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Etichette, lo zucchero c’è ma non si vede

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Siamo ormai consapevoli che, nonostante lo zucchero sia un’importante fonte di energia e debba quindi essere presente nella nostra dieta, un’alimentazione che ne è troppo ricca può mettere a rischio la nostra salute, favorendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari o rendendoci obesi, e per questo proviamo ad essere molto più attenti a ciò che mettiamo nel carrello.

Anche le aziende hanno risposto a questa nuova presa di coscienza, ma secondo una recente indagine condotta da Altroconsumo, molte di esse lo hanno fatto cercando di far sembrare più sano quello che non è, utilizzando slogan che esaltano le qualità nutrizionali di ciò che vendono e che nascondono gli ingredienti meno salutari.

Fruttosio, saccarosio ed edulcoranti: un po’ di chiarezza

Esistono tanti tipi di zucchero: il saccarosio, derivato dalla lavorazione della barbabietola da zucchero; il fruttosio, presente naturalmente nella frutta; il lattosio, presente nel latte; lo sciroppo di glucosio e il maltosio, presente nel malto. Ma quale scegliere?
Come ricorda Altroconsumo, non esiste uno zucchero migliore di un altro, hanno tutti lo stesso potere calorico, compreso lo zucchero di canna che è costituito quasi completamente di saccarosio.
Per quanto riguarda il fruttosio, su alcuni prodotti ne viene esaltata la presenza, ma anche in questo caso le differenze con gli altri dolcificanti non sono sostanziali. L’unico vantaggio è che, essendo più dolce, puoi usarne in quantità minore, ma il potere calorico è praticamente identico.

Edulcorante: è sempre zucchero?

Gli edulcoranti servono per dolcificare, ma non hanno nulla a che fare con gli zuccheri. Si dividono in due categorie: gli edulcoranti intensi, dall’alto potere dolcificante, senza apporto di calorie. Ne viene però sconsigliato l’uso a bambini di età inferiore ai tre anni, durante l’allattamento e la gravidanza; i polioli come il sorbitolo o il mannitolo,  che invece contengono calorie, anche se in quantità minore rispetto agli zuccheri, e se assunti in quantità possono provocare dissenteria.

Gli slogan traditori e quelli sinceri

Ma come orientarsi in questo caos? Altroconsumo mette in guardia i consumatori: meglio diffidare da slogan come “Più leggero”, “Con meno grassi”, “Tutta frutta”.

La normativa europea disciplina l’uso di sole tre indicazioni: a basso contenuto di zuccheri, se i prodotti contengono al massimo 5 gr di zucchero per 100 di prodotto solido e al massimo 2,5 gr per 100 ml di liquidi; senza zuccheri, per prodotti che contengono al massimo mezzo grammo di prodotto per 100 grammi o 100 ml; senza zuccheri aggiunti, per prodotti che non contengono zuccheri e nessun altro ingrediente aggiunto per le sue proprietà dolcificanti.

Altre diciture accettate dalla legge sono contiene naturalmente zuccheri, come nel caso dei prodotti a base di frutta, e senza aggiunta di zuccheri. Quest’ultima però non vuol dire che il prodotto non contiene zucchero, ma semplicemente che non ne è stato aggiunto altro rispetto a quello già presente.

Attenzione però alla dicitura senza zucchero, considerata da Altroconsumo fuorilegge, perché utilizzata impropriamente da alcune aziende. Soprattutto quando si parla di prodotti da forno, ma anche di caramelle, perché questi prodotti molto spesso contengono dolcificanti alternativi come il maltosio o i polioli. Il loro apporto calorico sarà dunque sempre alto.

Cosa scegliere?

Il consiglio è quello di leggere sempre attentamente per verificare che le promesse annunciate  sull’etichetta siano reali: i prodotti potrebbero contenere dolcificanti o zuccheri naturalmente presenti nella materia prima lavorata, come nel caso di succhi di frutta e marmellate.

Nelle bibite e tè freddi spesso sono presenti edulcoranti intensi sconsigliati a bambini e donne in gravidanza o allattamento. Evita saccarina o ciclammato che hanno effetti negativi sulla salute e contieni il consumo di aspartame e acesulfame K. Attenzione anche ai prodotti da forno, che possono contenere dolcificanti ed edulcoranti alternativi al saccarosio.

Tiziana Landi
Fonte: “Quei dolci inganni”, pp. 16- 20 Test Salute – Febbraio 2013

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