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Un chicco d’uva per affrontare con sprint l’autunno

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mangiare uva per non ammalarsi

L’uva, frutto simbolo dell’autunno, è il perfetto alleato per affrontare con sprint la faticosa transizione dall’estate ai mesi autunnali. Energetica e stracolma di proprietà terapeutiche, sembra fatta apposta per tirare su e letteralmente fare risplendere. Altroché la volpe e l’uva… una vera volpe l’uva se la mangia.

Proprietà nutrizionali

Molto zuccherina (i tanti fan della sua dolcezza dovrebbero saperlo bene), l’uva non è il meno calorico dei frutti. I suoi però sono zuccheri naturali, non paragonabili negli effetti a quelli artificiali raffinati e inoltre il nostro frutto è un vero serbatoio di sali minerali.

Questi i numeri, che per uva bianca e uva nera si equivalgono: con 100 g di prodotto si incamerano 61 kcal e per gli “eccipienti” abbiamo 80,3 g di acqua, 15,6 g di carboidrati, 1,5 g di fibre, 192 mg di potassio, 0,4 mg di ferro, 4 mg di vitamina A e 6 mg di vitamina C.

Potente antivirale e antiossidante

Potente antivirale e antiossidante, ogni chicco di uva è come un saldo mattoncino per costruire la nostra salute. Mangiare uva è un rimedio per su per giù quasi ogni disturbo. Come ci ricorda la campagna di promozione e informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita”, i suoi zuccheri direttamente assimilabili (glucosio, levulosio, mannosio) associati dalla quercetina (un flavonoide) la rendono innanzitutto un efficacissimo distributore di energia, formidabile nei casi di affaticamento, capace di risvegliare uno zombie.

La buccia (soprattutto quella dell’uva nera) è molto ricca di polifenoli e di resveratrolo che hanno dimostrate proprietà antiossidanti e anticancro, riducendo la formazione di radicali liberi e impedendo l’ossidazione del colesterolo cattivo, con grandi benefici anche per il cuore. L’acido tannico e il fenolo tipici di questo frutto hanno proprietà antivirali, tanto che il succo d’uva applicato direttamente sulla cute affetta da herpes simplex può velocizzarne la guarigione.

Nella menopausa poi l’uva è un alleato da non sottovalutare: per via delle notevoli quantità di minerali, aiuta a rendere le ossa più forti. Il merito è soprattutto del boro, che dà una mano a prevenire l’osteoporosi agevolando l’assorbimento del calcio ed è molto utile anche a mantenere efficiente la funzionalità cerebrale e mnemonica, sapendo bene come sfruttare tutta l’energia degli zuccheri.

Con un grappolo al giorno togli l’antirughe di torno

L’uva fa bene, ma talmente bene che esiste persino una cura disintossicante 100% a base di uva, con comprovate proprietà ringiovanenti. Si chiama ampeloterapia (dal greco ámpelos, vite) e consiste nel consumare per alcuni giorni uva delle varietà da vino e ben matura, come unico alimento giornaliero: si comincia con 0,5 kg e si arriva fino a 2-2,5 kg quotidiani.

Una full immersion un po’ integralista, ma chi l’ha provata giura che il risultato vale la pena: se ne esce come nuovi, dalla pelle al fegato ai capelli, passando per il sistema immunitario.

Il succo d’uva, fonte di benessere

Per chi ama l’uva senza esserne un fanatico, ecco un piccolo segreto per godere al massimo dei benefici dei suoi grappoli. Provate, per tutta la stagione dell’uva, a berne mattina e pomeriggio il succo mescolato al miele e ci saprete dire. Grazie al potere antiossidante del prezioso resveratrolo contenuto nella buccia degli acini, la spremuta d’uva aiuta le cellule dell’organismo a difendersi dai radicali liberi, mantenendosi giovani.

Le virtù del fenolo sono poi potenziate da quelle del miele e così la gustosa pozione regala anche un effetto drenante, antinfiammatorio e depurante, particolarmente gradito dal fegato. E se il ritorno al lavoro dopo la pausa estiva mette proprio questo organo a dura prova, che cosa chiedere di più?

Uva bianca o uva nera?

I componenti principali sono gli stessi, ma tra l’uva cosiddetta bianca e quella cosiddetta nera la differenza non sta solo nell’aspetto esteriore e nel gusto. Ai diversi colori corrispondono infatti diverse sostanze nutrienti.

