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Colesterolo: conoscerlo per prevenirlo

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colesterolo, tutto quello che devi sapere

Il colesterolo è un composto organico appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei, prodotto dal fegato e solo in minima parte introdotto con gli alimenti.Si tratta pertanto di un grasso, che svolge nel nostro organismo funzioni indispensabili in alcuni processi metabolici.  E’ un componente della membrana cellulare, di cui regola permeabilità e fluidità, e della guaina che riveste i nervi, interviene nella produzione degli ormoni steroidei come il cortisolo, il testosterone e il progesterone ed è il precursore della produzione di sali biliari e della vitamina D, rappresenta inoltre una riserva energetica per l’organismo.

 

Però quando i livelli del colesterolo superano i valori limite determina l’ispessimento parietale delle arterie  fino, nei casi più gravi, a chiuderle, causando gravi malattie  come l’ictus o l’infarto.
In Italia l’ipercolesterolemia (colesterolo alto) colpisce circa il 25% della popolazione (fonte: Istituto Superiore Sanità ) ed è uno dei maggiori responsabili di buona parte delle malattie cardiovascolari.
Ma quali possono essere i fattori di rischio dell’ipercolesterolemia? Entro quali valori va tenuto il colesterolo? Quali patologie può causare? Cosa fare per ridurne il rischio? Ne abbiamo parlato con Luca Piretta, medico nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione).

Sentiamo spesso parlare di colesterolo buono e di colesterolo cattivo. Ci spiega la differenza?
Il colesterolo in sé  è sempre colesterolo. Quando parliamo di buono o cattivo facciamo riferimento soltanto a quello circolante nel sangue. Parte di questo colesterolo viene trasportato da alcune lipoproteine (HDL) che lo hanno prelevato dalle arterie e quindi lo stanno spazzando per eliminarlo. Questo lo definiamo “buono”. Altre lipoproteine (LDL), invece, lo stanno portando a depositarsi sulle arterie danneggiandole. Questo lo chiamiamo “cattivo”.

Cosa si intende per colesterolo alto, anche definito ipercolesterolemia? Le cause possono essere solo di tipo congenito o esistono dei fattori di rischio di altra natura?
Il colesterolo si considera elevato quando supera i 210 mg%. Però questo valore riguarda il colesterolo totale; bisogna poi valutare la percentuale di buono e cattivo per interpretarne il rischio. Può essere alto sia per cattiva alimentazione, sia per iperproduzione da parte delle nostre cellule per motivi genetici.

Quali sono i rischi che corre una persona affetta da ipercolesterolemia?
I rischi sono quelli provocati dal danno delle arterie conseguenti al deposito del colesterolo sull’endotelio delle stesse e alla reazione infiammatoria che ne prende origine. Questo fatto può portare a conseguenze acute come infarto o ictus, oppure a danni cronici come la demenza senile, l’insufficienza renale, e danni oculari.

In Italia, sono più le donne o gli uomini che soffrono di ipercolesterolemia?
Fino ai 50 anni l’ipercolesterolemia è più frequente negli uomini, dopo pareggia e dopo i 60 anni è più frequente nelle donne.

Una donna che soffre di ipercolesterolemia  aumenta le probabilità che suo figlio sia affetto dalla stessa patologia?
Si, ma vale anche per l’uomo.

E’ sempre necessario ricorrere ai farmaci anche in caso di ipercolesterolemia lieve?
No. Il primo passo deve essere sempre una correzione alimentare, che non deve venir meno nemmeno se la terapia farmacologica si rende necessaria.

E’ possibile prevenire il colesterolo alto adottando uno stile di vita corretto facendo sport e seguendo un’alimentazione sana?
Un corretto stile di vita alimentare e sportivo è il requisito essenziale per ridurre il rischio di ipercolesterolemia, anche se talvolta non è sufficiente.

Parlando di alimentazione quali sono i cibi da preferire e quelli da evitare?
I cibi più ricchi in colesterolo sono formaggi stagionati, panna, uova, i grassi visibili della carne e del prosciutto. I grassi saturi come quelli presenti nelle fritture aumentano comunque il colesterolo circolante perché nel fegato non si legano a lui come quelli monoinsaturi, che in questo modo ne riducono la fuoriuscita verso il torrente ematico.

Esistono prodotti che promettono di far diminuire il colesterolo, come gli yogurt o il latte arricchito con steroli vegetali: funzionano davvero? In che misura? Non c’è il rischio che facciano finire in secondo piano l’importanza di un’alimentazione bilanciata e di uno stile di vita sano?
I prodotti a base di steroli vegetali hanno dimostrato scientificamente la loro efficacia e possono essere utilizzati, ma mai in sostituzione della correzione alimentare e dello stile di vita. Sono efficaci solo come misura aggiuntiva.

Sylvie Pariset

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Sono nata in Francia ma vivo in Italia da 20 anni. Prima di diventare pubblicista, ho fatto l’insegnante di sport (ISEF) in Francia e l’attrice per 10 anni. Appassionata di salute e benessere, collaboro per Melarossa da 5 anni, scrivo soprattutto di fitness e gestisco la pagina Facebook. Mi piace molto il mio lavoro perché è molto creativo e abbiamo molti rapporti con gli utenti a cui cerchiamo di dare una mano per rimanere sempre positivi durante il loro percorso.