Home Lifestyle Genitori e Figli Il gusto dei bimbi, il ruolo dei genitori

Il gusto dei bimbi, il ruolo dei genitori

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Da genitori spesso ci lamentiamo delle preferenze alimentari dei nostri bambini: non mangia questo, non mangia quest’altro, non vuole assaggiare nulla. E disperati mettiamo in atto mille stratagemmi per assicurarci che oltre alle tanto adorate patatine i nostri piccoli imparino ad apprezzare verdure come il cavolo o frutti dal gusto difficile come il kiwi. Ma abbiamo mai provato a riflettere sui motivi di riluttanze e rifiuti? Ci siamo mai chiesti se in qualche modo siamo stati proprio noi genitori a indirizzare le preferenze alimentari dei nostri bambini?
Quello che sappiamo e che viene confermato anche da Eufic,  European Food Information Council, è che sino ai 6 mesi di età i bambini sono più predisposti ad assaggiare nuovi alimenti, mentre crescendo possono rifiutare alcuni cibi, diventare pignoli riguardo ad altri o ancora manifestare “neofobia”, cioè riluttanza ad assaggiare nuovi alimenti. Lo stesso Eufic ricorda come i neonati preferiscano i sapori dolci, rifiutando quelli amari tipici di alcune verdure, per una tendenza evolutiva che individua nei sapori dolci una fonte rapida di energia, mentre in quelli amari un potenziale cibo tossico. E questo spiega in parte una universale antipatia verso le verdure e altri alimenti salutari che molto spesso i nostri figli rifiutano. Come comportarsi allora?
Ecco una lista delle cose da evitare e di quelle che è bene fare.

Comportamenti da evitare

Mai assecondare
Non è il bambino a decidere cosa si mangia, siamo noi. Assecondare ogni sua richiesta vuol dire liquidare le difficoltà ed evitare il conflitto.

Restrizioni
Essere troppo severi, privando i nostri figli di dolci, patatine e altri cibi molto calorici potrebbe   aumentare il desiderio di questi alimenti, ma ancora peggio far si che li consumino anche quando non hanno fame.

Pressioni
Da evitare anche le pressioni per consumare frutta e verdura o addirittura per mangiare nel caso in cui i bambini non abbiano molto appetito. Il risultato è che non solo rifiutano proprio gli alimenti che ci stanno più a cuore, ma finiscono per avere problemi di sottopeso e appetito capriccioso. In più le costrizioni non soltanto sortiscono l’effetto contrario, ma impediscono che il bambino impari ad autoregolarsi in base agli stimoli di fame e sazietà.

No al cibo di scambio
Un altro comportamento sbagliato è quello di usare il cibo per zittire, punire o ricompensare: offrire  una mela o del cioccolato per fare smettere di piangere, minacciare di dar da mangiare broccoli se non smette di fare capricci o premiare con un dolcetto se fa il bravo sono azioni che creano un rapporto deviato con il cibo e impediscono al bambino di sviluppare la propria motivazione nell’assaggio, nella scelta e nel consumo dei cibi.

Mai esprimere giudizi sul cibo
Ognuno hai i suoi gusti e capita spesso che i genitori non amino particolarmente determinate verdure o carni. Il nostro compito è quello di evitare di imporre le nostre preferenze esprimendole in modo categorico, lasciando invece al nostro piccolo di esplorare in tutta libertà il mondo del gusto e impegnandoci a cucinare anche quegli alimenti che non mangeremmo.

Comportamenti corretti

Si alle eccezioni
Concedere delle eccezioni: vanno benissimo delle regole che impediscano al bambino di abbuffarsi ogni giorno di patatine fritte, ma l’eccessiva restrizione come abbiamo visto è controproducente. Troviamo dunque dei momenti in cui il bambino può fare uno strappo alla regola senza sentirsi rimproverato o in colpa.

Gratificare con intelligenza
Abbiamo detto che non va bene usare il cibo come merce di scambio, ma gli stessi ricercatori hanno rilevato che la gratificazione porta benefici nell’individuo. Per cui quando il nostro bambino  mangerà un piatto di lenticchie senza storcere la bocca, troviamo il modo non invasivo di apprezzare il suo impegno. Una ricerca inglese ha dimostrato che se ai bambini dai 4 ai 6 anni si dà la verdura e insieme delle figurine come premio, i bambini ne mangiano di più.

Varietà
Offrire sempre una buona varietà di alimenti. E se qualcuno di questi viene rifiutato, evitiamo di insistere sino a quando non lo mangia. Mettiamolo da parte e proviamo a riproporlo dopo un po’ di tempo. I gusti cambiano e il nostro bambino potrebbe scoprire di apprezzarlo.

Assaggiare è un gioco
Ci ricordiamo tutti quei giochi che si facevano alle feste in cui bendati bisognava assaggiare miscugli indecifrabili per capirne il contenuto, vero?
Perché non provare a trasformare le esperienze gustative dei nostri piccoli in gioco? Ad occhi chiusi potrebbero scoprire di adorare il sapore di un frutto dalla consistenza viscida e gelatinosa come il caco.

Luisa Carretti

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