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Viaggi e assaggi: Sorrento

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Lascia senza fiato con i suoi panorami, delizia il palato con le sue specialità tipiche: ecco le bellezze di Sorrento.

Anche in questa stagione, è sempre spettacolare la vista del golfo di Sorrento per chi arriva da Napoli: vengono quasi le vertigini a guardare in basso l’ancora dignitosa spiaggia di Alimuri di Meta di Sorrento. Ma poi, sollevando lo sguardo, oltre le tante – troppe – costruzioni, sempre a picco sul mare, ecco dispiegarsi uno dei pochi grandi agrumeti sopravvissuti al sacco edilizio degli anni ’60 e ’70. Si tratta dell’antica tenuta “Il Pizzo” di Piano di Sorrento: sedici ettari di agrumeti, alternati a ulivi, tra ville e case coloniche, macchia mediterranea e alberi di alto fusto, incastonati tra due “valloni”, spaccature del costone tufaceo così caratteristiche della zona.

Prima di lasciare Piano, fate un salto al museo di Villa Fondi: scoprirete che già all’epoca degli antichi Romani questa era una zona di villeggiatura ricercata e magnifica.
Superata la misteriosa Villa Nicolini di Sant’Agnello, fatta costruire agli inizi del ‘900 là dove molti secoli prima sorgeva una villa imperiale dell’epoca di Augusto, arriviamo nella città di Sorrento.

Sorrento-diciasette

A prima vista, per chi viene da terra, Sorrento non sembra nemmeno un posto di mare, come molti si aspettano: non c’è una spiaggia vera e propria e nemmeno il lungomare. Alta sulla costa tufacea, con i vicoletti del cuore antico della Cesarea, le sue bellissime chiese barocche, gli scenografici grandi alberghi dell’’800 (uno per tutti: il Grand Hotel Excelsior Vittoria, www.exvitt.it, dove soggiornò il tenore Enrico Caruso, poco prima di morire), Sorrento non delude nessuno: il crocierista frettoloso (uno scatto e via), il naturalista appassionato (sono innumerevoli i sentieri sui colli alle spalle del centro e le passeggiate per arrivare alle tante calette), il turista culturale sulle tracce di Torquato Tasso e delle antiche ville romane, ma anche dell’antica tradizione dell’intarsio ligneo e delle raccolte del delizioso Museo Correale di Terranova (www.museocorreale.it)…

Sorrento-venti

Gli appassionati di arte contemporanea possono visitare, entro la fine di ottobre, la bella mostra “La casa MADRE” con le opere di Mimmo Paladino, all’interno della splendida Villa Fiorentino (www.fondazionesorrento.com), ma i più felici in Penisola sono i buongustai che – se forniti di un certo budget – possono fare una piccola collezione di locali con stella Michelin, tutti concentrati nel raggio di pochi chilometri: dal mitico Don Alfonso a Sant’Agata sui Due Golfi, frazione di Massa Lubrense (www.donalfonso.com), al Buco nel centro storico di Sorrento (www.ilbucoristorante.it), senza dimenticare la Torre del Saracino a Vico Equense (www.torredelsaracino.com), e due locali, Quattro Passi (www.ristorantequattropassi.com) e La Taverna del Capitano (www.tavernadelcapitano.it) alla Marina del Cantone, sempre nel territorio di Massa Lubrense, appena superata la Punta della Campanella.

In tutti questi locali e in tanti altri meno noti ma di buon livello, avrete un’ampia scelta di piatti leggeri a base di pesce, ma anche grandi primi piatti con la pasta di Gragnano IGP condita, chessò, con la zucca (in questo periodo) o con le zucchine, le melanzane o altro nel corso dell’anno, e sempre con una conserva fatta in casa o con i pomodorini “del piennolo”, anch’essi prodotti a marchio IGP e tipici della zona vesuviana. Per le insalate, invece, la Penisola sorrentina è famosa per i pomodori “cuore di bue”.

E, per restare in tema, anche i limoni ovali di Sorrento, anch’essi a marchio IGP, possono entrare in una bella insalata, così come le altrettanto famose noci di Sorrento. Limoni e noci sono usati anche dai migliori gelatieri del posto per gelati assolutamente straordinari: anzi, con un occhio anche al conto delle calorie, scegliete i sorbetti con la frutta di stagione.

Si mangia talmente bene che qualche strappo alla regola sarà inevitabile…E allora, se volete smaltire le calorie di un babà (un dolce maldestramente imitato al di fuori di Napoli e dintorni: dunque da assaggiare assolutamente in queste zone!), andate a piedi alla Baia di Ieranto, una piccolissima caletta con i faraglioni di Capri di fronte e un uliveto secolare, che oggi per fortuna è una riserva del FAI (www.fondoambiente.it).

Come rinunciare a queste delizie?

1Dolce tipico

2Hotel

3La costa

4Vista mare

5I pomodori

6Piatto tipico

7Dessert

8Babà

9Vista al tramonto

10I limoni di Sorrento

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.