Home Lifestyle Genitori e Figli Suo figlio è svogliato. No, è dislessico

Suo figlio è svogliato. No, è dislessico

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Per tanti anni i genitori di bambini dislessici hanno sentito attribuire le difficoltà di apprendimento alla svogliatezza del proprio figlio. “Non si applica!”, “Non ha voglia di studiare “Sarebbe anche un bambino intelligente, ma si distrae continuamente, è lento nella lettura e la matematica proprio non gli entra in testa!”: frasi ricorrenti capaci di scatenare frustrazione nei genitori come nei bambini,  ma anche una serie di meccanismi basati sulla punizione/obbligo che possono rendere la scuola e i compiti ancora più difficili e insopportabili. O, nel migliore dei casi, di far sorgere un dubbio nei genitori: si potrebbe trattare di dislessia? Come fare a riconoscerla? Gli informati sull’argomento non sono tantissimi, ma il testo della nuova legge approvata nel 2010, la n°170 dell’8 settembre per esattezza, aiuta, visto che definisce e riconosce i disturbi dell’apprendimento, garantisce la formazione di insegnanti e dirigenti scolastici, e fornisce strumenti e provvedimenti compensativi e dispensativi di cui gli studenti dislessici, dalla scuola elementare sino all’Università, potranno usufruire.
Un bambino dislessico o disgrafico o discalculico ha problemi nella lettura, lenta e scorretta (inverte i numeri, scambia le lettere, sillaba le parole), ha difficoltà a comprendere bene i testi, si stanca velocemente e non riesce a stare attento e concentrato a lungo. In più può avere difficoltà nello scrivere e nel calcolo scritto, ma anche ad esprimere verbalmente ciò che pensa e nelle abilità motorie. Certo un genitore può soltanto osservare il proprio figlio e rilevare delle disfunzioni, ma per avere la certezza può rivolgersi ad esperti, psicologi o neuropsicologi, capaci di diagnosticare l’esistenza o meno di questi disturbi già dal secondo anno di scuola elementare.  Una volta avuta la conferma, non può ignorare il problema, ma con il supporto degli insegnanti del bambino e un programma riabilitativo indicato dallo stesso esperto o da un centro specializzato, potrà aiutare il proprio figlio a superare le sue difficoltà, mettendolo al riparo dalle conseguenze psicologiche che la dislessia porta con sé: demotivazione e scarsa autostima.

Luisa Carretti

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