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Più frutta nelle bibite = più salute?

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Uno degli ultimi provvedimenti del Ministero della Salute potrebbe cambiare radicalmente il mondo delle bevande a base di frutta. Come mai? Perché il decreto voluto dal ministro Balduzzi impone che tra otto mesi due categorie di bibite commerciali dovranno aumentare sino al 20% la quantità di frutta contenuta.

 

Cosa dice il decreto

I commi 16 e 16bis dell'articolo 8 del decreto Balduzzi impongono che bibite come Fanta, Oransoda, San Pellegrino, Lemonsoda dovranno aumentare il contenuto di frutta dal 12 al 20%, mentre quelle come il Gatorade, le acque aromatizzate, la Sprite, le acque toniche e aromatizzate da una percentuale molto inferiore al 12% sino al 20%. Lo scopo sarebbe quello di incrementare il consumo di frutta.

Quali bevande saranno coinvolte?

Per capire meglio cosa dovremo aspettarci come consumatori è importante fare chiarezza sul mercato delle bibite alla frutta. Ad oggi ne esistono almeno quattro categorie:

  • le bibite analcoliche col nome di un frutto e a base di succo di frutta come le aranciate (Fanta, Oransoda, San Pellegrino e simili), le limonate (Lemonsoda e simili) e le spume all'arancia;
  • le bibite analcoliche con nomi di fantasia contenenti frutta in forma di aromi di agrumi come le acque aromatizzate, gli energy drink come il Gatorade, gli aperitivi analcolici, la Sprite e le acque toniche al limone;
  • le bibite analcoliche con il nome di un frutto come le cedrate ed i chinotti;
  • i succhi di frutta, per i quali la legge prevede già un contenuto di frutta pari al 100% e la possibile aggiunta di zucchero, e i nettari di frutta dove la percentuale scende al 50%.

Il decreto coinvolge le prime due categorie di bevande citate. Saranno dunque esclusi i chinotti, le cedrate e i succhi di frutta.

Più frutta = più salute? L'opinione del nutrizionista Luca Piretta

Sebbene l’aumento della percentuale di frutta sia sicuramente un aspetto salutare, non credo che questo apporterà dei sostanziali benefici. Molti aspetti positivi della frutta, e mi riferisco a vitamine e polifenoli, non sono presenti in proporzioni simili nella frutta fresca e nelle bevande a base di frutta, essendo nettamente minore il loro livello in quest’ultime.
Dal punto di vista nutrizionale 100 ml di bevanda a base di frutta forniscono in media 40-50 calorie, ma se vogliamo garantirci i vantaggi nutrizionali della frutta dovremmo consumare preferibilmente frutta o spremute di agrumi. Il succo e ovviamente le bevande a base di frutta, pur aumentando la percentuale di frutta da 12 a 20, non possono apportare la stessa quantità di vitamine, fibra, polifenoli e altri antiossidanti della frutta fresca.

Le reazioni dei produttori

Secondo i produttori, rappresentati da Assobibe e Mineralacqua, questa disposizione creerà grosse difficoltà al mercato, perché costringerà a ripensare le ricette di queste bevande destinate al mercato italiano. Con la conseguenza che le piccole aziende faranno fatica ad adeguarsi e quindi dovranno chiudere o smettere di produrre determinati prodotti. In più, la riformulazione delle ricette le costringerà ad un aumento del contenuto di conservanti e zuccheri aggiunti.
Coldiretti invece è entusiasta del provvedimento perché porterà un aumento delle vendite di frutta, soprattutto di arance, sino a 200milioni di chili in più all'anno.

Cosa cambia per il consumatore

Le nuove ricette modificheranno il gusto delle bevande che troveremo al supermercato e al bar. La Fanta non sarà più l'aranciata così come la conosciamo e altrettanto accadrà per Sprite, Lemon Soda, 7Up, Schweppes e molte altre bevande. Come cambierà la nostra classifica di gradimento?
E dal punto di vista nutrizionale?Ancora non possiamo saperlo, intanto però la posizione di Baby Consumer, associazione nata per tutelare i piccoli consumatori, è piuttosto netta: la minaccia di aggiungere conservanti e zuccheri è insostenibile e l'associazione suggerisce di optare per succhi di frutta e centrifugati fatti in casa piuttosto che per le bevande industriali. Perché non provare allora gli smoothies freschi e leggeri di Melarossa?

Luisa Carretti

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