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Sopravvivere al caos con ironia

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sopravvivere al caos con ironia

È la Elasti mamma più famosa della rete. Ironica e divertente, Claudia De Lillo si racconta.

Nonsolomamma.com è ormai un punto di riferimento per noi mamme: una parentesi giornaliera di svago, di puro relax, ma soprattutto un luogo in cui ognuna può riconoscere le proprie imperfezioni, il caos familiare, le piccole pene e la grande felicità di veder crescere i propri figli e scoprirne le personalità. Elastigirl, al secolo Claudia De Lillo, giornalista finanziaria e mamma di tre bimbi, è l’autrice di questo blog dallo stile ironico e arguto.

Da anni ormai curi un blog seguitissimo. Da cosa nasce l’idea di raccontarsi in un blog? Come ci si  sente ad essere considerata da tante mamme un punto di riferimento?
Il blog è nato quasi sei anni fa, quando sono rientrata dalla seconda maternità al mio lavoro di giornalista finanziaria. Ero inquieta e non sapevo bene cosa avrei fatto da grande. Decisi di provare a misurarmi con una scrittura diversa rispetto a quella a cui ero abituata. E decisi di provare a raccontare cose diverse dalla finanza. Così aprii il blog e ci misi dentro la mia vita di mamma di, allora, due bambini che si destreggia tra famiglia e lavoro.

Scelsi la chiave dell’ironia perché era quella più vicina a me e perché pensai che raccontare una quotidianità complessa ridendoci sopra fosse più efficace. Non mi sono mai considerata un punto di riferimento. Ho solo deciso di condividere il mio mondo e la mia condivisione ha creato un circolo virtuoso di confronto, una comunità di simili che hanno a che fare con situazioni simili e con stati d’animo spesso simili.

Tre figli, un lavoro, il blog e un marito part-time vogliono dire tanta energia e grande capacità di organizzazione. Qual è il tuo segreto?
Non ho segreti purtroppo. E infatti sono perennemente devastata e stravolta. Ti dico solo che ieri, ero in ufficio, e mi ha telefonato una mamma davanti alla scuola di mio figlio grande per dirmi che non c’era nessuno a prenderlo. Avevo dimenticato lui alle elementari e i suoi due fratelli all’asilo. Ti sembra che una che fa disastri simili abbia segreti? Piuttosto ne avrebbe un gran bisogno, e non solo di quelli!

Come vivono i tuoi figli la presenza intermittente del padre?
Mio marito lavora a Londra, dove passa parte della settimana. Come coppia e come genitori ci chiediamo spesso quali conseguenze abbia questo ménage insolito sulla nostra famiglia. Sarà che i nostri figli hanno vissuto questa situazione da quando sono nati e per loro è la normalità, ma devo dire che sono molto sereni e non hanno mai fatto barricate per impedire al padre di partire. Mio marito poi, quando c’è, è un padre molto presente e un casalingo molto migliore di me.

Come fai a gestire i momenti di crisi?
Come tutti. Stringendo i denti, chiedendo aiuto alle amiche, pensando che poi passano. E cercando di non prendermi mai troppo sul serio.

Il caos e l’imperfezione possono essere l’anticamera della felicità?

Più che il caos e l’imperfezione, l’anticamera della felicità è la consapevolezza di nuotare nel caos e nell’imperfezione. Dobbiamo rassegnarci ai nostri buchi neri e imparare a conviverci. Dobbiamo anche avere ben presente che, nonostante non tutte lo ammettano, siamo nella stessa barca, tutte, ma proprio tutte, imperfette e aggrovigliate.

Tre figli vogliono dire anche tre caratteri e tre personalità diverse. Come fa una mamma ad intuire le differenze, valorizzarle e a stabilire con ognuno un rapporto diverso?
Come ci poniamo nei confronti di persone diverse in modi diversi – e lo facciamo istintivamente – così ci si pone in modo diverso nei confronti di ognuno dei propri figli, naturalmente. Le differenze tra fratelli sono lampanti fin da piccolissimi e adeguarsi non è complicato. Quello che invece è più difficile ma fondamentale è evitare di imprigionare i figli in categorie che finiscono per tarpare loro le ali.
Per esempio, a casa nostra, il grande è riflessivo e molto coscienzioso, il medio è un anarchico matto, il piccolo, che ancora sta prendendo forma, è sempre contento ma prepotente. Il rischio è farne delle macchinette e non consentire loro di cambiare, di scambiarsi i ruoli, di sorprenderti e sorprendersi.

Come ti vedono i tuoi figli?
Forse dovresti chiederlo a loro. Quando siamo insieme, mio marito e io scherziamo dicendo che lui è il poliziotto cattivo e io il buono. Certamente io sono più chioccia e meno impositiva di lui, ma quando sono da sola, e capita spesso, tocca fare a me il poliziotto cattivo. Posso dire che mi diverto molto con i miei figli e insieme ridiamo parecchio. Però a volte urlo, mi infurio, punisco. Perché è necessario farsi rispettare e far passare il messaggio che il capo è la mamma, almeno per qualche anno ancora.

Luisa Carretti

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