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Viaggi e assaggi: il Delta del Po

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Tra frutti di mare e vecchie idrovore, le suggestioni di un territorio che è stato scenario di molti film italiani.

E’ meno visitato di quanto meriterebbe, il Delta del Po; eppure non può non essere entrato nell’immaginario di tanti italiani, essendo stato lo scenario affascinante di film di Visconti, Rossellini, Antonioni, Montaldo, Avati e, più recentemente, di Carlo Mazzacurati, che nella sua terra d’origine ha girato spesso, dal film di esordio, Notte italiana del 1985, fino al più recente La giusta distanza.

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Premesso che esistono una parte veneta e una emilianoromagnola del Delta, questa volta vi presentiamo un itinerario che comincia in provincia di Rovigo, a precisamente ad Adria. Una cittadina molto interessante, che fu emporio commerciale dell’ambra ai tempi degli antichi greci, poi passò nel 1500 ai veneziani che avviarono la bonifica della valle polesana, e oggi è il vero capoluogo del Parco Regionale Veneto del Delta del Po (www.parcodeltapo.org), affrontato a quello omologo dell’Emilia-Romagna (www.parcodeltapo.it).

Ad Adria una sosta golosa si può fare al quasi centenario ristorante-albergo Molteni (www.albergomolteniadria.com), dove potrete gustare tanto pesce, dai crudi con mazzancolle, scampi, canocchie e capesante al fritto di moeche e verdure su polenta al cucchiaio, ma anche piatti di terra come la padellata di funghi su polenta al cucchiaio e formaggio ubriaco.

Poi ci si mette in movimento e ci si inoltra lungo lingue di terra delimitate dai canali del Delta (i cosiddetti argini dei rami del Po), per giungere al ponte di barche di Santa Giulia, dove ha inizio il giro con i pescatori. E’  emozionante, oltre che interessante, assistere alla pesca delle cozze, vera specialità del luogo, essendo allevata in una zona salmastra, con fondali bassi, e in quantità limitata; ed è elettrizzante (soprattutto se non lo si è mai fatto) cercare di avvistare l’avifauna del luogo: in particolare i bellissimi aironi cenerini, potenti predatori dal grande becco giallo-grigio-brunastro.

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Ma il Delta del Po non è solo acqua, è anche il prodotto di secoli dell’opera dell’uomo e del difficile confronto con una natura non sempre benigna. Se volete avere un’idea panoramica della storia di questo pezzo d’Italia, andate al Museo Regionale della Bonifica a Taglio di Po, ospitato a Ca’ Vendramin, imponente edificio dei primi del ‘900, vero gioiello di archeologia industriale. Qui potrete vedere una grande idrovora che circa un secolo fa consentì condizioni migliori di vita e lavoro ai residenti del posto; non potrete comunque non avvistare l’altissima ciminiera che si staglia nel cielo, landmark indiscusso di questo territorio.

Naturalmente non mancano tradizioni gastronomiche antiche e gustose. All’Osteria Arcadia a Santa Giulia di Porto Tolle (www.osteria-arcadia.com) sarete accolti in un’atmosfera familiare, ma sarete anche travolti da piatti a base di pesce e cacciagione locali, veramente strepitosi. Oltre alla cosiddetta cozzeria (carrellata di piatti a base di cozze), a me è piaciuta moltissimo l’anguilla del Delta, che potete gustare in umido, alla griglia o fritta. Ottimi anche la polenta bianca abbrustolita e il dolce (m’giassa, con impasto alla zucca) tipici del luogo.
Insomma, natura, storia, gastronomia: c’è proprio tutto per organizzare un bel weekend!

Le foto qui sotto ne sono un assaggio

1Città di Adria

2Canale Po

3Coltivazione del pesce

4Delta del Po

5Fiume Po

6Frittura di pesce

7Granchio fritto

8Crudo di pesce

9Riso con fagioli

10Spaghetti alle vongole

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.