Home Lifestyle Scrivi alla psicologa genitori/figli Mio figlio mi tratta come una sorella

Mio figlio mi tratta come una sorella

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Buon giorno dottoressa,

ho un bambino di 8 anni che mi tratta come se fossi sua sorella mi risponde in continuazione e se lo sgrido  mi picchia. Io non rispondo quasi mai con sculacciate ma a volte mi fa proprio perdere la pazienza e lo sculaccio ma senza ottenere risultati, anzi ottengo l’effetto contrario. Come posso fare a far sì che mi ascolti e non si comporti così con me? Vi ringrazio anticipatamente.

 

Risposta

Cara Signora,

sulla base di quanto mi scrive, credo che sia importante ridefinire i ruoli: lei è il genitore e come tale deve farsi rispettare da suo figlio. Il rispetto non passa attraverso punizioni, alzate di voce o sculacciate ma attraverso uno stile educativo “autorevole”: il genitore “autorevole” fornisce al bambino una cornice sicura di regole e valori basilari ai quali non si può transigere e li comunica in modo non autoritario ma cercando di far comprendere al figlio le conseguenze che il suo comportamento ha per se e per chi lo circonda.

Nella pratica ciò si traduce nello stabilire delle regole (poche, ma ferme) basilari che, se vengono meno, portano a delle conseguenze. Il genitore autorevole è anche colui in grado di esercitare l’arte del rimprovero che non deve assumere la forma di un escalation di grida a cui seguono delle punizioni, ma una semplice comunicazione ferma e decisa centrata sul fatto da rimproverare. Al rimprovero deve poi seguire un silenzio lapidario facendo entrare il messaggio in profondità in modo tale da permettere al bambino di analizzare le conseguenze del suo comportamento. Ad esempio, se il bambino continua a giocare con la playstation nonostante i richiami del genitore di smettere perché deve andare a letto, non serve urlargli togliendoli di mano il gioco ma utilizzare una comunicazione chiara, ferma e decisa sulla regola da rispettare. Nel caso di reazioni aggressive da parte sua (urla e botte), è utile continuare su questa linea senza interagire fisicamente con lui e, nei casi estremi, passare alla punizione che deve essere adeguata e consequenziale però alla regola infranta.

Sulla base di queste brevi considerazioni, credo che sia utile che cominci (come già ho sottolineato) a ridefinire il rapporto con suo figlio all’interno del quale ci sono dei ruoli e delle regole da rispettare.

Cari saluti,

Dott.ssa Sara Silvan

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Giornalista esperta nella produzione di contenuti per media cartacei e digitali. Su Melarossa scrivo per le sezioni Dieta, Nutrizione e Ricette.