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Allergie alimentari: combattile a tavola

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combattere allergia a tavola

Secondo gli ultimi dati dell'EEACI - European Academy of Allergy and Clinical Immunology – le allergie alimentari sono sempre più diffuse ed in costante aumento. Il motivo potrebbe essere ricercato, da un lato, nella capacità di fare delle diagnosi migliori, individuando quindi più casi che in passato, dall'altro, nei cambiamenti ambientali che hanno favorito l'incidenza di tali allergie. In realtà i fattori scatenanti sembrano essere diversi: il fumo, uno stile di vita sedentario e, per quanto riguarda l'alimentazione, il consumo di meno cibi freschi e quindi la minore assunzione degli antiossidanti contenuti in essi.

Quali sono esattamente i cibi che possono provocare allergie alimentari?

Maria Antonella Muraro, medico Responsabile scientifico del Centro di Specializzazione Regionale per lo studio e la cura delle Allergie e Intolleranze Alimentari attivo presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, sottolinea come ogni cibo potrebbe essere un potenziale allergene per l'organismo, ma nella maggioranza dei casi le reazioni allergiche sono scatenate da un gruppo di 8 alimenti rappresentati da latte vaccino, uova, soia, grano, pesce, arachidi o altra frutta secca, crostacei. “Ma la correlazione fra allergie e questi cibi”, precisa la dottoressa Muraro, “potrebbe essere legata al fatto che oggi ne consumiamo in quantità maggiore rispetto al passato.” E gli additivi? Che ruolo hanno?  “Nessuna evidenza scientifica rileva un ruolo di questi ultimi nel rendere più sensibili i soggetti agli alimenti allergizzanti. Esistono invece reazioni allergiche alle sostanze singole additive”.

 

tabella differenze tra allergie e intolleranze

 

Come fare a riconoscere i sintomi?

Dipende dall'età. Nei lattanti, di solito si manifestano con eczemi atopici, diarrea e vomito continui, rallentamento o arresto della crescita. In giovani e adulti esistono sintomi abbastanza immediati come gonfiore delle labbra, senso di occlusione alla gola, sintomi cutanei e nei casi più gravi difficoltà respiratorie. Esistono poi dei test, chiamati test di provocazione, effettuati presso le strutture mediche, che consistono nel somministrare ai soggetti potenzialmente allergici piccole quantità dei diversi gruppi di cibi per verificare le reazioni dell'organismo.

I soggetti più a rischio

Sono i soggetti in età pediatrica ad essere maggiormente esposti: gli ultimi dati parlano di 250mila bambini in età prescolare che in Italia sono affetti da allergie alimentari e quelli che hanno uno dei parenti, mamma o papà o fratelli e sorelle allergici, hanno il 50% di rischio in più di contrarre allergie. Ma anche gli adolescenti non sembrano essere immuni. La dottoressa Muraro punta il dito contro il fumo che provoca un danno irreversibile nel DNA delle giovani fumatrici capace di trasmettersi ai futuri figli, traducendosi in una maggiore suscettibilità allergica.
Una differenza importante relativa alle fasce di età sta nel fatto che raramente nei ragazzi e negli adulti si manifestano allergie a latte e uovo, mentre è più facile trovare individui allergici ai pollini, le cui molecole possono essere presenti in frutta e verdure non cotte.

Una prevenzione è possibile?

E' possibile prevenire le allergie alimentari scegliendo uno stile di vita sano fatto di moto e vita all'aria aperta, oltre ad un'alimentazione equilibrata. In particolare consumare più frutta e verdura fresca, permette di irrobustire le difese immunitarie, mantenendo la riserva di antiossidanti e la sintesi fisiologica di vitamina D.
Un ruolo fondamentale è giocato anche dall'allattamento al seno, visto che il latte materno è capace di stimolare e modificare le risposte immunitarie dell'organismo. Uno dei consigli più frequenti è quello di allattare in modo esclusivo sino al 6° mese per scongiurare o almeno limitare la manifestazione di una delle allergie alimentari più diffuse nei primi anni di vita, quella alle proteine del latte vaccino che oggi in Italia coinvolge circa 100mila bambini in età prescolare.

Alimentazione e allergie. Si può guarire?

La risposta della dottoressa Muraro può tranquillizzare: “l'Allergia Alimentare rappresenta l'unica allergia dalla quale si può guarire completamente. Se diagnosticata correttamente, soprattutto, è possibile guarire in un'epoca fra i 3-5-7 anni (dipende dall'intensità diversa da soggetto e soggetto) da allergie a uova, latte e grano, mentre le altre a kiwi, frutta secca, pesce, crostacei tendono ad essere più persistente.

Luisa Carretti

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