Home Nutrizione Mangiar sano Albicocca, un kit di nutrienti contro il caldo

Albicocca, un kit di nutrienti contro il caldo

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L’albicocca è il frutto estivo per eccellenza e tra i simboli stessi di questa calda stagione; amica del sole, l’albicocca funziona praticamente come un perfetto kit per affrontare la calura e i raggi solari nei mesi più torridi dell’anno.

 

Yellow power… tintarella vieni a noi!

Come ci ricorda la campagna di promozione e di informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita”, il suo colore – che va dal giallo pallido fino a quello infuocato tendente all’arancione e richiama le molte sfumature del sole –  è dovuto alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Nei mesi estivi è quanto di meglio ci possa capitare, perché i carotenoidi sono fondamentali per la cura del tessuto epiteliale e per combattere l’ossidazione della pelle.

Abbronzarsi, a questo punto, sarà un gioco da ragazzi! Ma non è solo questione di tintarella. Il nostro organismo, infatti, converte i carotenoidi in vitamina A, e se proprio a lei hanno dato la prima lettera dell’alfabeto, non sarà un caso. La vitamina A è fondamentale per numerose funzioni dell’organismo, contribuendo: al normale metabolismo del ferro, al mantenimento della pelle, alla salvaguardia della capacità visiva, alla tutela del sistema immunitario. In generale, il beta-carotene è un potente antiossidante che viene assorbito con i grassi e, se assunto con gli alimenti, non procura sovradosaggio, come può invece verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori.

Ci piace dunque pensare che non sia affatto un caso che Madre Natura abbia reso disponibile l’albicocca nei mesi di giugno, luglio e agosto; sono i più caldi dell’anno e quelli in cui c’è più bisogno dei principi nutritivi di questo frutto. E rispettare la stagionalità dei prodotti garantisce sicurezza, genuinità, rispetto per l’ambiente e, perché no, un notevole risparmio economico. Insomma, non ci stanchiamo di ripeterlo, è l’estate sotto tutti i punti di vista la stagione ideale per le scorpacciate di albicocca.

Un ricostituente naturale

Miniera di calcio, potassio, carotene e vitamine, proteine e zuccheri, l’albicocca è ritenuta dai nutrizionisti il ricostituente e l’energetico ideale, tanto da essere consigliata anche a chi ha problemi di anemia o di spossatezza cronica, ai bambini, agli anziani e ai convalescenti. Eppure – ci preme sottolinearlo – non è un attentato alla linea! Il che non guasta, tanto più in estate e magari dopo un inverno di stenti per sfoggiare il costume preferito con le curve al posto giusto. Le calorie dell’albicocca sono infatti contenute, le molte fibre forniscono all’organismo un indice di sazietà elevato e il frutto ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza di uno zucchero chiamato sorbitolo. Insomma, l’albicocca vince il titolo di spuntino estivo perfetto e di miss tocco di colore per un pasto frugale. Se in spiaggia, decisamente meglio.

Tradotto in numeri…

Anche alla prova dei numeri la nostra albicocca esce senza una grinza. Giudicate voi: per 100 grammi commestibili 86,3 sono di acqua, 6,8 di carboidrati, 1,5 di fibre. E per un ammontare di appena 28 kcal, incameriamo 320 mg di potassio, 0.5 di ferro, 360 di vitamina A e 13 di vitamina C… dite voi se non è un buon baratto!

L’arma segreta

L’albicocca ha un segreto nel cuore. Il suo seme, infatti, – quello che noi comunemente chiamiamo nocciolo – è una sorta di elisir di lunga vita. Si racconta che alcune popolazioni del Pakistan lo utilizzino abitualmente con un risultato straordinario: presso di loro il cancro è praticamente inesistente. Questo ha indotto alcuni ricercatori a compiere degli studi e a scoprire che il segreto dovrebbe essere l’alto concentrato in questi semi di vitamina B17, anche conosciuta come amigdalina o nitriloside, una sostanza che sarebbe in grado di inibire lo sviluppo dei tumori e delle loro metastasi (tra i sostenitori il biochimico Ernst T. Krebs, ma sulla questione la comunità scientifica non è concorde).

Una pelle d’albicocca

La saggezza popolare non mente e se per indicare una pelle soave si prende come parametro proprio l’albicocca e nella cosmesi tradizionale il frutto è sempre stato accostato alla cura della pelle, un motivo ci sarà… dall’olio di semi antirughe allo scrub per il corpo, sono mille i modi in cui si può utilizzare il frutto per bellezza. Noi, in particolare, per una pelle del viso più compatta e luminosa vi consigliamo questa maschera vitaminica: schiacciate bene la polpa di alcune albicocche mature; a un cucchiaio della poltiglia ottenuta aggiungete un cucchiaino di olio vegetale o di panna grassa o di ricotta; mescolate il tutto e applicate la crema sugli occhi per 15-20 minuti; infine risciacquate con acqua tiepida. Ottima anche la versione con l’aggiunta di miele fluido.

Tutti pazzi per l’albicocca

Fin dall’antichità l’albicocca gode di buona fama unanime. Ne andavano ghiotti i dritti romani che la chiamavano “frutto antico e delizioso che viene dall’Oriente”.  Il raffinato Gustave Flaubert le amava al punto da dedicare loro una voce del Dizionario dei luoghi comuni e la sua vezzosa Madame Bovary addirittura svenne per l’intensità del loro profumo. A scoprirle in Armenia, d’altronde, pare sia stato niente meno che Alessandro Magno e per gli studiosi di flora biblica il frutto del peccato di Adamo ed Eva potrebbe essere addirittura lei: l’albicocca in persona.

Marta Piselli

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.