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Mia figlia è insicura

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La nostra esperta genitori e figli risponde alla richiesta di una nostra utente sul perché sua figlia è molto nervosa.

Buongiorno dott.

Ho due figlie, la prima ha 13 anni e frequenta la 3 media e non mi da né problemi scolastici né problemi sociali, relaziona bene con tutti. La seconda ha 11 anni e frequenta la 1 media.

Quest’ultima è molto insicura e timida .. lamenta di tutto non riesce a relazionarsi e trova ovunque difetti .

Si stanca subito a scuola, riesce a prendere la sufficienza e si accontenta.

L’ho iscritta a pallavolo e a nuoto … niente, resta sempre chiusa e timida.

Lei è molto graziosa e tenera.

Non capisco cosa posso fare per lei, soffro per questo suo atteggiamento, essendo io una donna indipendente costretta a starle accanto per i compiti e il resto mettendo da parte il lavoro.

Ho provato a responsabilizzarla ma la situazione è solo peggiorata per questo ho dovuto scegliere di seguirla.

Secondo lei è la scelta giusta?

 

Cara Signora,

sua figlia si sta lentamente avvicinando alle porte dell’adolescenza, un periodo difficile sia per coloro che lo vivono, sia per le persone vicine: non si è più bambini ma non si è neppure adulti.

Si è adolescenti, alla ricerca di una propria identità.

In questo periodo il ruolo “educativo” ed “affettivo” del genitore risulta essere importante per aiutare l’adolescente nel superare le sue piccole/grandi “crisi verso la conquista di un proprio Sè: il modo in cui l’intera famiglia affronterà questa fase, sarà determinante per l’esito del percorso.

Sulla base di questa premessa, non credo che possa essere utile per sua figlia, “scegliere di seguirla” mettendo da parte anche lei stessa la sua vita da adulta in quanto ciò che credo abbia bisogno non è una madre “amica” sempre presente che sopperisca (cosa tra l’altro impossibile direi) alle relazioni mancanti con i propri pari, ma una madre che l’ accompagni in questo difficile percorso di crescita che sta attraversando senza sostituirsi a lei ma cercando di infonderle coraggio e fiducia nelle sue potenzialità comprendendo e accogliendo le sue difficoltà senza voler un “modello di figlia” che risponda a ciò che sarebbero le sue aspettative (ad esempio, nella pratica dello sport: a sua figlia, le piace fare sport o no? Come mai? Che cosa le piacerebbe fare?).

Nel caso in cui però dovesse continuare a vederla sempre più chiusa in sé e se ciò dovesse essere fonte di disagio per sua figlia, le consiglierei di farle fare un colloquio con uno psicologo che si occupa di adolescenti, in maniera tale che possa aiutare entrambi nel superare questo momento di difficoltà.

Cari saluti,

Dottssa Sara Silvan

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.