Home Lifestyle Scrivi alla psicologa genitori/figli Difficoltà di dialogo col figlio

Difficoltà di dialogo col figlio

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Cara dott.ssa, le scrivo da mamma molto preoccupata, mio figlio 14enne, frequenta il primo anno di un istituto tecnico scelto da lui e sembrava molto convinto di ciò. I primi mesi sembrava andasse abbastanza bene trovando però difficoltà in alcune materie, ho cercato di rassicurarlo visto che sono cose completamente nuove per lui (chimica, diritto…), poco dopo il suo interesse è andato scemando chiudendo il primo quadrimestre con molti insufficienti (più di quanti lui si aspettasse), ora mi dice che questa scuola non gli piace e tanto meno i compagni e gli insegnanti, che a suo dire “non spiegano”, ha anche iniziato a mentire spudoratamente e a tenere nascoste molte cose. Non vuole assolutamente essere aiutato da nessuno, infatti quando suo fratello maggiore cerca di spiegargli qualcosa, si agita e lo manda via in malo modo. Ho provato tante volte a parlare ma sembra disinteressato a tutto. Fa tanti progetti ma non inizia nulla. Non so più come devo comportarmi anche perché siamo sempre star molto in sintonia e parlavamo di tutto.
Grazie

Cara Signora,
capisco la sua preoccupazione: non è facile stare al passo di un figlio “adolescente”. L’adolescenza è un periodo di transizione dove non si è più bambini ma neppure adulti: si è adolescenti. Ciò significa vivere nelle contraddizioni che tale momento comporta alla ricerca di una propria identità.
E’ questo il momento in cui si comincia a scegliere (oppure, si preferisce non scegliere per paura) e a scontrarsi con le conseguenze che tale scelte comportano, spesso diverse da quelle attese, dalle quali si può venire delusi. Da qui la perdita di quell’entusiasmo manifestato all’inizio. Credo che suo figlio sia proprio in questa fase.
Ciò che potrebbe fare per aiutarlo, è cercare di instaurare con lui un dialogo, diverso però da quello solito: dovrebbe cioè riuscire ad entrare in una “nuova” sintonia con quello che sta vivendo adesso suo figlio, con le sue difficoltà (a questo proposito potrebbe esserle utile ricordarsi come lei ha affrontato le difficoltà nell’adolescenza) tollerando ed andando oltre anche ai suoi “no”. Non si scoraggi se lui si chiude oppure se non vuole parlarle. Continui a provare. Cerchi inoltre di stimolarlo aiutandolo nel capire cose gli piacerebbe davvero fare. Ad esempio: rispetto alla scelta della scuola, domandargli se gli piace l’indirizzo scelto oppure crede di aver sbagliato e quindi gli piace qualcos’altro per cui vorrebbe cambiare; vorrebbe cambiare perché non gli piace la scuola oppure perché ha molte insufficienze o perché ha difficoltà nel relazionarsi in classe?
Un aspetto importante inoltre da sottolineare (in termini educativi) è quello di dargli un messaggio chiaro: laddove sceglie (qualsiasi tipo di scelta, da quelle piccole es. fare sport, a quelle più importanti), deve portare avanti la scelta fatta e non abbattersi alle prime difficoltà. È proprio dagli insuccessi che s’impara e si cresce.
Cari saluti,
Dott.ssa Sara Silvan

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.