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Mamma + foodblogger = felicità

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i racconti di una mamma foodblogger

Come fa una food blogger di successo a restare prima di tutto mamma? Angela de Marco si racconta

Angela De Marco, blogger e cuoca per passione si è trovata a quarant’anni a reinventare la sua vita dopo che, nonostante dieci anni di precariato nella scuola superiore, la riforma Gelmini le ha fatto perdere il lavoro. Ma non si è persa d’animo e lei, moglie e madre di tre figli, ha trovato in laricettadellafelicita.blogspot.it, blog che cura ormai da anni, la sua personale ricetta della felicità.

Quando nasce l’avventura del blog? Cosa ti ha spinto a crearlo?
Il blog nasce una sera di novembre del 2010…Era quasi mezzanotte e mio marito non era ancora rientrato da una cena di lavoro così, per ingannare l’attesa girovagavo su internet fino a che, spulciando ricette qua e là, ho preso il coraggio a due mani e alle 00.30 “La ricetta della felicità” era on-line. In realtà l’idea del blog era dentro di me da tempo. Dovevo solo trovare quel pizzico di incoscienza che mi spingesse a 40 anni a imbarcarmi in una nuova avventura.

Dopo aver perso il lavoro, la cucina è diventata la mia terapia “antidepressiva”, un luogo dove poter mettere a frutto la mia creatività. E così da Angela sono diventata Fujiko: la passione si è trasformata in impegno quotidiano, ricerca e cura dei particolari, cibi freddi da mangiare a pranzo e a cena. La cucina, la fotografia e scrivere i miei pensieri sono diventati la mia terapia d’urto alla quotidianità.

Come riesci a conciliare il tuo impegno di blogger con la maternità?
Non è semplice. Avere l’ispirazione, cucinare la ricetta, fotografarla e scrivere un post ti portano via molto tempo, è innegabile. Solitamente cucino e fotografo di mattina, quando i miei figli sono a scuola, o raramente subito dopo pranzo (…se si tratta di ricette salate che magari sono state il nostro pranzo), quindi mi dedico ai bimbi e intanto scrivo qualche riga del post. Spesso prima di finire un post sono costretta a interrompere 5-6 volte, per accompagnare i bimbi a fare sport, o teatro o catechismo. È rarissimo che scriva la sera. È l’unico momento in cui ci possiamo rilassare tutti insieme.

Sul tuo blog proponi molte ricette per cui hai ottenuto più volte riconoscimenti. Da cosa nasce il tuo amore per la cucina? La celiachia che ruolo ha avuto nel tuo rapporto con il cibo?
Da sempre sono stata una buona forchetta. Mia madre è sempre stata una cuoca favolosa, ma anche una donna che lavorava 18 ore al giorno, per cui i piatti importanti erano riservati solo ai giorni di festa e alle domeniche. L’amore per l’ “atto di cucinare” è una scoperta che risale a circa un anno prima del blog. Avere del tempo libero a mia disposizione, non avendo più un lavoro, mi ha permesso di approfondire, cercare, inventare in cucina per esprimermi anche attraverso i piatti.

Quali difficoltà vive un celiaco? Sulla base della tua esperienza, quali consigli puoi dare?
La principale difficoltà per un celiaco è il fatto di non potere ritrovare a tavola quei sapori e consistenze che la sua memoria sensoriale in qualche modo custodisce e  ricerca in ciò che mangia (specie in chi celiaco ha scoperto di esserlo in età adulta…).  Ma anche la consapevolezza di doversi sentire diverso  per un’alimentazione apposita che a lungo rischia di logorare emotivamente.

Almeno, queste sono le difficoltà che io ho vissuto per molto tempo. Grazie al blog invece ho scoperto un mondo di sapori che non credevo ormai più possibile gustare… Ho scoperto le  farine naturalmente prive di glutine che mixate tra loro rappresentano una alternativa valida e sana alla farina di grano, non solo per il celiaco, ma in generale anche per chi non ha problemi di intolleranze.

Infanzia e celiachia. Cosa puoi consigliare ai genitori di bimbi celiaci?
Nessun consiglio che non sia quello che darei a qualunque altro genitore: dedicate tempo di qualità ai vostri figli, ascoltateli, fate delle cose con loro, fateli sentire amati e poi regole, date loro delle regole fin da piccoli. Nel caso dei bimbi celiaci è fondamentale vigilare sull’alimentazione fuori-casa, ma la maniera migliore per farlo è responsabilizzarli, spiegando loro il perché. E poi di provare a cucinare per tutti scegliendo cibi che non contengono glutine per natura. È importante per un bimbo non sentirsi diverso a tavola…almeno a casa sua!!!

Qual è oggi il rapporto fra i bambini e il cibo? Esiste secondo te una corretta educazione all’alimentazione?
Una corretta alimentazione inizia dall’esempio che noi diamo ai bimbi durante i pasti: se noi saltiamo la colazione o non mangiamo mai frutta e verdura…o ancora peggio, ci limitiamo a scongelare cibi pronti in microonde, non possiamo pretendere che i nostri figli abbiano un corretto rapporto con il cibo o non si imbottiscano di merendine. La dieta mediterranea in questo caso ci viene in aiuto con la nostra cucina tradizionale fatta di legumi, frutta e verdura di stagione, poca carne rossa, carne bianca, pesce e uova.

Mi rendo conto che non è semplice per una mamma che lavora gestire correttamente l’alimentazione della famiglia, ma si può approfittare del week end per preparare porzioni in più da congelare e consumare durante la settimana; o ancora preparare il dolce della domenica insieme ai bimbi, come momento per stare insieme e  far vivere  loro il cibo non solo come fruitori ma anche come creatori. Oggi purtroppo ai nostri figli tendiamo a dare tutto, anche in termini di alimentazione, per sopperire alle nostre mancanze “affettive” o di tempo. Ai bimbi bisogna dare tanto… non dare tutto!

Qual è la tua ricetta della felicità?
Bella domanda… Felicità è stare bene con chi ami e ti ama… ma per stare bene con gli altri prima bisogna stare bene con se stessi, sentirsi sereni e realizzati. Per una mamma spesso è difficile, perché ha paura di sottrarre tempo ai figli o alla famiglia. In realtà trovare una piccola passione, un hobby, qualcosa che ci permetta di essere anche “altro”, ci aiuterà a dare di più e trasmettere energia positiva a chi ci circonda.

Luisa Carretti

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