Home Lifestyle Genitori e Figli Se non indossi una small resti fuori!

Se non indossi una small resti fuori!

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Chi conosce la marca di abbigliamento statunitense per ragazzi Abercrombie & Fitch sa bene che è quasi impossibile trovare un capo taglia 44 sugli scaffali dei loro negozi … L’unica soluzione per una teenager taglia XL che desidera una felpa del noto brand è puntare su capi maschili …

MA PERCHE’?

Stando a quanto riportato dall’autore Robin Lewis nel suo libro «The New Rules of Retail», ossia «Le nuove regole della vendita al dettaglio», Mike Jeffries, attuale presidente e amministratore delegato del brand, «vuole vedere solo persone magre e belle nei suoi negozi», rinunciando così alle taglie più grandi.

Dichiarazione sconcertante per tanti, per alcuni addirittura “discriminatoria”.

Di certo il credo “abercrombiano” del sex appeal, ossia la forma fisica perfetta che si traduce nel concetto di cool (“figo”), non solo fredda ogni ipotesi di accettazione delle proprie forme ma inculca, soprattutto nelle giovani generazioni, una filosofia dell’apparenza ben più pericolosa!

Forse si tratta di una polemica tutta americana, dove il tasso di obesità, anche infantile, raggiunge livelli sconcertanti. E dunque ci si potrebbe chiedere se l’obiettivo non sia piuttosto quello di risvegliare provocatoriamente le coscienze verso una vita più sana fatta anche di esercizio fisico.

Mentre altri colossi di abbigliamento muovono i primi passi verso una moda più rispettosa del genere umano, vedi H&M e Asos, la scelta di Abrecrombie appare comunque estremista: anche quando giustifica la produzione della taglia XXL solo per “maschi”, sportivi e palestrati … che per esporre i pettorali non hanno neanche bisogno della maglia…

Una volta si diceva di lasciare fuori il cane … fa paura pensare che, al di là di logiche aziendali poco condivisibili, non sia gradito l’ingresso a chi indossa una Large!

Emanuela Maria Mafrolla

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Sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. All'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.