Home Dieta Scrivi alla psicologa Genitori severi e iperprotettivi

Genitori severi e iperprotettivi

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Salve dottoressa,

le scrivo questo lettera perché sono arrivata ad un punto della mia vita che ho sopportato fin troppo. Sono una persona di 20 anni e abito a casa con i miei genitori, mio padre è un carabiniere e forse proprio per questo motivo è molto duro e severo, inoltre entrambi i miei genitori sono persone del sud e sono molto ma dico molto retrogradi. Quando avevo 15 anni purtroppo mi sono trovata nella situazione che i miei genitori per la troppa protettività e per varie situazioni che si sono andate a creare hanno comportato in me una delle azioni forse più brutte che un genitore non vorrebbe che gli accadesse mai, e sono scappata di casa per una notte e dopo nemmeno 12 ore mi sono fatta trovare dalla polizia. Premetto non sono una ragazzaccia, sono una persona normalissima che da quando sono nata si trova nella situazione che ogni cosa è senza scelte, forse è anche mancanza di fiducia ma io credo che questo loro atteggiamento derivi dal fatto che sono cresciuti entrambi in famiglie severe dove esisteva l'idea del padre padrone e pur avendo avuto la maggiore età, parlo anche di quando avevano 29 anni, hanno sempre rispettato le loro regole che secondo il mio pensiero sono ridicole. Comunque ritornando a me, dopo quell'evento mi hanno portata da uno psicologo per capire meglio come è stato possibile trovarmi in quel frangente e prendere quella decisione. È stato tutto inutile pur spiegando allo psicologo prima da sola e poi con i miei genitori che ho agito così perché all'età di 16 anni non potevo andare da nessuna parte, il pomeriggio solo sotto casa e uscire la sera non se ne parlava neanche, andavo alle cene di compleanno e mio padre o mio fratello (che segue le loro regole) massimo le 10 era fuori al ristorante che mi veniva a riprendere, insomma ce ne sono varie di motivazioni, ma loro non hanno capito che dovevano almeno cambiare un po' man mano che crescevo. Finite le visite dallo psicologo ho deciso di essere un pochino più forte e rispettare le loro regole ma purtroppo mi ritrovo ora all'età di 20 anni con la loro assoluta infiducia, se ho voglia di dormire a casa dalla mia amica con i suoi in casa questo non è possibile idem se lei dormirebbe a casa mia, poi la sera ora posso uscire ma fino a mezzanotte massimo e ogni volta prima che esco mia mamma mi chiede di tornare prima, inoltre ogni estate non ho la libertà di fare un bel niente e soprattutto non posso decidere se andare a trovare mia nonna a Palermo di mia spontanea volontà cioè loro mi obbligano per 20 giorni ad andare in Sicilia ogni agosto. Ora non è che io non voglia vedere mia nonna ci mancherebbe però se invece di 20 giorni ci potessimo stare una settimana d'estate, una di autunno, una di inverno e una in primavera non sarebbe meglio? Insomma sono nella situazione che le parole non gli hanno fatto alcun effetto, i fatti idem ed io ora mi sento chiusa in una gabbia d'oro e purtroppo qui dove abito non ho parenti da cui poter trovare un posto dove dormire. Ho bisogno di un consiglio perché sto scoppiando. Grazie per il tempo che le ho levato.

Flora

Risposta

Cara Flora,

prima di tutto voglio dirti brava, perché hai trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto. Certo, per email non è come se parlassimo dal vivo, ma proverò a darti qualche informazione che possa esserti utile.
Mi parli dei tuoi genitori come di persone iperprotettive, severe, ancorate ad un vecchio stile educativo e che non hanno più fiducia in te. Non deve essere facile manifestare i tuoi bisogni e le tue esigenze e far valere i tuoi diritti di ventenne.
Il punto, Flora, è che sembra che neanche tu abbia più fiducia in loro o nella possibilità che possano venirti incontro. Probabilmente la dinamica comunicativa che si è venuta a creare tra te e loro ormai è viziata da tutto quello che avete vissuto fino ad oggi.
Tu hai indubbiamente diritto a maggiori spazi di autonomia più adeguati alla tua età e forse i tuoi genitori non sono pronti a sostenere la preoccupazione e le ansie legate al tuo “spiccare il volo”.
La strada da percorrere è quella di trovare un dialogo sereno, in cui tu possa fare le tue richieste e loro possano argomentare le motivazioni per un sì o per un no.
Se credi che questo non sia realizzabile al momento, ti suggerisco di rivolgervi ad un terapeuta esperto in “questioni familiari” che, con la funzione di mediatore, nell’arco di pochi incontri vi aiuti a trovare una strada condivisa perché tu possa vivere la tua vita adeguatamente alla tua età e in modo più spensierato.
In bocca al lupo.

Un caro saluto,

Floriana Ventura

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Sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. All'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.