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Bimbi sempre più allergici ai cibi

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Di recente i pediatri italiani hanno lanciato un allarme allergie: le alimentari sembrano essere in aumento, anche quelle rare. Abbiamo chiesto l’opinione della nostra nutrizionista Stefania Giambartolomei e qualche informazione in più su un fenomeno sempre più dilagante che spesso spaventa noi genitori.
I pediatri ci hanno messo in guardia sull’aumento delle allergie alimentari. Puro allarmismo o c’è un fondo di verità?
Sicuramente le allergie sono in aumento. I motivi sono diversi, da un lato c’è il contatto ripetuto con  vari allergeni alcuni di questi fino ad oggi sconosciuti, dall’altro c’è un crescente indebolimento delle difese immunitarie del bambino, dovuto anche alla ridotta abitudine dell’allattamento al seno. Con il suo latte infatti la mamma “regala” al figlio le sue difese immunitarie sino a quando il suo organismo non ne ha maturate di proprie.
Come si fa a capire se un bambino è allergico ad un cibo?
Non possiamo sapere a priori se un bambino è allergico ad un cibo, visto che non esistono dei prodromi delle allergie. Ci sono degli alimenti più facilmente allergenici, ma è sbagliato allontanarli dalla dieta senza prima accertarsi che il bambino sia effettivamente allergico.
Quali sono gli alimenti più a rischio allergie?
I cibi che più facilmente possono scatenare allergie sono arachidi, cereali che contengono glutine (orzo, segale, frumento, avena ), lievito, uova, crostacei, pesce, latte, cioccolato, sesamo, sedano, pomodori, alcuni frutti come prugne, albicocche, kiwi, arance.
Secondo i pediatri e la Siaip, la Società Italiana di Immunologia e Allergologia Pediatrica, i cibi capaci di scatenare allergie sono sempre di più. Come fare a riconoscerli?
Quando il bambino viene a contatto con un alimento che potrebbe essere causa di allergie, alcuni segni possono aiutarci a far sorgere in noi il sospetto. Sono segni facili da riconoscere come rossore o bruciore diffuso, prurito, comparsa di dermatite,  o anche sintomi gastroenterologici come nausea, vomito, diarrea.
Cosa consiglia di fare ai genitori: provare i cibi per verificare l’effettiva reazione allergica o eliminarli a priori dalla dieta?
Non bisogna vivere il problema delle allergie come un dramma.  Se un bambino è allergico è buona norma non farlo venire a contatto con i cibi più allergenizzanti, ma se il bambino non ha mai mostrato problemi in tal senso, privarlo di alcuni alimenti per il timore che possano innescare una reazione allergia è sbagliato.
Un’allergia è per sempre oppure può manifestarsi e scomparire all’improvviso? In tal caso è possibile reintegrare nella dieta i cibi eliminati?
Generalmente un’allergia è per sempre, anche se la manifestazione può essere di volta in volta di diversa gravità.

Luisa Carretti

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