigrizia. Bastano due settimane di inattività perché i muscoli e le ossa si indeboliscano e il cuore e i polmoni diventino meno efficienti, oltre che per veder aumentare il grasso corporeo. A dirlo è una ricerca dell’Università di Liverpool, che sarà presentata nei prossimi giorni al meeting Future Physiology 2019.

Le conseguenze di 2 settimane di pigrizia: lo studio inglese

I ricercatori hanno chiesto a 46 adulti, tra i 20 e i 30 anni o oltre i 60 anni di età, divisi in due gruppi, di fare meno di 1.500 passi al giorno per 14 giorni. Hanno poi utilizzato raggi X e test di sollevamento pesi per verificare il loro stato di salute dopo due settimane di inattività. Prima del test, i partecipanti avevano svolto la stessa quantità di attività fisica, facendo almeno 10.000 passi al giorno.

Dall’analisi è emerso un peggioramento delle condizioni di salute sia tra le persone più giovani che tra quelle più anziane, anche se tra gli over 60 il deterioramento è stato più significativo.

In particolare, i livelli di grasso sono aumentati del 20% nel gruppo più giovane e del 28% negli anziani, la forza delle gambe è diminuita del 5% nei giovani e dell’8% negli anziani, mentre l‘idoneità del cuore e dei polmoni è diminuita di circa il 5% nel gruppo più giovane e del 10% nelle persone anziane.

Anche due misure biologiche critiche sono sostanzialmente diminuite nel gruppo più anziano ma non nei giovani: l’idoneità cardiorespiratoria o CRF e la funzione mitocondriale.

L’idoneità cardiorespiratoria si riferisce all’efficienza con cui l’ossigeno viene fornito ai muscoli durante l’attività fisica prolungata ed è influenzata dalla salute cardiovascolare e respiratoria. La funzione mitocondriale, che assicura la produzione di energia nelle nostre cellule, è importante per la salute muscolare e metabolica.

Dalla ricerca emerge che le conseguenze di un periodo di inattività, anche breve, sono trasversali a tutte le fasce di età ma risultano particolarmente gravi per le persone più anziane. Vanno, infatti, ad aggiungersi alla naturale perdita di massa muscolare e ossea e al fisiologico aumento dei livelli di grasso che si verificano con l’avanzare dell’età e che possono portare a una ridotta capacità di svolgere le attività quotidiane, oltre ad aumentare il rischio di problematiche croniche di salute come il diabete.

Due settimane di inattività: rischi per la salute

Quanta attività fisica fare per mantenersi in salute a ogni età

Juliette Norman, coautrice dello studio e dottoranda presso il Liverpool University’s Institute of Ageing and Chronic Disease, suggerisce: “Le persone dovrebbero essere incoraggiate anche solo a fare 10.000 passi al giorno: anche questo può evitare il peggioramento della salute muscolare e ossea, oltre a mantenere livelli sani di grasso corporeo”.

L‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle nuove Linee guida per l’attività fisica 2016-2020, raccomanda agli adulti di svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata, a bambini e giovani almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, da moderata a intensa: sono questi i livelli minimi di attività che ci permettono di mantenere un buono stato di salute e ci proteggono dal rischio di malattie.

L’invito è quindi quello di adottare uno stile di vita globalmente attivo, non solo facendo sport in senso stretto, ma anche dedicandoci ad attività che ci tengano in movimento, come giocare, camminare, occuparci dei lavori domestici o del giardinaggio.

Possiamo farcela, anche a Natale, che ne dite?

Fonte: Daily Mail

Tiziana Landi

Tiziana Landi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. Sono esperta di cucina light e alimentazione sana e all'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.

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