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Innamorarsi alla scuola materna

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Primi amori, prime pene. Ma se il primo amore s’incontra alla scuola materna cosa succede? Da neomamma ho sempre pensato che questa storia del “fidanzatino” fosse qualcosa di indotto dagli adulti per il gusto di attribuire delle etichette “da grandi” alle relazioni del proprio figlio o figlia. Mai dunque ho usato questo termine con mia figlia, che ha appena 4 anni, ogni volta che mi parlava dei suoi amichetti di scuola. Eppure lei un giorno di ormai un anno fa è arrivata da me e con grande naturalezza ha dichiarato: “Io ho un fidanzato!”. Occhi sgranati e un po’ di inquietudine ho cominciato a farle domande per indagare fino a che punto fosse chiaro per lei il significato del termine fidanzato. Era chiaro più di quanto lo fosse a me, sua madre, che di anni ne ho ormai più di trenta. “Passerà”, pensai, “sono amichetti, si vogliono bene, questa storia del fidanzamento è un gioco, si stancherà”, eppure finita la scuola, passata l’estate, il fidanzatino è rimasto. Ho minimizzato sino a quando ho capito quanto questa cosa fosse importante per lei,  seria come può esserlo per una bimba di 4 anni. Cosa fare allora? Spesso noi genitori tendiamo a scherzare, canzonare i nostri figli per questi sentimenti che riteniamo immaturi e frutto di un gioco o del tentativo di scimmiottare gli adulti. E quindi li stuzzichiamo, facciamo battute, li guardiamo con aria ironica. Con la conseguenza che loro si sentono feriti e si arrabbiano. La strategia migliore è invece quella di rispettarli, legittimandone sentimenti e affermazioni. E se preferiscono vivere questa esperienza senza grandi proclami, evitiamo di curiosare o di parlarne con le altre mamme. Rispettiamo la loro intimità, la loro privacy che, anche se qualche adulto stenta a crederlo, è reale anche a soli 4 anni. Pensiamo poi che soprattutto a questa età e sino all’adolescenza questi sentimenti vengono vissuti con il candore di chi sta imparando ad amare e non conosce né malizia né implicazioni fisiche. Ricordiamo inoltre che sono bambini e che dunque vivono relazioni e avvenimenti con la leggerezza dell’età, evitiamo dunque di dare giudizi e interpretare con gli schemi mentali di un adulto, caricando di significati che non esistono le cose che i nostri figli raccontano. Insomma mettiamoci da parte, anche se, soprattutto una mamma, non potrà evitare di osservare e provare tenerezza nel vedere sua figlia e il suo amore camminare mano nella mano, nel rivolgersi l’uno all’altra come se condividessero una vita insieme, nel difendersi a vicenda quando l’uno o l’altro vengono attaccati da altri bambini. Facciamolo però in gran segreto, senza farci notare e lasciamo che la nostra bimba o il nostro bimbo sperimentino da soli la libertà di scoprire quanto possa essere meraviglioso sentirsi legati a qualcuno.

Luisa Carretti

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