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La pasta pomodoro e mozzarella è una ricetta semplice ma saporita. E’ a basso contenuto calorico ed offre tutto il nutrimento della mozzarella e dei pomodori.

La mozzarella è fonte di calcio e sali minerali utili per la salute, mentre i pomodori contengono antiossidanti utili per prevenire l’invecchiamento. L’abbinamento fra i due è l’ideale, sia in termini di leggerezza che di sapore.

E la pasta pomodoro e mozzarella è buona in ogni stagione, ti aiuta a mangiar sano e a mantenerti in forma.

Ingredienti

Nella tua dieta personalizzata di Melarossa troverai le quantità degli ingredienti su misura per te.
Se non sei a dieta ma vuoi comunque mangiare sano, ecco le quantità medie per 4 persone:

  • gr. 350 di pasta
  • 3 cucchiai di olio
  • gr. 250 di mozzarella
  • gr. 300 di pomodori maturi
  • sale qb
  • pepe qb
  • origano qb

Preparazione

Taglia la mozzarella e i pomodori a cubetti e condiscili con olio extravergine di oliva, sale e, se preferisci, altre spezie (pepe, origano, ecc).

Nel frattempo metti sul fuoco una pentola con il bordo alto contenente 1 litro di acqua per ogni etto di pasta da cuocere.

Quando l’acqua bolle, aggiungi il sale grosso (approssimativamente  10-15 grammi per ogni litro d’acqua).

Quando l’acqua torna a bollire butta la pasta e cuocila per il tempo indicato sulla confezione mescolandola appena è stata buttata, e rimescolandola ogni tanto.

Scola la pasta e condiscila con il preparato di pomodori e mozzarella.

Il nutrizionista consiglia 

Utilizzare il pomodoro come condimento per la pasta è un modo ottimo per avere una pasta leggera, saporita e a basso contenuto calorico. Non è infatti vero, come normalmente si dice, che sia la pasta a fare ingrassare, normalmente è il sugo che usiamo per condirla. Il pomodoro, con un filo di olio extra vergine di oliva, è indubbiamente il condimento migliore per una dieta ipocalorica.

La composizione in acidi grassi dell’olio extravergine di oliva è realmente ottima per la nostra salute. Attenzione però, per qualunque tipo di grasso è sempre meglio consumarlo crudo, perchè la cottura può modificarne la composizione.

Gianni Pastore, INRAN – Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

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