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Una mamma in crisi!

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Gentile dottoressa,mia figlia ha 16 anni e finora è sempre stata una ragazza piuttosto tranquilla. Si è impegnata a scuola, ascoltava ciò che le dicevo, ma da qualche mese è molto cambiata.Vuole uscire sempre di casa e tornare quando vuole lei, spesso anche all una di notte anche se viviamo in un paesino tranquillo. Non vuole più andare a scuola, anzi vorrebbe andare in un istituto professionale, dove crede che si studi di meno. Ha preso a fumare, ma la cosa peggiore è che non mi ascolta, dice che è grande e può decidere cosa fare della sua vita. Sta sbagliando, ma io non so come comportarmi: se sono severa ho paura che si allontani troppo da me e che potremmmo perdere il poco dialogo che ci è rimasto, se la lascio fare invece ho paura che mi pentirò un giorno di non essere
stata abbastaza severa. Le chiedo un consiglio se vorrà darmelo.

Grazie

Cara Daniela,

capisco la sua preoccupazione soprattutto capisco la difficoltà nel trovare un modo "giusto" per relazionarsi con sua figlia, una ragazza di 16 anni che sta affrontando uno dei momenti forse più difficili della crescita: l'adolescenza. Un momento di cambiamenti continui dove "il non so cosa voglio" è di casa. I cambiamenti spaventano tutti, anche noi adulti e spesso ci troviamo disorientati nell'affrontarli. L'adolescente, come sua figlia, è alla continua ricerca di una sua identità, perciò prova diverse strade all'interno delle quali può trovarsi a compiere dei gesti o ad assumere degli atteggiamenti nuovi, estranei (es. sua figlia ha iniziato ad uscire, a fumare etc). Questo credo che rispecchi, almeno
in parte, ciò che sua figlia sta vivendo.Tornando alla sua domanda "non so come mi devo comportare?", posso dirle che, nonostante non ci sia un modo giusto o sbagliato a prioridi comportarsi, la cosa importante è non giudicarla mai per quello che fa, ma cercare un modo per comprendere ciò che sua figlia sta vivendo (come sta? cosa pensa? come si sente?) senza venire meno però a quelle che sono le regole stabilite in famiglia che, se non rispettate, devono essere punite. In psicologia dello sviluppo si parla di "atteggiamenti educativi dei genitori": tra i diversi "stili", quello "democratico" risulta essere il migliore per affrontare la tematica adolescenziale. Lo stile democratico "non elude il controllo da parte del genitore, ma contemporaneamente favorisce un dialogo su questo controllo, non esprime solo dipendenza, ma anche la fiducia e la rassicurazione verso le prime incursioni dell'adolescente nella direzione di un mondo completamente separato ed indipendente dai genitori"(Fonzi, 2001).

Per qualsiasi dubbio, non esiti nel ricontattarmi.

Cari saluti,

Dott.ssa Sara Silvan

 

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.