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Mia figlia è anoressica

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cause e suggerimenti sull'anoressia

L’anoressia nervosa, cioè il rifiuto del cibo e l’ossessiva paura di ingrassare, è uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare che coinvolge sempre più adolescenti.

Un problema reale le cui cause vanno ricercate non soltanto nei modelli imposti dalla cultura occidentale, ma anche nelle relazioni familiari e nella personalità stessa di chi cade vittima di questa malattia. Ne parliamo con Sara Silvan, psicologa che si occupa di disturbi del comportamenti alimentare nei bambini e negli adolescenti.

A che età si può manifestare l’anoressia?
L’anoressia nervosa generalmente si manifesta in adolescenza, quindi verso i 15 o i 16 anni, ma purtroppo l’età si sta abbassando. Si incontrano bambini, ma soprattutto bambine, che già dalle elementari manifestano molti dei sintomi dell’anoressia.

Quali sono le cause?
Non è facile individuare una causa specifica. È meglio parlare di fattori di rischio, cioé fattori che possono aumentare la probabilità che una persona si ammali di anoressia

Puoi elencarci i fattori principali?
Ci sono alcune caratteristiche individuali come il perfezionismo, tratti ossessivi, incapacità di gestire la frustrazione, una bassa autostima ed un’estrema sensibilità al giudizio. A queste si aggiungono caratteristiche familiari, come l’appartenere a famiglie più conflittuali con una madre iperprotettiva e un padre assente. Non significa però che loro siano la “causa” dell’anoressia, ma possono svolgere un ruolo di rilievo nell’andamento della malattia e soprattutto nel trattamento proposto. Si aggiungono poi caratteristiche culturali che mitizzano la magrezza come sinonimo di bellezza.

Quanto incidono i comportamenti alimentari dei genitori?
Il più delle volte anche i genitori di anoressici, soprattutto le mamme, hanno o hanno avuto un rapporto difficile con il cibo.

Seguire una dieta può condurre all’anoressia?
Questa malattia nasce in adolescenza, perché i cambiamenti del corpo, tanto evidenti, possono  convincere le ragazzine a intraprendere una dieta. Certamente non tutte diventano anoressiche, ma esiste un rischio, se si fanno sfuggire il controllo, trasformando la dieta, i chili di troppo e cosa mangiare in un’ossessione.

Quali sono i campanelli d’allarme?
Sono principalmente cinque: la richiesta di seguire una dieta; il fatto di passare tante ore controllando la quantità di cibo, fino a farlo diventare una vera a propria ossessione; vedersi grassa, ripetendo continuamente “Mi sento grassa” e scegliere di diminuire progressivamente le calorie ingerite; il graduale isolamento sociale, la rinuncia a cene o feste; un umore tendenzialmente “triste”.

Come cambia la psicologia di una persona che diventa anoressica?
La maggior parte delle persone si identificano nell’anoressia, associano la loro identità alla malattia e il lavoro dello psicologo è molto difficile, proprio perché deve dare loro la possibilità di raccontarsi in una modalità diversa dalla definizione “sono anoressica”.

E il rapporto con lo specchio?
Continuano a vedersi grasse, quando in realtà sono magrissime.

Che tipo di reazione hanno quando si parla di cibo o se viene offerto loro cibo?
Di solito sono molto esperte di cucina e bravissime nel cucinare anche se poi quello che cucinano lo lasciano mangiare agli altri.
La loro “strategia” è quella di far vedere agli altri che sono persone senza difficoltà con il cibo,  quando invece l’obiettivo è quello di mangiare sempre meno. Per questo, alcune fanno finta di mangiare, spezzettando e nascondendo il cibo, altre, nel momento in cui sono a tavola, si alzano e vanno in bagno a vomitare, per poi ritornare e continuare a mangiare.

Come dovrebbe intervenire un genitore?
Queste ragazze non hanno fame di cibo, ma per lo più hanno fame di amore, di affetto e di calore che forse non sono riuscite mai a trovare. Il genitore deve osservare la propria figlia per capire cosa le sta succedendo a livello emotivo, evitando di focalizzare l’attenzione sul cibo e chiedendole “come sta?” invece di “quanto hai mangiato oggi?”. Più, infatti, si concentra sul loro rapporto, più la strada è giusta per aiutarla ad uscire dall’anoressia.

E gli amici?
Hanno un ruolo difficile. Chi ha questo disagio non ne parla o lo fa raramente. Le amiche possono provare a confrontarsi direttamente con la persona, cercando di entrare nel suo vissuto, piuttosto che fare commenti sull’aspetto fisico.

Luisa Carretti

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