Dieta Dimagrire con la dieta Dieta vegana: ecco i motivi per cui Melarossa non la propone

Dieta vegana: ecco i motivi per cui Melarossa non la propone

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dieta vegana: ecco perché Melarossa non la propone

Dieta vegana, tutto quello che devi sapere! Qualunque sia il tuo “credo” alimentare la realtà parla chiaro: i vegani sono un esercito in crescita che scova adepti anche nelle realtà dove la tradizione culinaria italiana sembrava essere ferrea ed incrollabile! Lo dicono i dati Eurispes del 2017 sulle abitudini alimentari degli italiani. Sono ben 1.800.000 le persone che in Italia hanno optato per una dieta alimentare priva di carne e derivati animali raggiungendo così il 3% della popolazione (nel 2016 erano l’1%). Tradotto significa che c’è un aumento considerevole delle persone che scelgono diete alternative a quella mediterranea.  Diventare vegani sembra sia una scelta di vita più che uno stile alimentare: salutisti e green per essere eticamente sostenibili. Ma è davvero sostenibile anche per la tua salute? Cosa prevede effettivamente l’alimentazione vegana? Ma, soprattutto, perché Melarossa non propone questo stile alimentare?

Lo abbiamo chiesto al nutrizionista di Melarossa, Luca Piretta

Dieta vegana, dieta equilibrata: è così?

La dieta vegana basa la sua composizione su fonti alimentari esclusivamente vegetali escludendo non solo gli animali ma anche i prodotti derivati (latte, uova, formaggi, miele). Quindi la differenza con la dieta vegetariana è sostanziale in quanto quest’ultima vede prevalere le fonti alimentari vegetali ma consente i prodotti derivati. Quando si parla di derivati si pensa immediatamente al latte, al formaggio, alle uova ecc. Ma hai mai pensato che nei biscotti senza latte è presente come ingrediente la chiara dell’uovo? Sai che devi evitare derivati preparati con farine 00 non integrali (già, perché essere salutisti è d’obbligo)? E anche bandire il miele… Viene dunque da pensare: può essere equilibrata una dieta che prevede così tante esclusioni?

La dieta vegana difficilmente può essere bilanciata perché alcuni macro e micronutrienti sono presenti in modo parziale o totalmente assenti (come la vitamina B12) negli alimenti vegetali.  Pertanto per poterli assumere in quantità proporzionalmente corrette diventa necessario assumere talvolta quantità eccessive di uno stesso alimento creando dei problemi di tolleranza.

Rischio carenze vitaminiche

Se la dieta vegana rischia di non essere perfettamente bilanciata, è importante capire quali sono i rischi per chi adotta questo stile alimentare  senza le adeguate integrazioni.

I rischi, evidenziati da innumerevoli studi scientifici, riguardano la carenza di alcune vitamine (B12, D), di sali minerali (ferro, calcio, zinco, selenio) e aminoacidi essenziali. Solo un’eccezionale attenzione e cura all’alimentazione, arricchita necessariamente da integrazioni commerciali, può limitare i rischi ma questo diventa praticamente impossibile se applicato alla popolazione generale.

Bambini e dieta vegana, una coppia da scoppiare

Gli adulti che seguono una dieta vegana devono stare ben attenti ad integrare vitamine e sali minerali. Per i bambini la questione diventa ancor più complicata. Le coppie vegane con figli sono molto spesso orientate a proporre ai propri bambini lo stesso modello alimentare. Le cronache purtroppo ci hanno mostrato casi di bambini ricoverati per malnutrizione dovuta alla dieta seguita a casa. Far seguire una dieta vegana a bambini può essere molto rischioso. Non solo  viola i principi etici di scelta di un bambino perché non è in grado di autodeterminarsi. Privandolo di una alimentazione universalmente riconosciuta come la più salutare, il modello alimentare mediterraneo, corrono il rischio di dare origine a danni per la salute irreversibili. Come ad esempio, un alterato microbiota intestinale che si insedia in modo definitivo nei primi 5 anni di vita e che successivamente può essere modificato solo parzialmente.

Il falso mito dell’alimentazione ipersalutista

Abbiamo evidenziato i rischi della dieta vegana legati alle carenze nutrizionali. Ma questo non è l’unico motivo per cui Melarossa non propone questo tipo di alimentazione. Alla base di questa scelta c’è anche la volontà di “non stimolare la ricerca ossessiva di una alimentazione falsamente iper-salutista. Perché alla lunga può anche innescare percorsi mentali di rifiuto e iperselettività alimentare che possono portare a patologie del comportamento alimentare specialmente in età adolescenziale”.

 

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