Home Nutrizione Alimenti dalla A alla Z Le carote, il potere del betacarotene

Le carote, il potere del betacarotene

CONDIVIDI
il potere del betacarotene nelle carote

I conigli vanno ghiotti di carote per antonomasia, nasce originariamente per gli asini il detto “bastone e carota” dove la carota è la ricompensa che appaga. Gli animali, insomma, sanno ben riconoscere le ricche potenzialità di questo ortaggio allungato color arancione intenso. E non sbagliano affatto, considerate le proprietà salutari di questa verdura. Anzi, mai come in questo caso – vista la buona influenza della carota sulla vista – è proprio il caso di dire che ci vedono lungo.

 

Vitamine à la julienne

Se si hanno a disposizione delle belle carote fresche, gli integratori vitaminici e minerali sono superflui: per 100 g di ortaggio, infatti, 91,6 sono di acqua, 7,6 di carboidrati, 3,1 di fibre, per un totale di 37 kcal. E la stessa quantità di prodotto offre 220 mg di potassio, 0,7 mg di ferro, 4 mg di vitamina C, 0,8 mg di ferro e la cifra record di 1148 mg di vitamina A.

Nel colore del sole

La carota ha lo stesso colore arancione intenso del sole infuocato dell’estate e molto intonate alla stagione più calda dell’anno sono anche le sue proprietà, che sembrano fatte su misura per afa e solleone. Come gli altri frutti e verdure di colore giallo-arancio, la carota deve la sua pigmentazione alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Particolarmente nei mesi estivi i carotenoidi sono quel che si dice un toccasana, in quanto fondamentali per la cura del tessuto epiteliale e per combattere l’ossidazione della pelle.

Abbronzarsi, a questo punto, sarà un gioco da ragazzi! Ma non è solo questione di tintarella. Il nostro organismo, infatti, converte i carotenoidi in vitamina A, che è fondamentale per numerose funzioni dell’organismo, contribuendo: al normale metabolismo del ferro, al mantenimento della pelle, alla salvaguardia della capacità visiva, alla tutela del sistema immunitario. In generale, il beta-carotene è un potente antiossidante che viene assorbito con i grassi e, se assunto con gli alimenti, non procura sovradosaggio, come può invece verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori.

La tintarella vien mangiando

Come abbronzante naturale la carota vince la medaglia d’oro senza grandi palpitazioni. Ma mangiare e bere carote in tutte le forme possibili e immaginabili non è solo una via sanissima e ipocalorica alla tintarella perfetta. Grazie all’alto contenuto di liquidi e sali minerali, questa verdura protegge l’organismo dai colpi di calore e dagli effetti nocivi provocati dalle temperature molto alte ed è un impagabile alleato nella guerra ai radicali liberi che derivano dall’esposizione solare.

Ciao rughe

Eh sì, le lacrime da coccodrillo d’estate, pensando alla pelle, scorrono a fiumi. Tutti sappiamo che troppo sole è deleterio, ma resistergli è praticamente impossibile. Ebbene, la carota è un buon antidoto anche a questo. La vitamina A, di cui il nostro ortaggio è un autentico scrigno, è infatti proprio la vitamina della pelle: quasi miracolosa in caso di epidermide secca, rughe, acne, dermatosi, assenza di lacrimazione. E se si assume per via naturale al 100%, non c’è pericolo di esagerare, nessun rischio di controindicazioni. Il betacarotene è anche molto utile per la crescita e la riparazione dei tessuti e aiuta a mantenere la pelle bella e sana, mentre una sua carenza può portare ad avere una pelle secca e squamosa.

Amore a prima vista

Per ricevere il meglio dalle carote sono utili alcune piccole dritte che ci guidino nella scelta. Le migliori le possiamo riconoscere a occhio: vanno preferite quelle dritte, senza macchie o biforcazioni e la parte interna, il cosiddetto “cuore”, è bene che sia di diametro piccolo. Una volta comprate, vanno consumate entro massimo 5-7 giorni e per conservarle nel modo più corretto si consiglia di riporle in un sacchetto di carta, che a sua volta va tenuto in un luogo fresco, asciutto e lontano dal sole.
Come per praticamente tutte le verdure, l’ideale è mangiarle crude, il che garantisce la perfette disponibilità di tutte le molte proprietà; per questo stesso motivo anche le centrifughe sono perfette. Attenzione, però, la cottura delle carote non è affatto da scartare: il cucinarle, infatti, rende più biodisponibile il betacarotene. Analogamente, poiché i carotenoidi sono sostanze solubili nei grassi, per aumentarne l’assorbimento un buon segreto è accompagnare le carote con l’olio extravergine d’oliva.

Coccole per il viso

Anche non sulla tavola la carota può essere preziosa. Un bonus extra lo regala con le maschere di bellezza che si possono preparare con la sua polpa: facili, efficaci e super economiche. Con 100 grammi del nostro ortaggio e 1 cucchiaio di olio di mandorle, ecco un trattamento illuminante: basta frullare le carote e aggiungere piano piano l’olio di mandorle. Ottenuto così un composto omogeneo, che si può conservare in frigo per qualche giorno, siamo pronti per spalmarlo.

Se abbiniamo invece il miele alle carote, il risultato sarà una maschera rigenerante, che, grazie al tocco del limone, è particolarmente utile per chi ha la pelle grassa e lucida. Frulliamo una carota precedentemente cotta al vapore, aggiungiamo al composto 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva e qualche goccia di succo di limone (variando la quantità a seconda del tipo di pelle). Se spalmata ben benino sul viso, avendo cura di evitare contorno occhi e bocca, vedrete che risultati!

Con lo zampino di Venere

Gli antichi non ne avevano dubbi, per i moderni la faccenda è divisiva: la ragione del contendere è se la carota sia o meno un potente afrodisiaco. Greci e romani, addirittura, non la inseriscono nel novero degli alimenti normali, ma in quello dei medicinali, considerandola un vero e proprio farmaco per curare l’impotenza maschile. Il medico e farmacista greco Dioscoride mette nero su bianco che la carota “aiuta a ingravidare” e “favorisce gli appetiti venerei”, Plinio la considera un “filtro amoroso” e un “cibo stimola Venere”.

Molto più vicino ai tempi nostri, il papà de I tre moschettieri e grande cultore del buon cibo, Alexandre Dumas, nel suo Il grande dizionario di cucina offre la ricetta di una torta di carote espressamente quale piatto afrodisiaco. A questo punto, per risolvere il dilemma, non resta che la prova diretta. Si può iniziare con la ricetta di Melarossa. E se pure non si scateneranno i poteri di Venere, per certo non sarà messa a repentaglio la linea.

La carota? Assaporala così! Insalata di Burghul ai profumi dell’orto.

Clicca sull’immagine e leggi la ricetta

insalata di burghul

Isabella Quercia

Commenti