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Endometriosi, una malattia da riconoscere

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l'endometrosi

In Italia, sono tantissime le donne che soffrono di endometriosi: si stima che ne siano colpite il 10-17% (dati Endoassoc) delle donne in età fertile. L'incidenza, nonostante questa patologia sia molto invalidante, è spesso sottovalutata e ciò determina un ritardo di diagnosi che si calcola in una media di 7 anni dalla comparsa dei primi sintomi (secondo dati americani, per la metà delle donne occorre incontrare una media di 5 ginecologi prima di ottenere una diagnosi di endometriosi).

Per saperne di più su questa malattia Melarossa ha intervistato per te l'ostetrico, Dott. Francesco Rasi.

Dottor Rasi, che cos'è l'endometriosi?
L'endometrio, ovvero il tessuto che riveste la superficie interna dell'utero, che cresce e successivamente si sfalda ogni mese durante il ciclo mestruale, se si localizza al di fuori dell'utero ovvero in altre aree del corpo, causa l'endometriosi. In tali sedi il tessuto endometriale si sviluppa in "noduli", "tumori", "lesioni", insomma in formazioni che causano dolore, sterilità e altri problemi. Per questo è molto importante che le donne si informino e conoscano questa malattia, perché può compromettere la regolarità della vita, nonostante non sia ancora riconosciuta dal sistema sanitario nazionale italiano.

Quali sono i sintomi più frequenti?
Dolore forte durante il ciclo mestruale che si riesce a limitare solo con forti antidolorifici: questi dolori sono talmente significativi da far stare a letto una donna anche due o tre giorni, con conseguenze negative sulla vita personale, sociale e lavorativa. I diversi sintomi dell'endometriosi dipendono dalla gravità e dalla localizzazione delle lesioni: l'endometriosi può essere ovarica, con presenza di cisti oppure può essere sui nervi, su organi come il rene, l'uretere, l'intestino, con conseguente necessità di interventi chirurgici per rimuovere le parti colpite.

Quali sono le terapie?
Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non esiste una cura definitiva per l'endometriosi, che rimane una malattia cronica, anche se sono stati fatti molti progressi, che hanno portato ad un miglioramento della qualità di vita. Non esiste una cura definitiva in grado di risolvere per sempre il problema, facendo "scomparire" la malattia e le sue lesioni.

Le terapie possibili, ad oggi, sono mirate al controllo della progressione della malattia, e soprattutto ad alleviare i sintomi, cioè a contenere il dolore nelle sue varie manifestazioni e/o a contrastare l'infertilità.
Soprattutto qualche anno fa, quando non erano stati fatti molti progressi, la terapia più efficace era la terapia chirurgica, ovvero l'escissione delle isole endometriosiche attraverso laparoscopia (i cosiddetti buchi sulla pancia) o nei casi più gravi laparotomia (cioè un intervento al pari del cesareo) ma il fenomeno delle recidive post escissione era un problema particolarmente rappresentato, perché il tessuto endometriale, nonostante l'intervento condotto nel migliore dei modi, purtroppo riattecchiva nei tessuti colpiti.
Ad oggi la terapia chirurgica viene usata solo nei casi in cui l'endometrio ha compromesso il funzionamento degli organi colpiti, altrimenti, accanto alla terapia farmacologica sintomatica che lenisce il dolore, c'è la terapia con la pillola estro-progestinica o progestinica, ovvero la pillola anticoncezionale, che viene presa senza interruzioni per alleviare il dolore.

La gravidanza e allattamento
L'endometriosi è associata non tanto alla sterilità, che riguarda il 30% dei casi, quanto all'infertilità, cioè la difficoltà dell'attecchimento dell'ovulo fecondato nell'utero: riuscire a portare avanti una gravidanza, se si soffre di endometriosi, è un'eventualità molto rara.
La gravidanza, per le donne che riescono a vivere questa esperienza nonostante soffrano di endometriosi, è una condizione fisiologica che funge da terapia: in pratica diminuiscono i livelli di estrogeni e di conseguenza aumentano quelli di progesterone. Terminata la gravidanza ci possono essere due casi: o la riattivazione della malattia o la sua regressione spontanea, o comunque un lieve miglioramento.

La tutela
Attualmente manca un codice di esenzione o un certificato per assenza dal lavoro per endometriosi, ma questo deve cambiare e l'endometriosi deve essere riconosciuta come malattia. Il Parlamento conosce la malattia, ma manca ancora un registro nazionale per regolamentare la situazione e prevedere assistenza sanitaria gratuita per le donne affette, che attualmente devono sostenere personalmente tutte le spese dei farmaci e delle terapie. 

Marta Piselli

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.