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Il gusto dei piccoli

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Il bambino piange, dagli uno zuccherino che gli passa! Quante volte lo abbiamo sentito dire dalle nostre nonne,che ci raccontano anche di ciucci improvvisati fatti di fazzoletti di stoffa imbevuti nel miele o nell’acqua e zucchero come se fosse la più salutare delle soluzioni. La cultura dello zucchero purtroppo è diffusa e difficile da sradicare. La maggior parte di noi è convinto che un po’ di zucchero, anche in tenerissima età, durante lo svezzamento per intenderci, non può che far bene. E a dar man forte arriva una recente ricerca condotta dalla Louisiana State University che avrebbe stabilito come, chi fra gli 11mila bambini e adolescenti monitorati era solito consumare dolci e cioccolato, aveva minore probabilità di sviluppare obesità e problemi di sovrappeso.  E anche se gli stessi ricercatori puntualizzano come i dolci non possano mai sostituire i nutrienti di una dieta bilanciata e debbano essere consumati con moderazione, il punto fondamentale è un altro. In un periodo delicato come quello dello svezzamento, in cui si definiscono le abitudini alimentari del nostro bambino, i dolci sono una inutile quanto dannosa interferenza. E non soltanto perché favoriscono l’insorgere di carie e se preparati con zucchero raffinato forniscono calorie prive di sali minerali e vitamine, ma soprattutto perché con il loro sapore marcato corrompono il gusto del bambino, che a quel punto in poi perderà la curiosità di assaggiare i cibi più sani.
Allora non è poi così grave rimandare l’introduzione di caramelle, peraltro piene di coloranti e conservanti artificiali, di dolci, cioccolata, ma anche frutta secca e altri dolcificanti! Le papille gustative dei nostri figli impareranno prima ad apprezzare la dolcezza delicata di carote, finocchi, zucche e zucchine e si alleneranno alla diversità dei gusti. Saranno incuriosite dalla diversità dei gusti ed impareranno a riconoscere la differenza fra un cibo genuino ed uno artefatto (come le merendine industriali). Anche l’olfatto ne trarrà grande vantaggio, visto che sarà più invogliato a riconoscere la grande quantità di odori che la natura offre. In questo modo non potremo mai lamentarci che nostro figlio non mangia, o mangia poca verdura, perché imparerà ad amarla e sarà lui stesso a chiederla.

 

Luisa Carretti

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