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Fame nervosa: come gestirla nei momenti peggiori

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fame nervose, le dritte per gestirla nei momenti peggiori

Può capitare a tutti di rifugiarsi nel cibo per consolarsi di qualcosa che non è andato come si desiderava: la fame nervosa ti spinge a buttarti sul cibo per stress, ansia, malinconia, super lavoro, noia e mille altri motivi. Mai per vera fame.

Perché la fame nervosa è un impulso che parte dalla testa e non dallo stomaco, dovuta a meccanismi psichici, che ti portano a mangiare in modo automatico, compulsivo e mai sano. Se ti spingesse a buttarti sulle carote o sui finocchi, puoi stare sicuro che nessuno batterebbe ciglio: il problema è che i cibi che ti consolano sono quasi sempre poco salutari e molto calorici.

Perché le emozioni negative ci spingono a buttarci sul cibo? 

I motivi della fame nervosa possono essere diversi:

  • le delusioni o le arrabbiature fanno scattare in noi un’autocritica “sotterranea”, che ci indebolisce, ci rende insicuri e ci induce a rifugiarci nel cibo come ancora di salvezzaMangiare diventa l’unico modo per avere una ricompensa o una consolazione;
  • da sempre vale l’equazione cibo=amore, perché l’amore materno passa attraverso il nutrimento fisiologico. Ecco che se siamo in difficoltà, il cibo diventa un nutrimento dell’animo e viene scambiato per una fonte di amore e gratificazione;
  • ci sono poi le “dipendenze”, che provocano alterazioni del comportamento, modificando un abitudine normale, come il mangiare, in una  ricerca irrefrenabile del piacere, che ci fa perdere completamente il controllo.

In quali momenti siamo più a rischio di smania da cibo?

Partendo dal presupposto che la fame nervosa è un comportamento derivante da meccanismi psicologici e viene scatenata soprattutto da una difficoltà a gestire le emozioni negative, vediamo quali possono essere i momenti che ti mettono più a rischio di smania da cibo.

1Fame nervosa in ufficio

Il lavoro è un’attività che spesso causa emozioni negative, quali stress, noia, nervosismo e frustrazioni: è facilissimo avere una discussione con un collega o ricevere un rimprovero da un superiore o semplicemente sentirsi giù perché il compito che ti hanno assegnato non ti piace o ti annoia.

Ecco qua che per distrarti o consolarti senti il bisogno irrefrenabile di mangiare e così cadi vittima della macchinetta degli snack.

Come placare le voglie di cibo in ufficio?

Ci sono diversi trucchi che puoi usare per combattere la fame nervosa a lavoro:

  1. la prima difesa consiste nell’avere sempre con sé degli snack salutari e poco calorici, come un frutto, uno yogurt, delle verdure crude o una piccola quantità di frutta secca. Così quando verrai assalito da smanie di cibo, potrai placarla con qualcosa di sano, evitando di cadere in trappole ipercaloriche;
  2. assicurati di fare una pausa pranzo vera e propria, staccandoti dalla scrivania e uscendo dall’ufficio, fosse anche per 10/15 minuti;
  3. fai un pranzo che sia sufficientemente nutriente e soddisfacente;
  4. porta sempre con te dell’acqua e prima di correre a comprare uno snack prova a berne un bel bicchiere.

2Fame nervosa nel weekend

Si avvicina il venerdì sera e già cominci a immaginarti il meritato premio: una serata di relax a casa, in compagnia di un buon film e di qualche cibo goloso.

Sei stanco, la settimana è stata pesante, non hai programmi, non hai voglia di faticare e senti di meritarti un premio: ordinare una pizza sembra una soluzione ideale. Se il tutto si concludesse con la pizza del venerdì sera non sarebbe poi una tragedia così grande: il problema è che spesso questo tipo di meccanismo di “premiazione” ti porta a vivere un fine settimana senza regole. “Ma è venerdì sera…” E poi: “Ma è sabato…ma è domenica…”. Finisci col ritrovarti, disperato e tormentato dai sensi di colpa, ad affrontare la bilancia il lunedì mattina.

Come placare la voglia di premiarsi con il cibo durante il weekend?

  1. la prima cosa da fare è mantenere un’alimentazione varia ed equilibrata tutti i giorni della settimana, perché così la tua mente non sentirà il bisogno di chiederti un premio nel weekend;
  2. cerca di trovare dei meccanismi di gratificazione al di fuori del cibo: leggere un buon libro, una passeggiata all’aria aperta, un bel massaggio o qualsiasi cosa ti faccia sentire coccolato e premiato delle fatiche della settimana;
  3. prova ad ascoltarti e comprendere cosa ti porta a buttarti sul cibo. Magari una delle ragione è che ti senti solo e quindi mangi per compensare: impara a riempire il tuo bisogno di compagnia e calore chiamando qualche amico e organizzando delle attività sociali.

3Fame nervosa serale e notturna

Lasciarsi andare a mangiate eccessive negli orari serali è un problema che riscontrano in molti. Quest’abitudine potrebbe essere causata sia da un comportamento alimentare eccessivamente rigido durante il giorno, sia da un aumento delle emozioni negative nelle ore serali: è più facile sentirsi soli, tristi o annoiati quando siamo a casa in una situazione di relax, senza le attività quotidiane a distrarci.

Come placare la fame nervosa serale?

  1. la prima cosa da fare è strutturare un’alimentazione equilibrata durante il giorno, che preveda colazione, pranzo, cena e spuntini, come succede con la dieta Melarossa;
  2. molto importante è anche ridurre le tentazioni. Evita di tenere in casa cibi ipercalorici, golosi e che non richiedono preparazione per essere consumati;
  3. impara a bilanciare piaceri e doveri. Dopo una lunga giornata lavorativa, cerca di organizzarti delle attività piacevoli, come un cinema o una serata con amici;

Queste semplici indicazioni potranno esserti di grande aiuto per gestire gli attacchi di fame nervosa, però è importante sottolineare che sono valide quando le emozioni negative che ti spingono a mangiare sono dovute a situazioni di difficoltà passeggera.

Nel caso questo tipo di comportamento sia molto frequente e persistente, è importante che tu ti rivolga a un medico o a uno psicologo per valutare con degli specialisti se gli attacchi di fame nervosa non siano causati da un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare.

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Ho cominciato la mia vita professionale come giornalista e sono iscritta all’Ordine dal 1995 come Pubblicista. Dopo diversi anni di esperienza nel settore della comunicazione (sia nell’organizzazione di eventi, sia come ufficio stampa), ho ripreso da qualche anno l'attività di giornalista e lavoro nella redazione di Melarossa, curando in particolare articoli su dieta, nutrizione e psicologia. Vista la mia innata curiosità verso gli esseri umani e le loro possibilità di sviluppo e miglioramento, ho scelto di diventare Life Coach Umanista e lavoro con persone che vogliono allenarsi a raggiungere obiettivi in linea con la loro natura.