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Gli asparagi controllano glicemia ed insulina

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asparagi. alleato contro il diabete

Secondo una recente ricerca, consumare regolarmente asparagi aiuterebbe a combattere il diabete mellito di tipo 2.

Cosa si intende per consumo regolare?

E’ importante precisare che questo studio, che fa seguito ad altri pubblicati in precedenza, si riferisce ad alcuni esperimenti effettuati su dei ratti e mancano le corrispondenti evidenze sull’uomo. In ogni caso lo studio evidenzia come l’uso dell’asparago favorisce la secrezione di insuline da parte del pancreas e migliora l’attività delle cellule beta del pancreas che la producono, e quindi lascia individuare la possibilità di un aiuto futuro nella terapia alimentare di questa patologia. E’ ovviamente molto difficile, per non dire impossibile, stabilire la quantità e la modalità di consumo degli asparagi nell’uomo per ottenerne dei benefici.

Come si può consumare l’asparago? Cotto o anche crudo? E qual è la cottura da preferire per evitare di disperderne le proprietà?
Con la bollitura gli asparagi non perdono una delle componenti più importanti del loro valore nutrizionale, vale a dire l’apporto di proteine e aminoacidi che sono i più alti tra le verdure, dopo i legumi. Purtroppo però si perde parte delle vitamine del gruppo B. La cottura a vapore, inoltre, consente di mantenere quasi invariato l’apporto di sali minerali e in particolare del ferro.

In autunno e in inverno l’asparago non è un ortaggio di stagione. I prodotti congelati mantengono le stesse proprietà ed hanno la stessa efficacia dei freschi?
Sebbene le verdure fresche offrano la possibilità di un maggiore apporto di vitamine e antiossidanti, la surgelazione, più che il congelamento, consente di mantenere quasi invariate le proprietà nutritive degli asparagi, purché al momento della surgelazione il prodotto sia fresco e in ottime condizioni.

Esistono, oltre agli asparagi, altri cibi capaci di tenere sotto controllo il livello di zuccheri nel sangue e quindi aiutare nella lotta contro il diabete?
Le recenti conoscenze scientifiche e in particolare quelle legate alla nutrigenomica, la scienza che studia come gli alimenti possono condizionare la risposta dei nostri geni, ci hanno permesso di comprendere come alcuni alimenti siano in grado di intervenire a migliorare i funzionamenti cellulari e in particolare, per l’argomento diabete, come possono stimolare alcuni enzimi importanti nella regolazione della glicemia.

In particolare la fibra solubile (presente nel carciofo, nella cicoria, nell’aglio, nella cipolla, nelle mele e nelle arance), può agire come sostanza molto utile nel diabete.   Anche la fibra insolubile può aiutare in quanto, come abbiamo già detto, lega una porzione di zuccheri rendendoli meno assorbibili.
Gli alimenti con un basso indice glicemico come i cereali integrali, la frutta e la verdura, il pesce e il pollo sono utili nella prevenzione del diabete. La pasta al germe di soia in particolare, in base a studi recenti, sembra svolgere un ruolo molto importante nella prevenzione del diabete. Infine, alcuni studi molto interessanti riguardanti alcuni prodotti caseari, in particolare i formaggi caprini o formaggi provenienti da ruminanti di alpeggio (fontine, asiago), sembrano essere molto utili nel migliorare la glicemia grazie all’alto contenuto in acidi grassi cosiddetti coniugati. Questi ultimi sono dati ancora preliminari sull’uomo anche perché bisogna essere cauti visto il loro alto valore calorico.

Ed ecco un menù adatto ai diabetici suggerito dal dottor Piretta

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 Luisa Carretti

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