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Mio figlio è nervoso

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Salve Dott.ssa,

Sono una mamma di due bambini uno di 2 anni e mezzo e l’altra di 8 mesi.

Le chiedo un consiglio perché nn riesco a capire l’atteggiamento di mio figlio grande.

È un periodo che è molto nervoso, urla di continuo anche senza motivo e poi si rattrista spesso…..non so come spiegarlo, è come se fosse sofferente .

Da premettere che da settembre va all’asilo nido ma nonostante siamo a dicembre nn si è ancora abituato.

Tutte le mattine fa storie poi una volta lì si rassegna , ma non vuole mai parlare dell’asilo .

Altro episodio strano è il rifiuto ad andare a fare la “cacca”, la trattiene per giorni ( lui ha tolto il pannolino da tanto tempo e non hai mai dato problemi)

Non so …è come se soffrisse di gelosia verso la sorellina e non accetta di andare all’asilo e lasciare lei con me .

Come dovrei comportarmi? Lo ritiro dall’asilo?

Grazie per la disponibilità.

 

Cara Milena,

da quanto mi scrive, suo figlio è in un momento particolare del suo sviluppo dove si trova a dover far fronte e grossi “scalini”: la nascita della sorellina e l’entrata all’asilo (e ciò che essa comporta, ossia, il distacco dalla madre).

Tappe evolutive normali, ma, se avvengono in maniera troppo “concentrata”, possono rischiare di destabilizzare l’equilibrio del bambino.

E questo credo che sia il suo caso espresso attraverso vari indicatori: innanzitutto uno stato di continuo nervosismo, il problema dell’andare all’asilo e il rifiuto di andare a fare la “cacca” (sintomi regressivo).

Per prima cosa, non credo che sia utile alla risoluzione della difficoltà di suo figlio, smettere di portarlo all’asilo: le difficoltà non si superano evitandole ma affrontandole.

Detto ciò, credo invece che sia importante procedere per gradi: suo figlio deve intanto “metabolizzare” il fatto che non è più figlio unico e che la mamma non è più tutta per sé.

A questo proposito le consiglierei di cercare di coinvolgerlo nelle attività quotidiane dedicate alla bimba in modo tale da fargli prendere maggior familiarità con la sorellina.

Dedicare inoltre degli spazio esclusivi (come li aveva prima) solo per lui.

Secondariamente (agendo sempre però in parallelo al punto precedente), occorrerà che aiuti suo figlio nel gestire la “separazione” da lei.

L’asilo è il primo contesto extrafamiliare con cui i bambini entrano in contatto: in quello spazio sono soli.

Il genitore (in quanto figura di riferimento), deve cercare di trasmettere al proprio figlio quel senso di sicurezza tale che gli permetta di uscire dal guscio familiare, certo che potrà rientrare ogni volta che si sentirà in difficoltà o che ne avrà bisogno e che la mamma e il babbo saranno sempre lì pronti ad accoglierlo.

Ciò non significa però, laddove ad esempio suo figlio si lamenta di non voler andare all’asilo, di assecondarlo ma di cercare di fargli capire che la mamma non lo vuole abbandonare ma che sarà presente al momento in cui uscirà e nel caso avesse un reale bisogno. Se vede poi che la difficoltà non viene superata, alternare i giorni in cui sta a casa e i giorni in cui va all’asilo in modo tale da accompagnarlo passo passo (questo però solo nel caso estremo).

Importante è non farsi prendere dall’ansia: vedrà che lentamente la situazione troverà un suo equilibrio.

Cari saluti,

Dott.ssa Sara Silvan

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.