Home Dieta Dimagrire con la dieta Farinacei a dieta, si può?

Farinacei a dieta, si può?

CONDIVIDI
farinacei a dieta vanno bene

Quando si inizia una dieta, la prima cosa che si tende a fare è eliminare completamente dai nostri pranzi e dalle nostre cene pasta, pane e tutti i farinacei, attribuendo proprio a questi alimenti, ricchi di amidi e carboidrati, la colpa dei nostri chili di troppo. Sarà vero? Ne parliamo con Luca Piretta, medico nutrizionista di Melarossa.

 

Luca, chi segue una dieta pensa che mangiare farinacei faccia ingrassare, è vero oppure si tratta di una credenza popolare?
Come sempre non bisogna dimenticare il buon senso. In una alimentazione sana, i farinacei sono una fonte di energia e nutrienti fra le più salutari.

E’ naturale che i cereali (pasta, riso, pane, cous cous) apportino una discreta quantità di calorie e che un loro consumo eccessivo possa portare ad un aumento del peso corporeo se l’apporto energetico è superiore al dispendio.

Ma non per questo bisogna bandirli dalla dieta. Anzi, i cereali devono continuare a rappresentare un pilastro di una corretta alimentazione, adeguando il loro consumo alle esigenze di ogni singola persona e amalgamandoli correttamente con i nutrienti degli altri alimenti.

Perché non dobbiamo escludere riso, pasta, patate e pane dalle nostre abitudini alimentari? Quali sono le loro proprietà nutrizionali?
Ci possono essere differenze da un cereale ad un altro, ma in generale i principali nutrienti sono rappresentati dai carboidrati complessi (amidi) che costituiscono circa l’80%, le proteine (10%) e le fibre, il cui apporto può variare dal 3 al 14%. L’avena e la segale sono i cereali più ricchi di fibre. I cereali integrali ovviamente ne contengono una maggiore quantità.

In che quantità dobbiamo consumarne?
La quantità può variare da individuo a individuo ma i cereali dovrebbero fornire un po' meno della metà dell’apporto calorico giornaliero. La quota restante dei carboidrati dovrebbe essere fornita da frutta e verdura.

E' possibile abbinare farinacei, come pasta e pane, durante lo stesso pasto oppure dobbiamo alternarli?
Conviene sicuramente non eccedere nel carico glucidico e non consiglierei di abbinare pane e pasta nello stesso pasto a meno di non ridurre le quantità della pasta o del pane in favore dell’altro alimento (ad esempio, a pranzo o cena invece di mangiare 80 g di pasta, senza pane, preferirne 50 g e aggiungere 20 g di pane).

E durante la giornata? Se mangiamo pasta a pranzo possiamo mangiarla anche la sera?
Un giovane sportivo, o uno studente che fa una certa attività fisica, può permettersi anche di mangiare pasta o riso a pranzo e a cena più volte a settimana. L’anziano, o una persona sedentaria o a maggior ragione un individuo in sovrappeso che deve dimagrire, sicuramente dovrebbe evitarlo.

In che modo gli amidi contenuti nei farinacei possono aiutare a perdere peso?
Gli amidi non aiutano a perdere a peso, ma devono far parte sempre di una dieta bilanciata. Una dieta dimagrante può essere leggermente iperproteica per un periodo limitato di tempo, riducendo in parte carboidrati e grassi, ma abolire totalmente gli amidi con il tempo è controproducente perché obbliga l’organismo a distruggere la massa muscolare per creare zuccheri.

Perché si dice che hanno un effetto saziante?
L’assunzione di carboidrati stimola la secrezione di sostanze che riducono l’appetito, ma in rapporto al volume e al relativo apporto calorico non sono certo sazianti come le verdure.

Possiamo consumare cibi contenenti amidi a cena oppure è meglio mangiarli solo a pranzo?
Non c’è nessuna controindicazione a consumare gli amidi a cena. Se una persona è a dieta  il  consiglio è quello di consumare i carboidrati nella prima metà della giornata, perché in questo modo può utilizzarli per la loro reale funzione di combustibile. Il loro mancato utilizzo (come succede alla sera dopo cena) obbliga il metabolismo a trasformarli in tessuto adiposo.

tabella motivi per mangiare carboidrati a dieta

 

Luisa Carretti

Commenti