Frutta e verdura verdi sono contraddistinti da magnesio e acido folico, particolarmente utili a regolare il metabolismo energetico, a ridurre stanchezza e affaticamento, ad aiutare il funzionamento del sistema nervoso e di quello muscolare. Il caratteristico colore blu-viola dell’uva nera, invece, è spia di un fitocomposto con azione antiossidante: le antocianine, sostanze tipiche di tutta l’ortofrutta di quel colore. L’apparenza dei colori, insomma, non inganna…

Occhio agli scarti

Questo è un avviso per i più schizzinosi. Togliere buccia e semini, tecnicamente detti vinaccioli, ai chicchi d’uva va bene, ma fino a un certo punto. Già la fatica è immane (escluse le mamme che lo fanno per i loro cuccioli, se qualsiasi altro essere umano vi prepara l’uva così rifinita consideratela una prova d’amore eterno), ma è soprattutto il risultato a lasciare qualche dubbio.

Non parliamo di gusto, ma di benefici per la salute, dal momento che sono proprio buccia e vinaccioli a contenere le più preziose proprietà nutritive del frutto. I semi, infatti, contengono cellulosa, amido, tannini e, soprattutto, acido linoleico, un acido grasso polinsaturo essenziale che serve a ripulire il sangue dall’eccesso di colesterolo.

È invece proprio la buccia a essere portatrice in massima presenza di resveratrolo e polifenoli. L’unica avvertenza è per chi soffre di digestione difficoltosa: la buccia dell’uva è piuttosto ricca di cellulosa e potrebbe rallentare ulteriormente il processo digestivo.

Bellezza in un chicco

Il ricavato senza dubbio alcuno più famoso dell’uva è il vino. Si sa che la molto amata bevanda, fatta attenzione agli effetti collaterali che può avere l’alcool se si alza troppo il gomito, può avere anche molte virtù. Bene, gli astemi saranno contenti di scoprire però che anche loro possono beneficiarne, senza berne neppure un goccio.

È tutta questione di pelle, arrivati dalla Francia e ora sempre più diffusi anche in Italia, i trattamenti di bellezza a base di vino sono la moda del momento. Si è scoperto, infatti, che il vino (specie quello rosso) ha sull’epidermide effetti idratanti, tonificanti e antiossidanti, con un risultato anti-aging clamoroso.

Ma le buone notizie non finiscono qui: la cosiddetta “wine therapy” non è solo una cosa da spa a cinque stelle, pure a casa possiamo ricorrere ai poteri di Bacco. Provare per credere, per esempio, questo semplice trattamento fai da te, perfetto per rianimare la pelle dopo il sole delle vacanze estive. Miscelare mezzo bicchiere di vino rosso con quattro cucchiai di zucchero di canna non raffinato e il succo di mezzo limone; addolcire il composto con un cucchiaio di miele: lo scrub rivitalizzante ed elasticizzante è pronto, l’effetto di-vino garantito!

Nel piatto

L’aspetto più soddisfacente di tutte queste virtù salutistiche e cosmetiche dell’uva è che si abbinano felicemente a un sapore buonissimo. Fresca in grappolo, in macedonia, sotto forma di succo, l’uva è un frutto squisito, spesso utilizzato anche in varie ricette, soprattutto dolci.

E l’uva esiccata o uva passa regala un ultimo piacevole segreto: non solo non perde le sue proprietà benefiche, anzi aiuta ad affrontare le diete dimagranti. È in grado, infatti, di ridurre il senso di fame perché aumenta il livello di leptina nel sangue, un ormone che comunica il senso di sazietà al cervello.

Confettura di uva e ananas

scopri le qualità e i benefici dell'uva e gusta la nostra ricetta

Ingredienti per un Kg. frutta:

  • 750 gr. di acini di uva
  • 250 gr. di ananas o di ananas al naturale sgocciolato
  • 1 mela
  • 150 gr zucchero bianco semolato
  • 4 gr. di Agar-Agar
  • una spolverata di cannella a piacere
  • barattoli di vetro sterilizzati con il proprio tappo

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Preparazione:

Separa i chicchi di uva dal grappolo. Lavali e tagliali a metà. Mettili sul fuoco su una pentola d’acciaio, con il fondo spesso. Copri e mescola di tanto in tanto. Quando gli acini si saranno sfatti, passa tutto il contenuto con il passaverdure così da separare la polpa ed il succo dalla pelle e dai semi, che getterai.
Riporta la polpa sul fuoco, aggiungi l’ananas e la polpa di mela tritati con il tritatutto. Onestamente l’utilizzo della mela per addensare poteva essere eliminato, grazie al successivo utilizzo dell’Agar-Agar. Ma le varie ricette di uva che avevo trovato ne consigliavano l’utilizzo per dare corpo e densità alla marmellata.
Aggiungi anche lo zucchero, la cannella e i quattro grammi di Agar-Agar. Mescola energeticamente e porta a bollore. Lascia a bollire per circa 15 minuti e travasa il prodotto nei vasetti di vetro sterilizzati. Chiudi e capovolgi per la creazione del sottovuoto.

Isabella Quercia

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