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Mio figlio, vegetariano come me

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Molte di noi mamme, almeno una volta, ci siamo chieste quale sia il regime alimentare più corretto per i nostri figli.  Con il nostro nutrizionista Luca Piretta abbiamo voluto capire vantaggi e svantaggi di una delle diete possibili, quella vegetariana.

Secondo un’organizzazione medica no profit americana, il Physicians Committee for responsible Medicine, una dieta vegetariana seguita sin dall’infanzia diminuisce il rischio di malattie come l’ipertensione, il colesterolo, cancro ma anche l’obesità. Qual è la sua opinione?
La diatriba tra dieta vegetariana e dieta onnicomprensiva è antica e sicuramente troverà sempre sostenitori e oppositori. Non commento la questione filosofica della scelta, perché riguarda aspetti personali ed etici del singolo individuo, ma dal punto di vista nutrizionale è importante cercare di essere obiettivi.
Gli unici studi che hanno analizzato in modo ampio e metodologicamente corretto i benefici in termini di riduzione del rischio cardiovascolare, tumorale e di prevenzione di alcune malattie neurologiche sono quelli che riguardano la dieta mediterranea messa a confronto con altri regimi alimentari ricchi in carne. La dieta mediterranea è una dieta prevalentemente vegetariana in quanto prevede un regime alimentare basato sul consumo di prodotti di origine vegetale e meno di origine animale, cosa che è contemplata anche dalla dieta latto-ovo-vegetariana. Il fatto che la dieta mediterranea aggiunga una ridotta proporzione di carne e pesce non determina un aumentato rischio di malattia cardiovascolare e tumore, anche perché i dati scientifici hanno confermato ripetutamente come il pesce aiuta a diminuire il rischio di queste malattie mentre un parsimonioso apporto di carne rossa mette al riparo da alcune carenze come la vitamina B12, gli omega 3, il ferro, il selenio e lo zinco e a proteine di elevata quantità. Se si mette a confronto una dieta vegetariana con una dieta ricca in carne si può concludere che la prima abbassi il rischio di malattie cardiovascolari e tumorali, ma non certo se messa a confronto con una dieta mediterranea che non richiede a sua volta l’integrazione delle sostanze sopra citate spesso necessaria nei regimi vegetariani.  Per quanto riguarda l’obesità, un vegetariano può diventarlo se mangia un eccesso di pane, pasta, olio e formaggi in rapporto ad una scarsa attività fisica, così come può capitare anche a un individuo che segue la dieta mediterranea.

Sempre la stessa organizzazione consiglia di escludere le proteine animali dalla dieta dei bambini, introducendo tutti i tipi di cereali, tutte gli ortaggi e le verdure esistenti, legumi e frutta e fornendo esempi di menù giornalieri da seguire a seconda delle diverse età. Crede che in questo modo i nostri figli possano ingerire tutti i nutrienti necessari alla crescita?
Se si escludono tutte le proteine di origine animale allora non parliamo più di dieta vegetariana, ma della ben più rischiosa dieta vegana. In questo caso il vantaggio di abbassare il rischio cardiovascolare e tumorale viene neutralizzato dal maggior rischio carenziale di proteine, oligominerali, grassi omega 3, e vitamina B12, particolarmente pericoloso in un bambino che ha maggiori necessità nutrizionali. Questo rischio si può in parte ridurre solo in persone molto informate e documentate e che devono effettuare capriole alimentari con effetti collaterali a volte notevoli (meteorismo, dolori addominali, disturbi dell’alvo intestinale) per ridurlo al minimo, senza contare i disturbi psicologici che tali privazioni non necessarie possono arrecare ad un bambino.

Le proteine animali sono veramente necessarie? Come fare a sostituirle?
Le proteine animali non sono insostituibili. Sebbene le proteine vegetali siano composte da aminoacidi che non soddisfano le richieste del nostro organismo, con  una abile e sapiente combinazione si può sopperire a questa mancata completezza. Ma questo non sempre è possibile perché l’equivalente proteico in termini quantitativi e qualitativi delle proteine vegetali è spesso mal tollerato dal nostro organismo. Mangiare ogni tanto carne e pesce rende la completezza nutrizionale più facile e accessibile alla totalità della popolazione, compresi coloro che per motivi di conoscenza, di tempo o di interesse non possono acquisire le nozioni adeguate a prevenire le potenziali carenze che un regime vegetariano improvvisato può arrecare.

Quali sono i rischi di una dieta vegetariana a suo avviso?  Quali i vantaggi?
I rischi possono solo riguardare le carenze di cui abbiamo parlato, che a loro volta possono determinare potenziali anemie o anche malattie del tubo neurale per cattivo utilizzo dei folati.

A volte il vegetarianesimo si manifesta nella sua forma più radicale, cioé nel veganismo che nega anche il consumo di latte, latticini, uova e derivati. Crede che sia compatibile una tale scelta con le necessità nutrizionali di un bambino?
Direi che il rischio in questo caso aumenta enormemente senza aver nessun vantaggio rispetto alla dieta vegetariana o mediterranea.

In una dieta non vegetariana quante volte alla settimana un bimbo dovrebbe mangiare la carne? Bisogna preferire carni rosse o bianche?
Un bambino dovrebbe mangiare almeno tre volte a settimana la carne rossa, e negli altri pasti dovrebbero presenti le carni bianche e il pesce prima di tutte. Ricordo che in ogni caso i vegetali dovrebbero essere presenti in 5 portate giornaliere tra frutta e verdura, e i cereali almeno una volta al giorno, variandoli il più possibile.

Luisa Carretti

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