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Mattia ha 5 anni, mangia tutto purché i cibi siano frullati, cosa fare?

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Salve dottoressa,

cerco di essere stringata e le spiego il problema che ho con mio figlio Mattia di 5 anni, mangia tutto purché sia frullato e con pastina di piccolo formato. Di “solido” gli piace mangiare pizza, cracker, patatine, biscotti quindi a livello di masticazione è ok. Il problema è che quando gli si offre una semplice pasta (tipo penne) comincia ad agitarsi e dice che lui è ancora piccolo per mangiare cosi e quindi piange e si alza da tavola. Nonostante in parte non si nutra come un bimbo della sua età, peso ed altezza sono nella norma. Abbiamo provato anche con la scuola ma nulla …per noi diventa un disagio soprattutto quando andiamo fuori ed il suo pasto può essere solo la pizza anziché un bel piatto di pasta. Il suo pediatra ci ha sempre sconsigliato di insistere perché poi si sbloccherà da solo ed io ci credo e mi fido delle sue parole, ma a volte sentire più pareri è meglio. Che altro dire, Mattia è un bimbo socievole simpatico ma è piuttosto sensibile, con la sorellina di 18 mesi (con cui non ho nessun problema di alimentazione anzi …) ha un ottimo rapporto e nonostante veda mangiare la sorella come noi pur essendo più piccola, lui non si convince. Cosa possiamo fare …veramente si sbloccherà da solo oppure dobbiamo intervenire? La ringrazio della sua attenzione, Patrizia.

 

Risposta

Cara Patrizia,

capisco il suo disagio per le abitudini alimentari di suo figlio che, considerando l’età, dovrebbe essere abituato ormai a mangiare un po’ di tutto. Nonostante ciò, credo ogni bambino abbia il proprio percorso e che quindi non si possa paragonare agli altri: ognuno ha i propri tempi e le proprie modalità per affrontare le diverse tappe dello sviluppo.  Leggendo però mi colpisce una frase che le riporto “lui dice che è ancora piccolo per mangiare cosi”. Se ci soffermiamo su questa frase, mi viene alla mente l’ipotesi che forse sotto al rifiuto di mangiare “cose da grandi” (come per lui è la pasta), ci sia un rifiuto nel crescere oppure, considerando la presenza della sorella più piccola, un voler essere il più simile a lei, ossia, essere ancora piccolo. Come le ho già detto, prenda questa solo come un’ipotesi che mi sono permessa di avanzarle sulla base di ciò che ha scritto.

Sono d’accordo con il suo pediatra nell’affermare che molto probabilmente si sbloccherà da solo (ognuno ha i suoi tempi!) e che sia importante non forzarlo ma credo che sia altrettanto importante stimolarlo nel fargli vedere che coloro che mangiano la pasta ad esempio, non sono solo i “grandi” ma anche i bambini (ad esempio quelli che incontra all’asilo). Cercherei cioè di approfondire il significato che ha per suo figlio la frase che le ho riportato affinché possa essere aiutato nel superare questo “blocco”. Se necessario, non escluderei l’ipotesi di fare un colloquio di consulenza con uno psicologo che si occupa di età evolutiva.

Cari saluti,

Dott.ssa Sara Silvan

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