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Le 6 abitudini che ti cambiano in meglio

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le abitudini che ti aiutano a cambiare in meglio

Cosa cambiare, cosa tenere, dove migliorare? A questo proposito, se sei in vena di cambiamenti, grazie all’aiuto dell’Huffington Post edizione USA, ecco 6 abitudini sane che ti faranno sentire e diventare una persona migliore.

Rendi perfetto il tuo cantuccio

Rifare il letto bene ogni mattina (è di questo che stiamo parlando) non sembra certamente un obiettivo particolarmente nobile e ambizioso come fare parapendio o imparare il giapponese.
Questa è invece tra le sane abitudini “fondamentali”, come cenare regolarmente in famiglia e fare esercizio fisico, che mettono in moto altre buone abitudini (come spiega Charles Duhigg nel suo libro The Power of Habit).

Secondo questo signore rifare il letto (bene! non come fai tu) migliora la produttività, dà un senso di benessere e migliora le capacità di focalizzarsi sugli obiettivi. Da un punto di vista strategico è abbastanza logico: le “piccole vittorie” su certi aspetti del nostro carattere ci rendono più forti e capaci di raggiungere le mete più importanti, quelle che ci consentono di cambiare in meglio. Prima conquista il letto, poi il mondo!!

Definisci nuove abitudini

Scaricati “Lift” (o un’altra applicazione simile, ad esempio, per ricordarti di bere e raggiungere l’obiettivo di idratarti correttamente, c’è la nostra Aquaclock), è un’App gratuita che ti aiuta ad “accumulare” piccole vittorie. Lift ti chiede quali sono gli obiettivi che vuoi far diventare abitudini, come leggere, correre, dormire 8 ore, eliminare il grasso corporeo in eccesso, far sentire tua moglie amata e desiderata ( torna qua e smetti di fischiettare… è una buona abitudine pure questa!) e poi te li segnala in forma di “allarmi” sul tuo telefono.

Tiene conto anche dei tuoi progressi e li condivide con amici ed “estranei” che ti possono inviare suggerimenti, e condividere con te i loro progressi (e anche sconfitte). Insomma i vantaggi sono grandi, infatti attraverso questa “comunità” il check dei tuoi progressi è allargato e quindi, proporzionalmente, anche il tuo senso di responsabilità a perseguire con successo i tuoi piccoli o grandi obiettivi cresce!

Autoconvinciti con la giusta sintassi

Prova questa, un po’ robotica, ma psicologicamente efficace strategia di costringere il tuo cervello a questo modo di pensare “se… allora”. Se succede X allora io farò Y.
Ad esempio “se sono le 10 di sera allora, dovunque io sia, farò una telefonata carina e dolce a mia moglie”. Oppure “se sento fame mentre guardo la TV allora mangerò una mela” (e non patatine e birra!!). E ancora “se è lunedì allora andrò in palestra e farò 30 minuti di corsa e 10 di addominali”.

In uno studio fatto proprio su questo meccanismo  si è riscontrato che il 91% delle persone che seguivano questa “tecnica” portavano a temine i loro propositi contro il 39% di quelli (come te) che utilizzavano tecniche a… ca…so (avrei in mente un’altra parola ma non la dico).

Insomma “imbeccata, azione, automazione e ripetizione”, una volta che il meccanismo sarà compreso e assimilato dal tuo cervello allora non ci sarà più bisogno del ragionamento, inizierai a farlo automaticamente.

Appenditi una carota davanti agli occhi

Questa è una versione più gratificante del precedente punto, il funzionamento è lo stesso ma più premiante. Se sei a dieta e comunque attento alla forma fisica è facile che tu faccia o abbia fatto questo ragionamento: “Se vado a correre tutte le mattine allora mi concederò una grossa fetta di torta sabato sera”. E’ un ragionamento facile, che fanno tutti.

Ma siamo qui per stupirti, i risultati migliori si raggiungono se ti concedi una ricompensa dopo ogni allenamento. Non una fetta di torta, bene inteso, ma comunque una cosa gradevole tipo una piccola barretta di cioccolato fondente o una cosa di cui vai goloso ma in piccola quantità. Infatti la dopamina, che è una sostanza che il tuo corpo produce e che induce una sensazione di benessere psicologico, aumenta proprio in prospettiva di una imminente ricompensa piuttosto che di un generico e futuro momento gradevole (la fetta di torta il sabato sera).

Abbi fede, piuttosto che andare o cercare di andare ad allenarti con zero prospettive di gratificazione, una volta che il tuo cervello al contrario inizierà ad associare lo sforzo con la ricompensa immediata allora inizierai ad allacciarti le scarpe da jogging in maniera automatica.

Obbligati per 9 settimane e mezzo

Non stiamo parlando di Kim Basinger e poi tu non sei il Mickey Rourke del 1986… (che come si è ridotto adesso non si può proprio vedere). Queste 9 settimane e 1/2 (ossia 66 giorni) sono il tempo medio necessario perché un comportamento diventi un’abitudine. Almeno secondo uno studio condotto dalla dottoressa Phillippa Lally, PhD e psicologa all’University College London. Ma il consiglio della dottoressa è anche quello di non contare i giorni, considera che man mano che si va avanti diventa sempre più facile stabilire una tendenza per poi mantenerla automaticamente.

Ricordati che non sei una macchina

Finalmente una buona notizia. Ci è permesso essere umani e quindi possiamo derogare, di tanto in tanto, alle nostre sane abitudini. Ce lo dice sempre lo studio condotto dalla dottoressa Lally (Lalla per gli amici… scherzo! E chi la conosce?). Quindi se un vecchio amico passa sotto casa tua puoi pure uscire con lui e farti una birretta in santa pace senza per questo pensare di aver rovinato per sempre la tua buona “condotta”.

La chiave è quella di avere comunque compassione di te stesso (anche a me fai un po’ pena).
Perdonarti qualche infrazione, infatti, rende più facile raggiungere i tuoi obiettivi piuttosto che bacchettarti crudelmente ogni volta che non fai il “bravo”.

L’importante è che, dopo aver fatto il cattivone, riprendi da dove ti sei interrotto ma un po’ più felice e contento.

Patrizio Cecconi

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