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Intervista a Valentino Manfredonia, il pugile napoletano: “Dai 110 kg a Rio 2016”

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Valentino Manfredonia, il pugile italo-brasiliano che prenderà parte alle Olimpiadi di Rio 2016

Una favola. Una storia a tratti incredibile a cui manca solo un lieto fine. Questo è quello che emerge dall’intervista a Valentino Manfredonia, pugile italiano della categoria medio massimi, che sabato 6 agosto farà il suo esordio ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

Per il pugile nato a Recife, ma adottato da una famiglia di Pianura e quindi napoletano a tutti gli effetti, l’esordio olimpico, sarà il primo passo verso il sogno di conquistare una medaglia, ma forse ha un valore ancor più importante. Valentino ha infatti iniziato a boxare all’età di 10 anni, quando i suoi 110 kg di peso lo hanno costretto a tirare i primi pugni. Da quel giorno Valentino è cresciuto ed ora rappresenta la speranza del Rione Traiano. Il pugile napoletano può dimostrare che, con un po’ di determinazione, tutti possono trasformare i propri sogni in realtà.

Chi è Valentino Manfredonia

Nato a Recife, in Brasile, nel 1989, ma napoletano d’adozione. Peso 81 kg. Il sogno di Valentino Manfredonia non è solo quello di prendere parte alle Olimpiadi, che si sta per avverare, ma di vincere una medaglia e dedicarla alla sua città: Napoli.

Valentino Manfredonia in allenamento

La data d’inizio delle Olimpiadi è impressa nella sua mente: l’atleta azzurro è molto determinato, consapevole della difficoltà dell’impresa che lo attende a breve, ma ha testa e cuore. Il nostro pugile ha un vissuto particolare: cresciuto nella periferia di Napoli, una città molto difficile, si è iscritto in palestra perchè voleva dimagrire e, grazie alla sua determinazione e al supporto della sua palestra storica, la “De Novellis” a Rione Traiano, che è stata una seconda casa, è arrivato così in alto.

Nella città carioca Valentino, con grande umiltà, vuole dimostrare che nella vita si possono fare grandi cose e tagliare traguardi impensabili. Nell’intervista racconta la sua storia, le sue abitudini alimentari e il suo rapporto con la bilancia, ma soprattutto spiega ai lettori di Melarossa perchè nella vita, così come a dieta e nello sport, per andare lontano bisogna mettersi in gioco davvero e avere ben fissato in mente l’obiettivo da raggiungere. E poi volerlo fortemente.

Intervista a Valentino Manfredonia

Come hai iniziato a praticare boxe?
Avevo 10 anni, mi sono iscritto in palestra perchè ero obeso e volevo dimagrire: pesavo 115 kg per 160 cm di altezza. Non riuscivo a seguire il corso dei miei coetanei, ero troppo lento, così il maestro mi fece seguire il corso delle donne. Dopo 2 anni mi spostarono al corso maschile. Quello fu il primo momento in cui scattò in me qualcosa di significativo nei confronti del pugilato.

Che sensazione provi all’idea di fare le Olimpiadi? Sei stressato o emozionato?
Sono emozionato: le Olimpiadi sono il sogno di ogni atleta, ancora devo realizzare che parteciperò a Rio, non me ne sto rendendo conto. Ho raggiunto un grande traguardo con la qualificazione, ma ora il mio obiettivo è vincere una medaglia.

Quando hai iniziato la preparazione per le Olimpiadi? Cosa è cambiato nel tuo stile di vita?
Il mio stile di vita è cambiato radicalmente, ma non nell’immediato: la prima fase è stata quando ero bambino e ho deciso che sarei dimagrito; la seconda quando ho capito che il pugilato era la mia vita e avrei voluto partecipare alle Olimpiadi. Mi sono sacrificato tantissimo, spero di farcela anche stavolta, spero di conquistare Rio. Vorrei che la “mia” Napoli mi festeggiasse!

Quanto conta l’alimentazione?
Molto! Io sono goloso, ma vengo regolarmente seguito da un nutrizionista: devo stare sempre attento a mangiare, poichè tendo ad ingrassare immediatamente quando sgarro ma, essendo arrivato ad un certo livello, mi viene ormai naturale prendermi cura del mio corpo: il lavoro in palestra è duro e non voglio buttarlo via. Mi piace sentirmi carico di energie ed in forma: gli sportivi per star bene fisicamente devono star bene soprattutto interiormente.

Raccontaci la tua giornata tipo a tavola e nello sport
Sgarri?
Mi alleno al centro federale di Assisi. In genere faccio colazione con toast, yogurt e cereali, oppure con pane al miele, frutta e yogurt e nei pasti principali alterno proteine e carboidrati, sempre accompagnati da verdure. Lo sgarro ogni tanto capita: preferisco una fetta di crostata o un pasticcino ad un trancio di pizza… sono molto goloso di dolci!

Con che frequenza ti pesi?
Un giorno si ed uno no. Per noi pugili è importante farlo per controllare l’allenamento, per capire se c’è qualcosa che non va. In generale non sono ossessionato dal peso, ma chiaramente questo pensiero si fa più vivo quando la competizione si avvicina.

Usi degli integratori oppure solo sana alimentazione?
Niente integratori, solo sana alimentazione.

Cosa fai pochi giorni prima della gara?
Quando posso mi diverto un po’, ma solo se l’obiettivo è lontano, altrimenti, se ho degli impegni, non esco mai e la mia ragazza, Giusy, mi aiuta molto in questo.

Qual è la chiave del successo nello sport, nella dieta e nella vita?
Avere bene in mente che prima o poi si raccolgono i frutti del proprio lavoro: se i sacrifici sono tanti, i risultati arrivano. Bisogna avere una vita regolata sul ring, ma prima di tutto, fuori da esso!

In bocca al lupo Valentino, da tutta Melarossa!

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.