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Le uova, impara a cucinarle!

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uova, come cucinarle

L’uovo è una preziosa fonte di micronutrienti e di proteine di elevatissimo valore biologico, contiene vitamine, 
in particolare la A e la D, e sali minerali come il ferro, il calcio, il fosforo e il potassio, presenti soprattutto nel tuorlo. Attenzione però a non esagerare, perché le uova hanno un discreto contenuto di colesterolo: 270 milligrammi ogni 100 grammi. La dose raccomandata è di 2 uova a settimana perché a volte sono anche nascoste in altri alimenti.
Oltre ad avere un alto valore nutrizionale l’uovo si presta bene ad essere cucinato in svariati modi. Vuoi qualche idea?

7 IDEE PER CUCINARE LE UOVA

Uovo al tegamino

Metti dell’olio in una padellina (quanto basta affinché l’uovo non si attacchi alla superficie), poi rompi l’uovo e versalo direttamente nel tegame lasciandolo cuocere a fuoco lento. Una volta che l’albume sarà diventato bianco e il tuorlo ben compatto il tuo uovo al tegamino sarà pronto.

Uovo sodo

Versa in una pentola dell’acqua e portala ad ebollizione, dopo di che aggiungi l’uovo intero e lascialo cuocere per una decina di minuti. Scola l’uovo e aspetta che si freddi. Togli il guscio e servilo.

Uova strapazzate

Ungi un tegame con un po’ d’olio, nel frattempo apri le uova in una ciotola (una a persona), aggiungi un po’ di sale e sbatti senza rendere il composto troppo fluido, dopo di che versa il tutto nel tegame. Lascia cuocere per qualche minuto a fuoco basso rimestando di tanto in tanto il composto. Una volta che l’uovo risulterà cotto, servilo caldo.

Uovo alla coque

Metti dell’acqua in una pentola, portala ad ebollizione e poi aggiungi un uovo intero. Lascialo cuocere un paio di minuti, dopo di che scola l'acqua e servi l'uovo caldo, mantenendo il guscio.

Uova in camicia

Rompi l’uovo in un piatto, poi metti dell’acqua in un pentolino e portala ad ebollizione. Aggiungi un cucchiaio di aceto e un pizzico di sale. Inizia a girare l’acqua in senso orario in modo che si crei un vortice, aggiungi le uova e continua a girare, facendo attenzione però a non urtare le uova. Una volta che l’albume sarà diventato bianco, con una schiumarola scola l’uovo, adagialo su un piatto e servilo caldo.

Frittata

Rompi le uova in un piatto, aggiungi un pizzico di sale e montale fino a che l’albume non avrà formato una leggera schiuma. Ungi una padella antiaderente e, una volta che l’olio inizia a sfrigolare, versa le uova sbattute. Durante la cottura rimesta un po’ in modo che la frittata venga ben cotta. Una volta pronta spegni il fuoco e servila calda.

Omelettes

Prendi due uova, sbattetile leggermente e aggiungi un pizzico di sale. Versa due cucchiai di olio in una padellina, aggiungi l’uovo e rimestalo sino a quando non risulti rappreso, poi inclina la padella e ripiega a mo’ di portafoglio l’orlo superiore dell’omelette con quello inferiore. Quando avrà raggiunto una certa consistenza e risulterà cotta toglila dalla padella e servila ben calda.
Puoi provare anche la ricetta light per le omelettes di cipolle Melarossa!

Come leggere le etichette sulle confezioni delle uova

saper riconoscere un uovo

Dal gennaio 2004 in Italia è entrata in vigore una legge comunitaria secondo la quale sul guscio di ogni uovo devono essere riportate le caratteristiche del prodotto. Facciamo un esempio: 
3 IT 045 BO 001
Il primo numero corrisponde alla tipologia di allevamento, nel caso in cui fosse riportato il numero “0” , l’uovo proviene da un allevamento biologico,
• “1” sta per l’allevamento all’aperto: le galline per alcune ore del giorno possono stare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi o sul terreno.
• “2” indica un allevamento a terra: le galline ovaiole si muovono liberamente, solitamente in un capannone. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi o sulla lettiera.
• “3” riguarda l’allevamento in gabbia o in batteria: le galline si trovano in ambienti
confinati, depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.
Segue una sigla che indica il Paese di produzione delle uova (IT per l’Italia, FR per la Francia, ES per la Spagna, etc).
Il numero successivo riguarda il codice ISTAT del comune di appartenenza. Compare anche la sigla della provincia dell’allevamento (BO per Bologna, Rm Roma, MI per Milano etc).
Le restanti tre cifre riguardano l’allevamento vero e proprio da cui provengono le uova: questo numero viene assegnato dalle stesse autorità sanitarie locali (ad indicare che l’allevamento è sottoposto al controllo delle Asl).
Esistono inoltre delle categorie di qualità delle uova:

  • Categoria A: ossia quelle che trovi generalmente al supermercato, quelle fresche, che utilizzi per cucinare, che devono essere intatte, non devono aver subito alcun trattamento e non devono essere lavate, in caso contrario devono essere marchiate come “uova lavate”.

Categoria B: uova qualitativamente inferiori a quelle di Categoria A, che vengono vendute direttamente al consumatore, ma sono destinate all’industria non alimentare.

Le uova di Categoria A a seconda del peso si classificano in:

  • XL - grandissime: peso pari o superiore a 73 grammi
  • L - grandi: peso pari o superiore a 63 g e inferiore a 73 grammi
  • M - medie: peso pari o superiore a 53 g e inferiore a 63 grammi
  • S - piccole: peso inferiore a 53 grammi

Le uova di categoria A devono avere le seguenti caratteristiche:
guscio e cuticola - normali, puliti, intatti; camera d'aria - altezza non superiore a 6 mm, immobile; tuttavia, per le uova commercializzate con la dicitura «extra», l'altezza non deve superare i 4 mm; albume - chiaro, limpido, di consistenza gelatinosa, esente da corpi estranei di qualsiasi natura; tuorlo - visibile alla speratura soltanto come ombratura, senza contorno apparente, che non si allontani sensibilmente dal centro dell'uovo in caso di rotazione di questo, esente da corpi estranei di qualsiasi natura; germe - sviluppo impercettibile; odore - assenza di odori estranei.

Sulla confezione delle uova sono riportate queste indicazioni:
Il nominativo del centro d’imballaggio; il numero delle uova; la categoria di qualità del prodotto relativa alla “freschezza”;
 la categoria di qualità relativa al peso; la data di deposizione delle uova e la data ultima per l’immissione delle uova al consumo (in genere 9 giorni); le indicazioni della scadenza: “da consumarsi preferibilmente entro il … "(in genere, 14 giorni dopo la data ultima per l’immissione delle uova al consumo); il sistema di allevamento delle galline ovaiole ed il codice della tracciabilità.

Marta Piselli

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.