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Viaggi e assaggi: la Venaria Reale

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scopri le bontà e qualità della venaria reale

Voluta nella seconda metà del ‘600 dal duca Carlo Emanuele II come sito di caccia, di recente riaperta al pubblico, oggi tra le mete più visitate d’Italia.

Chi a suo tempo l’ha vista in stato di completo abbandono, oggi non crede ai suoi occhi: da quando è stata riaperta al pubblico, cinque anni fa, la reggia di Venaria Reale (www.lavenaria.it/web/), in breve Venaria. è diventata meritatamente uno dei siti più visitati d’Italia. Un milione le presenze l’anno scorso, dovute alle numerose iniziative ma anche alla straordinaria armonia tra il borgo di Venaria Reale, la reggia e i giardini, che formano un ”unicum” concepito dal suo primo progettista, Amedeo di Castellamonte.

Venaria Reale-quattro

Nata nella seconda metà del ‘600 come sito di caccia del duca Carlo Emanuele II, nel Settecento passò nelle mani diFilippo Juvarra, che ha lasciato un segno inconfondibile nella luminosa galleria; qui è difficile non avere la sindrome di Stendhal per la ricchezza delle forme e decorazioni, mai sovrabbondanti o disarmoniche. Chi ha visto altre regge, forse più famose, come quella vanvitelliana di Caserta o la spettacolare dimora di Luigi XIV a Versailles, difficilmente immagina di restare così piacevolmente sorpreso anche dalla sabauda Venaria, forte della sua bellezza e delle sua complessità.

Riposanti e immensi i giardini, peraltro molto curati e segnati da percorsi d’acqua che si possono seguire anche su apposite gondole, con prospettive particolarmente suggestive. Da non perdere sono le fondamenta del seicentesco Tempio di Diana, forse luogo di amori clandestini, posto al termine del parco, purtroppo fatto smantellare nel ‘700 da Vittorio Amedeo II.

Venaria Reale-dieci

Ma non è finita qui: non si può lasciare la Venaria senza aver gironzolato per il borgo antico, magari accompagnati da qualche guida esperta, per meglio assaporare le atmosfere di questo luogo speciale. E non poteva mancare un Centro di Arte e Cultura Culinaria all’interno della reggia, addirittura sul grissino piemontese (www.reggiavenariareale.it).

Se poi questa estate volete vivere un’esperienza davvero particolare, concedetevi qualcuno dei Piaceri Regali che la Venaria vi offre: le Domeniche da Re con danze, musiche e fiabe, oppure, sempre di domenica, nel Potager Royal (orto botanico con verdure e frutti storici regionali), le Merende Sinoire, pasti frugali, si fa per dire, ma sostanziosi, con cibi della tradizione piemontese, o ancora le Serate Regali, ogni venerdì, in cui sono offerti raffinati buffet. Fra i protagonisti della tavola, irisotti, le carni crude di “fassone”, le salsicce crude e tutte le altre preziose specialità della cucina piemontese. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta…

Ecco una carrellata di tesori da gustare ed ammirare:

1I giardini

2Il palazzo reale

3La carne

4I grissini

5I giardini

6Il palazzo reale

7Il palazzo reale visto dal lago

8Il labirinto

9La coltivazione

10Il crudo di carne

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.