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Bambina e maestra

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Gent.ma dottoressa,
la mia bambina di tre anni ha cominciato quest'anno la scuola materna. Premetto che viviamo a Malaga, in Spagna.
Da qualche giorno si rifiuta di andare a scuola perché sostiene di aver paura di essere messa in castigo dalla sua maestra. Mi ha anche raccontato di avere ricevuto degli schiaffi sulla testa e di essere stata chiamata "tonta" dall'insegnante. La bambina è impaurita e mi ha chiesto esplicitamente di parlare con la maestra :"Mamma, devi dire alla maestra di non darmi gli schiaffi", mi ha detto. Come potrà immaginare sono rimasta molto turbata dalle affermazioni della bambina e oggi stesso avrò un colloquio con l'insegnante. Ho cercato di parlare a lungo con la bambina per capire cosa sente e l'ho rassicurata dicendole che avrei parlato con la maestra. La questione è piuttosto delicata... Vorrei chiederle un consiglio su come agire nel bene della piccola, per capire se è possibile che la bambina stia ingrandendo la cosa perché preferisce rimanere a casa con la mamma. E come affrontare il tema con la maestra senza che ci siano ripercussioni sulla bambina.
La ringrazio con anticipo, Celeste.

Cara Celeste,

capisco perfettamente il suo turbamento di fronte alle affermazioni di sua figlia.  In generale, il rifiuto della scuola può essere legato ad esperienze negative che il bambino vive, o teme di vivere nei due ambienti in cui si trova inserito, casa e scuola.  Nella maggior parte dei casi non si tratta di un capriccio, ma di un segno di qualche disagio che il bambino  sta cercando di comunicare. Il primo passo importante, è quello di cercare di capire la causa del suo malessere. Per capire, è necessario parlare con il bambino e osservarlo nei diversi contesti.

Nel suo caso, credo che sia opportuno innanzitutto cercare il modo di verificare cosa sia realmente successo a scuola. Penso che parlare con l'insegnante sia giusto in quanto l'evento riportato dalla bambina è successo all'interno del contesto scolastico. Parlare con l'insegnante non significa però "accusarla": durante l'incontro credo che sia importante che le faccia capire il motivo per cui ha chiesto di vederla, ossia che la bambina ha riportato un disagio (e rimarrei sul vago a questo proposito proprio per non riportare la versione della bambina, almeno inizialmente) nel rapporto con l'insegnante, e che vorrebbe capire con lei l'origine del motivo per cui la bambina non vuole più andare a scuola.

Successivamente, sulla base di quanto è emerso dal confronto con l'insegnante, potrà farsi delle ipotesi un po' più chiare per capire la cause del malessere di sua figlia. Se si rende conto che sua figlia, come lei stessa  ha ipotizzato, ha ingrandito la cosa perché vuole rimanere a casa con la mamma, credo che sia opportuno chiedersi, attraverso anche un dialogo con sua figlia, qual' è la difficoltà della bambina nell'allontanarsi da casa e soprattutto come vive il distacco da lei.  Una della possibili cause alla base del rifiuto di andare a scuola, è legata alla paura del bambino di essere abbandonato dai propri genitori (in psicologia si parla di "ansia da separazione").

Solo dopo aver colto la/le cause alla base del disagio manifestato dalla bambina, potrà aiutarla concretamente. In tutta questa situazione, le sue "armi" migliori, saranno: pazienza, amore e sensibilità.

Cari saluti,

Dott.ssa Sara Silvan

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.