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Paura di andare a scuola, che fare?

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cosa fare se il tuo bambino non vuole andare a scuola

Tuo figlio a scuola proprio non ci vuole andare e tu non sai come fargli cambiare idea. È un problema frequente tra bambini e ragazzini dai 3 fino ai 10 anni: le ragioni te le spiega Sara Silvan, psicologa: “Il rifiuto della scuola può essere legato ad esperienze negative che il bambino vive, o teme di vivere, nei due ambienti in cui si trova inserito, casa e scuola, dove possono essere coinvolte figure diverse insegnanti, compagni, genitori.”

Ogni mattina ti ritrovi di fronte a due opzioni: assecondarlo o obbligarlo ad andare a scuola. “Entrambi i comportamenti sarebbero da evitare” specifica Sara Silvan. “Ciò di cui ha bisogno è essere ascoltato e compreso nel suo disagio. Nella maggior parte dei casi non si tratta di un capriccio, ma di un segno di qualche disagio che sta cercando di comunicare.”

La strategia migliore è osservare, capire la causa del suo malessere ed aiutarlo.

Se la causa è la scuola

Il rifiuto di tuo figlio può essere legato a quattro eventi abbastanza comuni a scuola:

  • ha difficoltà, si stanca subito, fa fatica a stare al passo con gli altri. In questi casi devi accertarti che non ci sia un problema di apprendimento non diagnosticato come la dislessia o disgrafia;
  • soffre d'ansia, teme i giudizi negativi o i rimproveri severi da parte di insegnanti e genitori per il suo rendimento scolastico;
  • ha vissuto esperienze di esclusione, umiliazione, conflitti o prepotenze da parte di altri compagni.

Se la causa è la famiglia

Spesso però l’origine del problema non è la scuola, ma può essere legata al contesto familiare:

  • può desiderare di rimanere a casa, luogo in cui si sente sicuro, perché non vuole allontanarsi dai genitori o per la paura di essere abbandonato da loro (ansia di separazione);
  • ha vissuto eventi stressanti in famiglia, come la malattia di un parente, la separazione dei genitori, relazioni conflittuali. In questi casi il bimbo percepisce la casa come non sicura, ha paura di rientrare e non ritrovare le cose come le aveva lasciate, perciò non vuole andare a scuola per controllare la situazione;
  • ha vissuto lunghi periodi di malattia e quindi è molto difficile per lui riabituarsi alla routine scolastica.

Come aiutarlo: il suo benessere prima di tutto

Gli ingredienti fondamentali in questa situazione sono amore, sensibilità e pazienza. Non vale il principio “tanto si sistema da solo”, trascinare nel tempo il suo disagio può voler dire compromettere il suo rapporto con la scuola.

“Parla con calma con lui: cerca di fargli raccontare come si sente in generale, quando si sente bene e quanto si sente male,  i suoi timori. E' il primo passo per capire i motivi alla base del suo disagio”, consiglia la psicologa. In questo modo sentirà che vuoi aiutarlo, senza drammatizzare troppo o sminuire la sua fatica, facendolo sentire in colpa. L'attenzione non deve focalizzarsi sull'andare a scuola, ma piuttosto sul suo benessere.

Il secondo passo è osservare come vive in ogni contesto e parlare con le maestre per capire cosa succede a scuola. Se lo credi necessario puoi rivolgerti ad uno specialista.

5 strategie per aiutare tuo figlio a vivere la scuola senza traumi

  • I suoi compagni, amichetti anche fuori dalla scuola: favorire la socializzazione con i suoi compagni può essere un modo per aiutarlo a creare una rete di relazioni che gli faranno vivere la scuola in modo più sereno
  • Valorizza gli aspetti positivi: la mattina, prima di andare a scuola, fagli raccontare quali attività sono previste dando valore ad esse, considerando anche i gusti del bambino. Se ad esempio tuo figlio adora la musica, motivalo e stimolalo nei confronti di quella materia. In questo modo percepirà la scuola come un luogo in cui si fanno nuove esperienze.
  • Insegnagli a rispettare le regole: uno dei possibili problemi può essere legato alla difficoltà da parte del bambino di rispettare le regole valide per tutti. Per abituarlo, inizia da casa: stabilisci delle regole e chiedigli di rispettarle senza scendere a compromessi. Sarà più facile per lui farlo a scuola.
  • Sostieni la sua autostima: non pretendere troppo da lui: si sentirebbe inadeguato e inutilmente stressato. Cerca di avere aspettative coerenti con la sua età e le sue capacità. In questo modo lo aiuterai a sviluppare senso di autoefficacia e di autostima e non avrà più timore dei giudizi a scuola.
  • Permettigli di sbagliare: un altro compito importante del genitore è dare la possibilità al bambino di “permettersi” di sbagliare: è proprio dagli errori che s'impara di più! La scuola non è solo un luogo di apprendimento ma un luogo di vita dove il bambino fa esperienze che si tramuteranno in importanti occasioni di crescita per lui.

Luisa Carretti

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